Il CREA protagonista ad Aquafarm

Nuovo mangime per i pesci d'allevamento

 

Il Crea partecipa ad Aquafarm, evento internazionale dedicato alle buone pratiche e alle tecniche innovative per la produzione sostenibile di cibo dall'acqua, oggi e domani a Pordenone con uno spazio espositivo sul tema dei prodotti bio in acquacoltura e con alcuni interventi nell'arco dell'intensa due giorni.

La mattina del 15 febbraio sono previste due relazioni: la prima sul dibattito relativo alle tecniche fuori suolo (idroponiche, acquaponiche e aeroponiche) e sulla loro impossibilità normativa di ricevere la certificazione biologica, nonostante le sollecitazioni da parte dei produttori, sul consumo di suolo sempre più ingente e la conseguente necessità di tecniche e tecnologie alternative. Nella seconda verrà illustrato lo scenario nazionale dell'acquacoltura biologica, in un confronto con gli altri Paesi dell'Ue, grandi produttori soprattutto di salmone.

Ciò che differenzia il nostro Paese, infatti, è proprio la diversificazione delle produzioni, al punto da essere leader per quanto riguarda la molluschicoltura biologica (quasi 6.000 ton di cozze, 260 ton di vongola verace, 4 ton di ostriche). La specie di pesci maggiormente allevata è la trota iridea (551 ton), seguita dall'orata (quasi 100 ton), dai cefali (90 ton) e dalla spigola (10 ton).

Il 16 febbraio verranno presentati i risultati preliminari del progetto SUSHIN, dedicato alla ricerca di ingredienti alternativi alle farine e agli oli di pesce per la formulazione dei mangimi per la trota, la spigola e l'orata, le 3 principali specie ittiche allevate in Italia, valutandone il valore nutritivo, le performance di crescita, il benessere, la qualità e la sicurezza alimentare.

Sono state utilizzate farine di scarto ricavate dalla macellazione del pollo, dagli insetti, da microalghe e dal gambero rosso della Louisiana, una specie aliena collocata ai primi posti fra le 100 ''Specie Aliene Invasive'' più dannose per la biodiversità d'Europa.

 

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