Da ‘Agriumbria’ gli allevatori italiani rilanciano:“la nostra zootecnia da carne è di qualità superiore”

Prosegue la serie di incontri tecnici organizzati dall’Associazione Italiana Allevatori (Aia): dopo aver aperto l’anno con il Convegno dedicato alla “zootecnia di precisione” nell’ambito della fiera di Montichiari, incentrata sulla bovinicoltura da latte, nella mattinata di venerdì 31 marzo 2017 a Bastia Umbria (Perugia), nel corso della 49esima edizione di “Agriumbria”, al centro dei lavori l’interessante tema “L’allevamento del bovino da carne: un approccio multifattoriale “. L’evento, non a caso si è svolto nel contesto della più importante manifestazione dedicata alla zootecnia da carne: “Agriumbria”, infatti, si conferma anno dopo anno sempre più “Polo” delle carni italiane, e mette in mostra quella parte dell’allevamento made in Italy che ha le carte in regola per rappresentare il settore nel contesto globale.

“L’Associazione Italiana Allevatori – ha sottolineato il presidente Roberto Nocentini, che ha coordinato i lavori – ha voluto coinvolgere qualificati relatori anche per dare un contributo di maggior informazione, soprattutto seria e scientifica. Noi allevatori non ci sottraiamo al dibattito – ha detto tra l’altro – ma abbiamo il diritto di dire la nostra non dal ‘banco degli imputati’. Ne abbiamo pieno titolo, infatti, perché quotidianamente alleviamo, nutriamo e curiamo i nostri animali, e desideriamo anche aggiornarci continuamente sui fattori più importanti che ruotano attorno alla nostra professione. Il nostro allevamento bovino da carne, le nostre pregiate razze autoctone e la nostra capacità di allevare sono alcuni dei punti di forza che ci hanno permesso di portare le nostre produzioni, e la selezione del bestiame, a livelli di eccellenza. Ma possiamo fare meglio: partiamo da un patrimonio di biodiversità che è anche nostro impegno conservare e valorizzare. A disposizione delle istituzioni e dei cittadini-consumatori mettiamo la nostra passione, il senso di responsabilità e la voglia di progredire sempre”.

Le relazioni al Convegno tecnico di Bastia Umbra hanno visto alternarsi argomenti quali quelli degli scenari presenti e futuri, in termini economici e di sviluppo degli scambi internazionali, del mercato della carne, con stimolanti proiezioni dalla situazione attuale fino al decennio prossimo, svolti dal direttore di Assocarni François Tomei. Del ruolo della genomica, novità e prospettive nelle razze da carne, si è occupato Stefano Biffani dell’Ufficio Ricerca Sviluppo Aia, con interessanti comparazioni con gli studi effettuati in altri Paesi; Giovanni Filippini, dirigente veterinario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Umbria e Marche si è soffermato sugli aspetti sanitari dell’allevamento bovino da carne, sulle criticità ma anche sulle opportunità legate alle pratiche di benessere animale. Dopo l’intervento di Angelo Ventura, dell’azienda Grigi, in chiusura, proprio a sottolineare la “multifattorialità” di ciò che ruota attorno all’allevamento bovino da carne, la relazione di Sebastiana Failla, ricercatore del Crea di Monterotondo (Roma), che si è soffermata sugli aspetti legati all’indispensabile apporto dei prodotti carnei in una dieta bilanciata ed oculata.

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