Home - Viticoltura e Enologia

Menù di navigazione

Viticoltura e Enologia

Viticoltura ed Enologia

Viticoltura ed Enologia

Il Centro si occupa di viticoltura con riferimento all'uva da tavola e da vino, inclusa la trasformazione enologica. Svolge attività di conservazione e valorizzazione del germoplasma viticolo nazionale. Promuove tecniche colturali innovative volte a favorire la sostenibilità ambientale, ivi compreso il rapporto suolo-paesaggio-viticoltura, e alla sicurezza alimentare. È attivo negli studi chimici, biologici e sensoriali relativi alla trasformazione delle uve anche attraverso la valorizzazione della biodiversità dei microorganismi fermentativi.

Applicazioni nidificate

Titolo Notizie

Aggregatore Risorse

Il CREA protagonista al convegno inaugurale della Festa dell'Uva e dei Vini 2019

Il Direttore del CREA Viticoltura ed Enologia, Riccardo Velasco, parteciperà al convegno "Formazione e innovazione. Strumenti per una filiera vitivinicola sostenibile", in programma il 19 settembre presso la Casa delle Culture e della Musica di Velletri (RM).

LEGGI DI PIU' arrow_right_alt

Aggregatore Risorse

VITICOLTURA: LA RICERCA DEL CREA PER CONTRASTARE IL MAL DELL’ESCA

Pubblicati due nuovi studi sulle riviste internazionali Environmental microbiology e Soil biology and biochemistry

LEGGI DI PIU' arrow_right_alt

Aggregatore Risorse

Prevenzione, ricerca e investimenti. Così si ferma la malattia delle vigne

Riccardo Velasco, Direttore di Viticoltura e Enologia, e Elisa Angelini, ricercatrice di Viticoltura e Enologia, intervistati da La Stampa sulla flavescenza dorata.

LEGGI DI PIU' arrow_right_alt

Titolo Eventi

Aggregatore Risorse

26

set 2019

ore 10:00

LE BIOTECNOLOGIE PER UN’AGRICOLTURA SOSTENIBILE: CONOSCERLE DAVVERO PER COMUNICARLE MEGLIO

location_on Roma - CREA - Alimenti e Nutrizione, via Ardeatina 546, Roma

04

set 2019

ore 14:30

Corso CREA sulla degustazione dell'uva

location_on Via Cantina Sperimentale, 1 - 00049 Velletri (Roma)

Aggregatore Risorse

Direttore del Centro

Riccardo Velasco

Direttore

ORCID: 0000-0002-8760-5031
phone
+39 0438 456725
riccardo.velasco63
https://www.researchgate.net/profile/Riccardo_Velasco

Aggregatore Risorse

Piano Triennale della Ricerca 2018-2020

bookmark

Piano Triennale della Ricerca 2018-2020

Il Piano triennale di attività del CREA contiene la visione strategica decennale e la pianificazione operativa sia dell’Ente in generale sia dei singoli Centri di Ricerca in particolare e viene aggiornato annualmente.

E’ elaborato dal Consiglio Scientifico, adottato dal Consiglio di Amministrazione ed approvato dal Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo.

Scopri il Piano Triennale del CREA

SCOPRI IL PIANO TRIENNALE PER QUESTO CENTRO  arrow_right_alt

Aggregatore Risorse

Stiamo lavorando con

Storia del centro v.1 VE

VITICOLTURA ED ENOLOGIA

La storia del centro

La viticoltura italiana che risale ai tempi dell’Enotria e della Magna Grecia ha nobili ed antiche origini e, pur a fasi alterne, ha sempre rappresentato un punto di riferimento mondiale. Gli ultimi 150 anni hanno visto il rifiorire della vitienologia italica ed hanno stimolato la dedizione e la genialità di numerosi studiosi che hanno contribuito fortemente alla straordinaria produzione e qualità moderne. In questo scenario un ruolo molto importante lo hanno giocato gli Istituti Sperimentali, già Regie Stazioni Sperimentali costituite a fine ‘800.

Tra il 1872, con la nascita della Regia Stazione Enologica Sperimentale di Asti, ed il 1875, nascita della Scuola Enologica di Conegliano da una cui costola ebbe i natali la Stazione Sperimentale nel 1923 sotto una comune direzione dei prof. Giunti e poi Dalmasso, al 1891 anno in cui il figlio di Giuseppe Garibaldi, Menotti-Garibaldi fondò la Regia Cantina Sperimentale nel comune di Velletri, fiorirono Istituti Sperimentali, riordinati con il D.P.R. 23 novembre 1967, n. 1318, che, con storie tra loro intrecciate ed alterne fortune, costituiscono attualmente la struttura del Centro di Viticoltura ed Enologia con le sedi di Conegliano, Asti, Arezzo, Turi e Velletri a cui si aggiunge oggi Gorizia proveniente dalla Nutrizione delle Piante.

Con il citato decreto del 1967 all’Istituto sperimentale per la Viticoltura di Conegliano e le sue Sezioni Operative Periferiche di Asti (oggi soppressa), Turi ed Arezzo fu demandato di provvedere agli studi ampelografici sui vitigni e loro portinnesti, al miglioramento per via genetica della vite secondo le esigenze poste dallo sviluppo dell’economia agricola nel contesto dei mercati interni ed internazionali, nonché agli studi ed alle ricerche sulle tecniche di coltivazione e sui connessi problemi di fisiologia viticola, mentre all’Istituto sperimentale per l’Enologia di Asti con le sezioni di Velletri, Barletta e Gaiole in Chianti (queste ultime due soppresse nell’ultima riorganizzazione) fu assegnata l’operatività scientifica-sperimentale nella chimica, la microbiologia e le tecnologie enologiche.

​​​​​​​A venerabili scienziati del calibro di Ravizza, Mensio, De Astis, Martinotti, Cosmo, Dalmasso, Manzoni, Usseglio-Tomasset, Di Stefano, si debbono tecnologie viticole ed enologiche dell’importanza della diffusione dei portainnesti americani per combattere la fillossera, dei sali di rame per difendere la vite dalla peronospora, gli studi sulle sostanze aromatiche e polifenoliche delle uve, dei mosti e dei vini, il metodo Charmat, la stabilità del vino legata alla diminuzione della disponibilità di azoto assimilabile per i lieviti, la degradazione biologica malolattica, che hanno valso agli istituti sperimentali una parificazione a sedi universitarie alle quali a vario titolo hanno fornito docenti e competenze tali da determinarne il successo negli anni.