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Schede tecniche

In questa sezione sono state raccolte varie SCHEDE TECNICHE, realizzate a cura dei ricercatori CREA, quale strumento di diffusione dei risultati scientifici e formazione con metodologie pratiche. Le schede rappresentano un utile, ma ovviamente non esaustivo, riferimento tecnico per ottenere  rapidamente informazioni su diversi temi di ricerca del CREA e per rendere accessibile al pubblico il suo patrimonio di know how.

Ricerca avanzata Schede Tecniche

24 risultati
Selvicoltura

Centri di ricerca: Foreste e Legno

Raggruppa le ricerche finalizzate alla conoscenza della struttura, dinamica evolutiva e caratteristiche bio-ecologiche dei boschi di origine naturale ed artificiale, diffusi soprattutto nell’area appenninica e mediterranea. Obiettivo generale è quello di individuare forme di trattamento sostenibili tali da assicurare la tutela ambientale, il rispetto delle esigenze sociali e la valorizzazione economica dei prodotti. Le principali ricerche afferenti a questo settore riguardano la selvicoltura dei boschi di latifoglie (12 schede) e in particolare: la gestione e la valorizzazione dei cedui (6 schede), la gestione dei boschi naturali, l’individuazione di strategie colturali a basso impatto (2 schede) e per la protezione delle specie nobili o rare (4 schede). Gli studi inerenti la selvicoltura dei boschi di conifere (6 schede) sono indirizzati alla messa a punto di tecniche colturali di rinaturalizzazione per migliorare stabilità e efficienza funzionale dei popolamenti.

Arboricoltura

Centri di ricerca: Foreste e Legno

Questo settore di ricerca appare strategico perché le produzioni legnose fuori foresta saranno sempre più determinanti per l’approvvigionamento di legno per usi industriali ed energetici, con ricadute positive rilevanti sull’economia locale e nazionale e sulla qualità ambientale. La pratica dell’ arboricoltura è strumento essenziale per diminuire la pressione produttiva sulle foreste e il conseguimento di accordi internazionali sulla protezione dell’ambiente. Le ricerche in atto riguardano la valorizzazione di specie a legname pregiato (4 schede), la produzione di quantità attraverso l’impiego di specie esotiche (1 scheda), il recupero di aree abbandonate o degradate (2 schede).

Ecologia e Monitoraggio

Centri di ricerca: Foreste e Legno

Le ricerche in atto sono finalizzate ad approfondire le conoscenze sullo stato biologico, funzionale e produttivo delle specie e tipologie forestali più rappresentative e diffuse (leccio, cerro, castagno, faggio, pino marittimo, pino domestico, abete bianco) e a verificare la sostenibilità bio-ecologica delle forme di trattamento e di gestione colturale applicate. Sono studiate anche foreste in regime di protezione, da parziale od orientato fino a integrale, dove la sospensione delle utilizzazioni e del trattamento hanno prodotto un’evoluzione ed una dinamica di tipo naturale.

Genetica e Conservazione

Centri di ricerca: Foreste e Legno

La tutela e la valorizzazione della biodiversità e delle risorse genetiche forestali viene realizzata in stretto rapporto con gli aspetti applicativi della filiera foresta-legno–ambiente. Le ricerche afferenti a questo tema riguardano: la protezione della biodiversità negli ecosistemi forestali; i rapporti tra vivaistica forestale, miglioramento genetico, valorizzazione e conservazione della biodiversità forestale; le indagini sul miglioramento e sulla valorizzazione del germoplasma forestale.

Migliorare benessere e salute dei suini - Manuale per allevatori bio - Autori vari

Anno di pubblicazione: 2015

Centri di ricerca: Zootecnia e Acquacoltura

Il manuale “Migliorare benessere e salute dei suini - Manuale per allevatori bio” è frutto del progetto di ricerca FARM SPECIFIC STRATEGIES TO REDUCE ENVIRONMENTAL IMPACT BY IMPROVING HEALTH, WELFARE AND NUTRITION OF ORGANIC PIGS - ProPIG. Si tratta di un manuale di semplice consultazione rivolto soprattutto ad agricoltori non specializzati nel settore della suinicoltura, ma che intendano avviare un allevamento condotto secondo il metodo biologico e siano disposti a prestare particolare attenzione al benessere degli animali come presupposto essenziale per una loro buona produttività. Il testo è dunque ricco di consigli pratici e di immagini esplicative ed è organizzato in cinque sezioni: problemi di fertilità, diarrea, problemi respiratori, lesioni, altri problemi di salute e benessere.

Alimenti per il suino biologico - Manuale pratico a cura di Michele Comellini, Davide Bochiccio e Giacinto della Casa

Anno di pubblicazione: 2012

Centri di ricerca: Zootecnia e Acquacoltura

Il progetto ALAPAS ha avuto la finalità di fornire un supporto agli allevatori di suini bio nelle scelte gestionali ed in particolare nella gestione dell'alimentazione degli animali. Alcuni degli alimenti più largamente impiegati nella suinicoltura convenzionale possono presentare problemi di approvvigionamento la cui soluzione potrebbe non essere a breve termine. Un esempio a tutti noto è la Soia, l'alimento proteico più importante per la suinicoltura convenzionale, che secondo i dettami del biologico non deve provenire da sementi geneticamente modificate e non può essere sotto forma di farina di estrazione per la produzione della quali si utilizzano solventi. Vista la grande diffusione che ha raggiunto l’impiego di sementi OGM a livello internazionale, in particolare nel continente americano dal quale la suinicoltura italiana è grande importatrice di granelle di soia, è particolarmente probabile il rischio di un inquinamento accidentale da parte di soia GM anche del prodotto biologico, legato soprattutto allo stoccaggio e alla movimentazione delle granelle; per questo motivo il Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha finanziato un progetto del CRA per approfondire le conoscenze sulla possibilità di formulare mangimi per suini senza far ricorso a prodotti derivati dalla soia. Per questi motivi si è ritenuto opportuno produrre questo volumetto che raccoglie informazioni circa le caratteristiche e l’utilizzazione dei principali alimenti per il suino, per ognuno dei quali si sono condensate in due pagine le notizie di carattere agronomico e bromatologico e le possibilità e i limiti di utilizzazione. Esso è stato compilato nell'ambito del progetto “ALAPAS” da parte del CRA Unità di ricerca per la suinicoltura ricercando nella bibliografia nazionale ed internazionale notizie, anche storiche, su tali alimenti e facendo ricorso alla collaborazione del Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia, per la sua esperienza nell'ambito della suinicoltura in generale e della suinicoltura biologica in particolare. Il volumetto non ha, ovviamente, la pretesa di essere una summa dettagliata di tutte le conoscenze su tali alimenti, ma di fornire uno strumento di rapida consultazione ed orientamento per gli allevatori in particolare per quegli alimenti (quali ad esempio le castagne, le ghiande, gli erbai, il topinambur) che non trovano impiego frequente nella suinicoltura convenzionale. Gli allevatori potranno approfondire gli argomenti di loro interesse sull’ampia bibliografia e manualistica esistente, una sintesi della quale è allegata alla pubblicazione. Nell’ambito del progetto ALAPAS è stata anche condotta un'indagine sui cicli produttivi delle diverse tipologie di allevamento riscontrate nella suinicoltura biologica, allo scopo di individuare quali azioni migliorative possano essere suggerite per migliorarne l’efficienza soprattutto in funzione dell‘utilizzazione delle risorse alimentari fornite dai terreni facenti parte dell'allevamento. Nel presente volume sono riportati i casi di studio più interessanti che sono emersi dall'indagine. L'orizzonte temporale nel quale si è svolto il progetto ALAPAS è piuttosto ristretto, se si considera che una valutazione della produttività di pascoli e boschi può essere condotta solo su base poliennale. Esso ha però consentito di impostare un interessante lavoro metodologico e di intrecciare con gli allevatori coinvolti quel rapporto di collaborazione che è alla base di qualsiasi lavoro di supporto tecnico.

DAI GENI AI SEMI: genetica e biotecnologie in agricoltura

Anno di pubblicazione: 2010

Centri di ricerca: Genomica e Bioinformatica

Oggi viviamo quasi tutti lontano dai campi e dall’agricoltura, e non li conosciamo quasi più. La lontananza ha fatto crescere un’immagine di ciò che avviene nei campi che ha a che fare più con suggestioni culturali o commerciali che con la realtà. Valga per tutti il mito della campagna-museo, l’idea che il lavoro dei campi sia stato – prima dell’avvento dell’agricoltura moderna – un’attività idilliaca e senza tempo, e che il miglior progresso possibile sia quello che in quell’idillio ci possa riportare. Fra le “vittime” di questo mito c’è la percezione del ruolo che l’innovazione e l’innovazione genetica in particolare, ha sempre giocato in agricoltura. Lo sviluppo delle conoscenze sulla trasmissione del patrimonio genetico da un organismo all’altro sia negli animali che nei vegetali ha aperto possibilità di intervento che nel corso dell’ultimo secolo hanno rivoluzionato la produzione agricola. La scheda presenta in modo semplice e scientificamente corretto come le piante che coltiviamo oggi siano tutte il frutto di un’azione umana di miglioramento genetico e cosa si potrebbe fare in futuro con l’uso delle moderne conoscenze genomiche.

L'Agricoltura Conservativa

Anno di pubblicazione: 2013

Centri di ricerca: Ceralicoltura e Colture Industriali

L’Agricoltura Conservativa (AC) ha lo scopo di conservare, migliorare e rendere più efficiente l’uso delle risorse naturali attraverso una gestione integrata del suolo, dell’acqua e delle risorse biologiche congiuntamente ad input esterni. Essa contribuisce alla conservazione dell’ambiente e al miglioramento della produzione agricola. Michele Rinaldi - michele.rinaldi@crea.gov.it