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“L’eredità di Strampelli. Dal genio ai geni, un secolo di inno-vazione varietale”. Le dichiarazioni di Salvatore Parlato e Giorgio Cantelli Forti

Venerdì 2 dicembre, alle ore 10 presso la Sala Monticelli del Comando Legione Carabinieri Emilia-Romagna in Piazzetta dei Servi 3, si tiene il convegno “L’eredità di Strampelli. Dal genio ai geni, un secolo di innovazione varietale”.

 

L’appuntamento, patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna con la collaborazione dell’Arma dei Carabinieri, ha come obiettivo quello di ricordare, nel 150esimo anno dalla nascita, l’importante figura di Nazareno Strampelli. Genetista, agronomo e studioso, grazie ai suoi esperimenti di ibridazione delle sementi riuscì, nella prima metà del XX secolo, a migliorare la produzione sementiera nazionale e mondiale conseguendo ottimi risultati sulla resistenza delle piante.

Salvatore Parlato, Commissario Straordinario CREA – “Strampelli è stato un profondo innovatore della cerealicoltura italiana e mondiale. Infatti, l’introduzione dell’incrocio artificiale nel miglioramento genetico del grano e lo sviluppo di varietà precoci, resistenti all’allettamento e alle malattie fogliari hanno rappresentato il filo conduttore del miglioramento genetico per tutto il secolo scorso, con ripercussioni fino ai giorni nostri in cui ci attendono sfide altrettanto complesse.  – Conclude Parlato – L’incremento dell’efficienza fotosintetica, l’ottimizzazione della fenologica della coltura, la sua capacità competitiva e la sua resistenza alle malattie sono ancora oggi i caratteri chiave da considerare nei programmi selezione delle moderne varietà”.

Giorgio Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura – “I risultati della ricerca di Strampelli hanno portato alla selezione di varietà di grano precoci in grado di essere più resistenti alle infezioni fungine che compromettevano le produzioni consentendo, nel tempo, una più adeguata gestione agronomica e un incremento della resa frumentaria a livello nazionale e mondiale. Con lo stesso modello sperimentale, applicato dopo oltre cinquant’anni, il Dott. Norman Borlaug  ottenne il Premio Nobel per la Pace nel 1970. L’Accademia Nazionale di Agricoltura è, dunque, particolarmente lieta di celebrare un tale genio italiano ricordando, anche, che lei stessa, nel 1907, con il sostegno finanziario della Cassa di Risparmio in Bologna, promosse e sostenne le iniziative di un altro illustre ricercatore, il Prof. Francesco Todaro, che concorse all’incremento della produzione frumentaria del paese tramite altre vie sperimentali. Gli studi e le ricerche sulle sementi rappresentano oggi uno dei principali campi d’interesse dell’Accademia Nazionale di Agricoltura attenta agli sviluppi sugli strumenti di controllo, miglioramento e certificazione delle produzioni agroalimentari che, sempre più, concorrono alla salute dell’uomo e alla tutela del consumatore all’atto dell’acquisto”.

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