2014

COMMERCIO CON L’ESTERO DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI 2014 gli scambi regionali e del made in italy

 

Questo approfondimento del Rapporto sul commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari fornisce una analisi dettagliata dei flussi del commercio agroalimentare delle regioni italiane e del Made in Italy nel 2014.

Il Nord conferma il ruolo di assoluto rilievo negli scambi agroalimentari nazionali, nonostante la contrazione del proprio peso sull’import agroalimentare nazionale, di poco inferiore al 72% (era al 72,7% nel 2013). Di contro è in leggero aumento il peso dell’area settentrionale sulle esportazioni dell’agroalimentare italiano, pari al 70,4% nell’ultimo anno di riferimento. Si riduce al contrario l’incidenza dell’area centrale, in particolare del Lazio, sull’export agroalimentare dell’Italia sebbene tali cambiamenti risultino contenuti. Riguardo all’import è, invece, soprattutto il Sud ad incrementare la propria quota, di quasi un punto percentuale, grazie all’aumento rilevante degli acquisti dall’estero da parte della Puglia.

Nel 2014 la Lombardia è la prima regione per scambi agroalimentari con l’estero sia dal lato dell’export, con una quota in crescita pari al 16,4% del totale nazionale, sia per l’import, dove l’incidenza regionale è stabile rispetto al 2013 (23,7%). Si riduce invece, sia per l’import che per l’export, il peso dell’Emilia Romagna, seconda regione italiana per gli scambi agroalimentari con l’estero. L’incidenza di questa regione sul totale nazionale è del 15,7% nel 2014 per entrambi i flussi commerciali. Nettamente più contenuto è invece il valore degli scambi agroalimentari nell’area centromeridionale, pari a poco più del 27% del totale nazionale per l’export e al 30% dell’import; in questa area la regione con la quota più elevata di commercio con l’estero agroalimentare è la Campania, sia per i flussi in entrata (5,8%) che per quelli in uscita (7,8%).

Nel complesso, l’analisi dell’andamento degli scambi regionali dei prodotti agroalimentari evidenzia un trend fortemente differenziato sia nell’import che nell’export. Nonostante l’incremento complessivo degli scambi a livello nazionale, a livello territoriale l’import agroalimentare si riduce per metà delle regioni italiane, mentre per l’export sono sette le regioni che evidenziano un andamento negativo. Tale andamento differenziato si riscontra sia nel settore primario che in quello dei trasformati e delle bevande.

In questo rapporto sono stati considerati del Made in Italy quei prodotti a saldo stabilmente positivo che notoriamente richiamano il nostro Paese dal punto di vista dell’immagine. Dopo uno sguardo d’insieme sull’andamento degli scambi dei prodotti agroalimentari del Made in Italy, il rapporto analizza i flussi commerciali dei prodotti del Made in Italy secondo l’ordine del peso delle esportazioni del singolo prodotto sul totale delle esportazioni del Made in Italy, individuando i principali sbocchi commerciali e l’andamento dei prezzi e delle quantità rispetto all’anno precedente. Il Made in Italy è costituito per il 57% circa da prodotti agricoli trasformati, per il 28% da prodotti dell’industria alimentare e per il 15% circa da prodotti agricoli freschi. Nel corso del 2014, i flussi commerciali dei prodotti del Made in Italy sono cresciuti, grazie ad un aumento della componente quantità accompagnato da una riduzione dei prezzi. Tuttavia, la crescita delle importazioni è stata più sostenuta rispetto a quella fatta registrare dalle esportazioni, per cui il saldo normalizzato della bilancia commerciale del Made in Italy è diminuito. A questo risultato hanno contribuito in maniera diversa i singoli comparti del Made in Italy. Infatti, i flussi commerciali in entrata e in uscita del Made in Italy agricolo si sono ridotti rispetto all’anno precedente mentre il Made in Italy trasformato ha registrato una crescita della scambi.

Anche i flussi commerciali del Made in Italy dell’industria alimentare sono cresciuti nel corso del 2014 grazie all’aumento delle quantità scambiate a fronte di prezzi sostanzialmente stabili. Sull’andamento dei flussi commerciali di molti prodotti del Made in Italy ha sicuramente influito l’embargo posto dalla Russia all’importazione di molti prodotti agricoli agroalimentari provenienti dall’UE-28 a partire dall’agosto del 2014. In particolare, è il comparto della frutta fresca ad essere stato maggiormente interessato dall’embargo. Dall’analisi dei dati emerge come l’embargo abbia costretto l’Italia a cercare nuovi sbocchi commerciali per i prodotti destinati al mercato russo.

Commercio Estero 2014

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