Il Rotary per uno sviluppo sostenibile: la sfida alla malnutrizione

Concentrando l’attenzione sul servizio alla comunità mondiale, oggi, a Roma presso la sede della FAO, il Rotary festeggia i suoi 110 anni di vita. Un appuntamento importante per fare il punto sull’attività umanitaria del Rotary nel mondo, al quale partecipano oltre al Presidente 2015/2016 del Rotary International K.R. Ravindran, autorevoli rappresentanti del Rotary italiano.

Tra loro Carlo Noto La Diega, Governatore Distretto 2080, che afferma: “La presenza del Presidente Ravindran e di alte cariche rotariane alla FAO è particolarmente significativa, rafforzando la relazione e di conseguenza ampliando gli scenari di collaborazione, per un futuro impegno dei rotariani nella lotta alla malnutrizione nel mondo. Il Rotary è pronto, anzi è ansioso, di raccogliere nuove sfide per mettere a fattore comune la positiva esperienza maturata nella trentennale e vincente lotta alla poliomelite, iniziata proprio in Italia. L’evento odierno in FAO coincide anche con il giorno dei 110 anni dalla costituzione del Rotary: un momento importante che il Distretto 2080 festeggerà, insieme al Presidente Ravindran, al Board Director Giuseppe Viale, alle altre autorità rotariane e al pubblico romano, con una performance di comunicazione visiva in Via Veneto – Porta Pinciana”.

Alla giornata di lavori, sono intervenuti: Graziano da Silva, Direttore generale FAO, con video messaggio; Giuseppe Viale, Board Director del Rotary International; Marcela Villareal, Direttore OPC – FAO; Maria Emilia Bonaccorso, giornalista ANSA; K.R. Ravindran, Presidente 2015/16 del Rotary International; Ed Futa, Responsabile del Gruppo dei Rappresentanti del Rotary presso le Agenzie ONU; Patrick Chisanga, Presidnete Reach Out to Africa; Gustavo Infante, Vice Presidente World Food Securiry FAO; Anna Lartey, Direttore Nutrition Division FAO; Silvio Piccioni, Coordinatore Regionale 2015/2016 della attività della Fondazione Rotary; Marco Randone Rappresentante del Rotary presso la FAO; Laura Rossi CRA (Consiglio per la ricerca in Agricoltura); Giovanni Puglisi Rettore IULM e Presidente della Commissione Italiana presso UNESCO.

E’ importante – afferma Laura Rossi, la ricercatrice del CRA Nutrizione, intervenuta all’evento – che chi opera sul campo contro la malnutrizione lo faccia in sinergia con le indicazioni della ricerca. Basti pensare alle opportunità che la nutrition sensitive agricolture offre contro la malnutrizione. Si tratta – continua la nutrizionista – di impostare l’agricoltura sulla base delle carenze nutrizionali per garantire alle popolazioni coinvolte un’offerta di cibo adeguata”.

Sono due i casi di studio presentati alla FAO.

Il Programma “Aquaplus” – Nato dalla collaborazione fra Rotary (Distretti 2041 e 2042), EXPO Milano 2015, Università degli studi di Milano (Facoltà di Agraria), la Fondazione AVSI e il Movimento Lotta alla Fame nel Mondo – si pone l’obiettivo di studiare “best practices” per ottenere sicurezza alimentare sostenibile in aree agricole disagiate. Tutto parte dall’acqua, e “plus” riguarda le metodologie per formare un’autonoma imprenditoria locale. Il primo intervento è in corso ad Haiti, nel comune di Torbek (15.000 abitanti), territorio ricco di risorse idriche, mal gestite. Trattasi di un progetto organico, avviato dopo il terremoto del 2010, con l’obiettivo di dare autosufficienza duratura alla popolazione locale: riabilitazione dell’acquedotto esistente (18 KM), distribuzione dell’acqua attraverso fontane pubbliche e allacciamenti privati, formazione di un comitato di gestione delle strutture, di esperti agronomi a cura dell’università di Milano, in collaborazione con l’ateneo locale (Univ. Notre Dame de Haiti). Proseguendo si è passati alla creazione di un’attività di trasformazione di prodotti agricoli locali. In collaborazione con il World Food Programme, si sta studiando la messa a punto di una unità produttiva di integratori alimentari ad alto potere nutritivo. Valore di questo primo progetto intorno al milione di dollari.

Il progetto di “school feeding” in Tanzania, L’iniziativa tende a rendere gli studenti autosufficienti dal punto di vista alimentare, mediante la coltivazione dei i terreni limitrofi alla scuola: formazione che spazia dal dissodamento, all’utilizzo di sementi appropriati, alla valorizzazione di colture locali, e alla coltivazione di ortaggi non tipici del posto, comprendendo la gestione di un pollaio per la produzione di uova. I prodotti sono destinati al consumo immediato e le eccedenze vendute. Vengono loro insegnate tecniche di gestione della loro piccola azienda agricola. E’ ora in corso lo scavo di un piccolo pozzo per la raccolta di acqua piovana che risolverebbe, stabilmente, i problemi di irrigazione. Un piccolo esempio di sviluppo economico e comunitario con riflessi anche nella vita dell’intero villaggio. Caratterizzato da continuità, sostenibilità, riproducibilità e duttilità, il progetto coinvolge una quindicina di Rotary Club ubicati in Sardegna, oltre al Rotary Club locale in Tanzania.

IL ROTARY

I rotariani sono oltre 1.200.000, attivi in 34.000 Rotary Club di oltre 200 paesi.

All’interno dell’Associazione è operativa la Fondazione Rotary del Rotary International, fondata nel 1917 con lo scopo di “Fare del bene nel mondo”. Da sempre attiva con programmi a carattere educativo e umanitario (circa

42000 giovani nel mondo hanno potuto studiare in un paese diverso dal proprio grazie al noto programma

“Borse di studio degli Ambasciatori”) da alcuni anni ha concentrato la propria attività su sei aree di intervento – in linea con gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite -che coprono le necessità più impellenti dell’umanità

  • pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti
  • prevenzione e cura delle malattie
  • acqua e strutture igienico sanitarie
  • salute materna e infantile
  • alfabetizzazione ed educazione di base
  • sviluppo economico e comunitario
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