BIOTECNOLOGIE, INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ PER L’AGRICOLTURA 4.0

Produrre di più e in maniera sostenibile, con meno acqua e fertilizzanti, è la sfida tecnologica che l'agricoltura del futuro è chiamata sempre più ad affrontare. In questo quadro le moderne biotecnologie offrono un insieme di strumenti attraverso i quali è possibile migliorare l’efficienza delle varietà coltivate e la qualità dei prodotti che esse permettono di ottenere, valorizzando anche il patrimonio di agrobiodiversità di cui l’Italia è ricca. Di questo si parlerà il 21 febbraio, a partire dalle ore 11:30, presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, in occasione della presentazione del volume "Biotecnologie sostenibili. Scienza e innovazione in agricoltura per affrontare le sfide della sicurezza alimentare e della sostenibilità ambientale". Il volume è l’ultimo della collana editoriale Edagricole “Università & Formazione”, rivolta alla diffusione delle conoscenze scientifiche e tecniche per il progresso e la competitività del Paese, diretta da Michele Pisante, Ordinario di Agronomia all’Università di Teramo e Consigliere di Amministrazione del CREA.

Dopo lo sforzo fatto dalla comunità scientifica internazionale per il sequenziamento dei genomi, anche con importanti contributi del nostro Paese, è oggi possibile utilizzare questa importante mole di conoscenze per realizzare interventi di miglioramento genetico mirati, conseguendo in tempi relativamente brevi, nuove varietà. Sarà così possibile ottenere piante con una migliore capacità di adattamento ai vincoli che derivano dall’ambiente di coltivazione, dalle malattie, da numerosi altri fattori limitanti che possono scaturire anche dalle mutate condizioni climatiche. Inoltre è sempre più auspicabile che le nuove varietà, ed i sistemi colturali con esse realizzate, siano caratterizzate da una maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse.

Ancora, le nuove strategie di breeding potranno far sì che le piante possano essere impiegate per utilizzi legati alla produzione non solo di cibo ma anche di alimenti bio-fortificati, ricchi cioè di vitamine e minerali, alimenti funzionali, ossia in grado di svolgere un’azione preventiva sulla salute, principi farmaceutici, enzimi terapeutici e derrate per la produzione di energia.

«Le tecnologie innovative di miglioramento genetico, quali la cisgenesi e il genome editing – dichiara Alessandra Gentile, vicePresidente del CREA e delegato alla ricerca della Università di Catania – permettono di ottenere in tempi più brevi, rispetto alle tecniche di breeding tradizionale, dei genotipi molto simili a quelli originali. Tra queste, il genome editing sembra particolarmente adatto all’agricoltura del nostro Paese, perché consente di mantenere, la varietà e la tipicità dei nostri prodotti, grazie alla precisione di tale tecnologia che permette di intervenire solo su specifici tratti di interesse, simulando quanto avviene attraverso le mutazioni naturali o indotte, casuali e imprevedibili, ma in maniera rapida e selettiva».

«Il CREA – spiega Salvatore Parlato, Presidente del CREA – sta sviluppando un programma di ricerca sul miglioramento genetico che prevede anche l’utilizzo della cisgenesi e del genome editing. Il progetto Biotecnologie affonda le radici nel patrimonio di conoscenze relative al sequenziamento dei genomi di diverse specie agrarie di interesse strategico per il nostro Paese (vite, pesco, agrumi, pomodoro, frumento, carciofo, melenzana, ecc..), che i ricercatori del CREA hanno contribuito a creare. Questo progetto rappresenta una grandissima opportunità per il nostro Paese, soprattutto se l’obiettivo è quello della valorizzazione delle nostre produzioni e del Made in Italy».

Contatto stampa Micaela Conterio 3358458589

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