Il CREA ai Durum Days 2018

 

Il cambiamento climatico, per diversi motivi, è in corso e sembra inarrestabile. Pertanto la ricerca scientifica deve accelerare per dare risposte e soprattutto soluzioni a una società e a un sistema agroalimentare che possono crescere soltanto all’interno di un percorso di sostenibilità.

Essendo il grano duro una delle bandiere dell’agroalimentare italiano e della dieta Mediterranea, a Foggia, cuore della produzione nazionale, il CREA, in collaborazione con Confcooperative e il partner tecnico Areté srl, organizza i Durum Days, un focus di approfondimento sulle ricerche e soluzioni utili a coniugare qualità e sostenibilità nutrizionale e ambientale della produzione. Il 17 Maggio presso la Camera di Commercio si riuniscono ricercatori di tutta Europa per affrontare questo tema e illustrare le novità delle ricerche in atto. Partecipano i partner del progetto europeo SolACE, Solutions for improving Agroecosystem and Crop Efficiency for water and nutrient use, che proprio a Foggia dal 14 al 16 maggio ha concluso il suo primo Meeting annuale, i ricercatori del CREA di Foggia, ed esponenti dell’Università e di Spin-Off Italiani.

Apre le presentazioni uno studio di Jacques Le Gouis dell’INRA di Clermont Ferrand, sui geni che regolano in una rete di interazioni l’accumulo di proteine dopo la fioritura del grano.

Marcella Giuliani e Zina Flagella dell’Università di Foggia presentano le differenze a livello del complesso sistema di proteine, legate alla qualità, tra varietà antiche e moderne di grano duro, e illustrano lo stretto legame tra esse e l’ambiente di coltivazione.

Agata Gadaleta dell’Università di Bari dimostra come pochi geni chiave siano degli interruttori “master” dell’assorbimento dell’azoto dal terreno da parte del grano duro e come il possesso dell’una o dell’altra variante di tali “interruttori” sia fondamentale per questa funzione vitale della pianta. La conoscenza approfondita di questi meccanismi, anche grazie al recente sequenziamento del genoma del grano duro da parte di un consorzio internazionale, coordinato dal CREA, aiuterà a migliorare il rendimento delle piante e l’efficienza del grano.

Christophe Salon dell’INRA, spiega come oggi sia già possibile selezionare e migliorare geneticamente le piante attraverso caratteri fino ad oggi “invisibili”, quali quelli dell’apparato radicale, consentendo loro di esplorare meglio il terreno e non perdere l’azoto prezioso che deve fornire qualità delle proteine.

Marcus Weinmann dell’Università di Hohenheim presenta i risultati sui Bioeffettori, microrganismi benefici e composti naturali, che possono aiutare la pianta a produrre più del 25% a parità di input fertilizzante e soprattutto in condizioni di stress.

Baptiste Soenen di Arvalis in Francia illustra il sistema CHN, sviluppato per gestire la concimazione azotata e come viene integrato in sistemi di agricoltura “intelligente” e di precisione per sfruttare dati in tempo reale sullo stato nutrizionale della pianta.

Sulla stessa lunghezza d’onda prosegue Pierluigi Meriggi di Horta, Piacenza, parlando della continua evoluzione e perfezionamento dei sistemi di supporto alle decisioni (DSS) per la concimazione sostenibile nella durogranicoltura.

stampa@crea.gov.it

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