GIORNATA DEL MAIS 2018: TRA BILANCI E NUOVE SFIDE DELLA RICERCA

 

 

Il 2017 è stato tra gli anni più difficili per la maiscoltura, caratterizzato da un’ estate particolarmente calda e siccitosa, con condizioni di elevato e continuo stress idrico e termico per la coltura. Le ripercussioni negative in termini di resa sono stati evidenti: – 6,7% rispetto alla media degli ultimi 5 anni e addirittura – 15% rispetto al 2016, che era stata invece un’ottima annata per il mais.

Con queste prospettive, venerdì 26 gennaio, si svolge a Bergamo  presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bergamo, la Giornata del Mais 2018 (in allegato programma), immancabile appuntamento in cui l’intera filiera, il mondo della ricerca e le istituzioni fanno il punto sull’ultima annata e si confrontano sulle problematiche del settore. Il mais italiano è una delle nostre grandi produzioni, per l’elevata potenzialità produttiva della coltura e per l’alto valore nutritivo dei mangimi; questo cereale è infatti la base per l’alimentazione di tutto il patrimonio zootecnico del Paese,  imprescindibile quindi per quasi tutte le produzioni DOP simbolo del made in Italy alimentare nel mondo (basti pensare ai nostri salumi e ai nostri formaggi) che, infatti, ne prevedono l’utilizzo, per almeno il 50% sotto forma di mangime nei disciplinari di produzioni.

Proprio per dare risposte in grado di arrestare un trend negativo che dura da 10 anni ed evitare un crollo produttivo che metterebbe a rischio le nostre produzioni tipiche – rendendoci oltretutto sempre più dipendenti dalle importazioni – nel corso della Giornata sarà presentato il “Documento tecnico criticità MAIS”, coordinato dal CREA Cerealicoltura e Colture Industriali Sede di Bergamo ed  elaborato nell’ambito di un’iniziativa sostenuta dal Progetto Rete Qualità Cereali plus – Mais (RQC mais) (2014-2018), finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Le criticità individuate spaziano dal controllo degli stress biotici (parassiti per esempio) e abiotici (siccità), all’implementazione delle rese e redditività della coltura, alla scelta varietale, al ripristino dell’autoapprovvigionamento nazionale, alla valorizzazione della qualità, alla fruibilità dei risultati della ricerca e sperimentazione a favore della filiera.

Il documento raccoglie il lavoro svolto dal tavolo tecnico costituito dal CREA e dagli altri Partners del Progetto (Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari Università degli Studi di Torino, Istituto di Entomologia e Patologia Vegetale Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza), dalle Università degli Studi di Padova e Milano, dalle Regioni maidicole (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte), dall’Informatore Agrario, dalle Associazioni di categoria ( Coldiretti,  Confagricoltura, CIA,  Associazione Italiana Maiscoltori, Associazione Italiana Raccoglitori Essiccatori Stoccatori, Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici, ASSOSEMENTI, Alleanza Cooperative Italiane), dai Consorzi Agrari d’Italia, dal Consorzio Italiano Biogas, da Roquette Italia, dall’Associazione Granaria di Milano, da A.G.E.R. Borsa Merci di Bologna e dall’Osservatorio regionale (FVG) per la sorveglianza delle micotossine negli alimenti.

Stampa@crea.gov.it

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