Modelli di azienda zootecnica per latte e formaggi d’eccellenza

Modelli di azienda zootecnica per latte e formaggi d’eccellenza – Autori vari – Copyright Regione Lombardia – 2014.

Sperimentazione condotta nell’ambito del progetto di ricerca n. 1726: “INDIVIDUAZIONE DI MODELLI DI AZIENDE ZOOTECNICHE PER PRODUZIONI DI ECCELLENZA DI LATTE E DERIVATI–EULAT” finanziato con il Programma Regionale di Ricerca in campo agricolo 2010-2012 di Regione Lombardia.

Testi a cura di:

Milena Brasca1, Luciana Bava2, Maddalena Zucali2, Alberto Tamburini2, Matteo Guerci2, Anna Sandrucci2, Silvana Mattiello3, Elena Andreoli3, Monica Battini3, Marilù Decimo1, Stefano Morandi1, Giovanna Battelli1, Milena Povolo4, Valeria Pelizzola4, Luigi Passolungo4, Martin Sanna5, Lucio Zanini6.

Hanno realizzato le attività sperimentali, lo studio e la produzione:

1Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari, Via Celoria, 2 – 20133 Milano, Tel. 02 503-16687 – email: milano@ispa.cnr.it

2Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali- Produzione, Territorio, Agroenergia, Via Celoria, 2 – 20133 Milano

3Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze Veterinarie e Sanità Pubblica, Via Celoria, 10 – 20133 Milano

4Consiglio per la Sperimentazione e la Ricerca in Agricoltura, Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e Lattiero-Casearie, V.le Piacenza, 29 – 26900 Lodi

5Santangiolina Latte Fattorie Lombarde Società Agricola Cooperativa, Via del Marzano, 2 – 20078 San Colombano al Lambro MI

6Associazione Regionale Allevatori Lombardia (ARAL), Via Kennedy, 30 – 26013 Crema

 

In Lombardia l’allevamento di bovini da latte è caratterizzato da una produzione che corrisponde a circa il 40% di quella nazionale, sulla quale si basa un’importante industria di trasformazione che fa della nostra regione il primo produttore di formaggi in Italia. Il latte lombardo, infatti, viene destinato per l’80% circa alla trasformazione, soprattutto di prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP) di grande pregio.

Recenti indagini in campo sociale condotte dalla Comunità Europea hanno evidenziato come l’allevamento di bestiame non sia più considerato dal consumatore semplicemente un mezzo per produzioni destinate al consumo umano ma abbia un ruolo fondamentale nella produzione di alimenti innanzitutto di sicura qualità microbiologica, ma anche con caratteristiche nutraceutiche, che siano sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico e con materie prime prodotte in allevamenti rispettosi del benessere animale.

In questo contesto la ricerca condotta dal progetto “individuazione di modelli di aziende zootecniche per produzioni di eccellenza di latte e derivati” ha voluto verificare la possibilità di valorizzare un percorso di filiera d’eccellenza che comprende tutti i processi che intervengono, direttamente o indirettamente, nella produzione di latte e formaggi: la coltivazione delle essenze foraggere, la composizione della razione alimentare, la gestione della mandria in stalla e in sala di mungitura, lo spandimento dei liquami, la gestione del territorio, le modalità di stoccaggio e di vendita del latte e la sua trasformazione e, non ultimo, il benessere animale.

Obbiettivi finali del progetto sono stati l’individuazione di un modello virtuoso di azienda zootecnica da latte e la proposta di un percorso per la creazione di un marchio di qualità certificata, facilmente individuabile dal consumatore, da apporre sui prodotti.

Si è voluto verificare se diverse modalità di gestione aziendale possono determinare differenze significative sulla qualità del latte prodotto e sull’impatto ambientale.

La sperimentazione ha coinvolto 29 aziende zootecniche conferenti della Cooperativa Santangiolina, situate in zone di pianura e pedemontane delle province di Como-Lecco, Lodi e Mantova, suddivise in 3 gruppi in base alla tipologia di allevamento praticato: convenzionale (gruppo di controllo) o sostenibile dal punto di vista ambientale e del benessere animale.

Sono stati raccolti, durante il periodo estivo ed invernale, i dati relativi alla qualità del latte, qualità microbiologica e nutraceutica, sostenibilità economica, sostenibilità ambientale e benessere animale, utili alla caratterizzazione del modello aziendale più efficiente.

Il latte dei 3 gruppi di aziende è stato inoltre caseificato a Grana Padano, a diversi mesi di stagionatura, per la successiva valutazione delle caratteristiche compositive e per l’analisi sensoriale.

La metodologia utilizzata per valutare l’impatto ambientale del latte durante il suo intero ciclo produttivo è denominata LCA (Life Cycle Assestment), già applicata da tempo nel settore industriale per la comparazione di sistemi produttivi e operare scelte aziendali strategiche e, a diversi livelli, della filiera agro-alimentare.

I dati emersi dal confronto sembrano quindi indicare che le aziende migliori, considerati i parametri misurati, sono quelle con una mandria adeguatamente selezionata che permette una produzione elevata con un minor numero di animali, che utilizzano un’alimentazione bilanciata e con una buona quota di alimenti autoprodotti.

I risultati ottenuti con la presente ricerca potranno essere usati dagli allevatori per migliorare la gestione dell’allevamento, la qualità delle produzioni e per valorizzare, tramite un marchio di qualità globale, prodotti sostenibili da offrire al consumatore, provenienti da una filiera consapevole e certificata.

 

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