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Briciole di pane

Pubblicazioni Istituzionali e Schede Tecniche titolo

Pubblicazioni Istituzionali e Schede Tecniche

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Analisi e proposte per la valorizzazione della sughericoltura e per il rafforzamento della filiera sughericola Italiana

Anno di pubblicazione: 2019

Centri di ricerca: Foreste e Legno

Il documento riassume il lavoro e le attività realizzate durante il biennio 2017-2018 e previste dalla Scheda Foreste n. 22.2 del programma Rete Rurale Nazionale 2014-2020, volte a favorire la sostenibilità economico-ambientale e il trasferimento della conoscenza e dell'innovazione nella filiera sughericola nazionale.
Le attività realizzate hanno permesso di inquadrare e discutere in maniera condivisa ed approfondita sui principali punti di forza e di debolezza della filiera sughericola italiana, al fine di segnalare, anche in prospettiva della PAC post 2020, elementi utili al rilancio della sughericoltura, e, più in generale, alla valorizzazione/rafforzamento dell'intera catena di valore del sughero, dalle fasi di produzione-trasformazione-commercializzazione del prodotto, al riconoscimento di valori ambientali e socioeconomici connessi alle sugherete e ai sistemi ad esse correlati, in linea con un approccio più ampio rispetto a quello tradizionale di filiera.

La filiera del sughero in Italia ha una valenza superiore allo stretto valore economico (nel 2018 poco oltre i 160 milioni di euro) dato il forte legame con il comparto viti-vinicolo (il 90% del valore della filiera è rappresentato dai tappi in sughero) che, come è noto, ha un ruolo trainante nell’export agroalimentare del paese. Il sughero e i prodotti da esso derivati inoltre trovano impiego anche in edilizia, arredamento, nautica, aeronautica, industria automobilistica, moda/calzature e artigianato. In molti di questi ambiti il sughero, date le sue caratteristiche intrinseche, viene utilizzato per prodotti e applicazioni innovative di notevole interesse e prospettiva. Ciò nonostante gli ultimi dati statistici mostrano, a livello nazionale, un arretramento della filiera con riduzioni nel numero di imprese e addetti. A fronte di un calo generale delle importazioni di prodotto grezzo e di una diminuzione delle esportazioni di prodotti lavorati - sopratutto di tappi tecnici -, si registra una crescita dell’export del solo sughero grezzo. In altri termini sembra in atto una metamorfosi: l’Italia da paese essenzialmente importatore e trasformatore di sughero sta diventando esportatore di materia prima (al 99% verso Portogallo e Spagna) ed importatore di prodotti finiti. In questo contesto la predisposizione e l’applicazione di misure tese al rafforzamento della filiera, sia nel segmento legato alla coltura della quercia da sughero (Quercus suber L.), albero con forte valenza simbolica e in grado di caratterizzare interi contesti territoriali, qualificandoli sotto il profilo ecologico, ambientale e paesaggistico, sia nei suoi risvolti industriali e di organizzazione e promozione del mercato, costituisce elemento decisivo per il futuro del settore. A fronte di ciò il presente contributo, anche in vista della PAC post 2020, illustra una serie di proposte elaborate nell’ambito del Programma Rete Rurale Nazionale 2014-2020 (RRN, www.reterurale.it), scheda 22.2 “Foreste”, tese al rafforzamento dell’intera filiera del sughero, dalle fasi di produzione-trasformazione-commercializzazione del prodotto, al riconoscimento di valori ambientali e socioeconomici connessi alle sugherete.

Linee di indirizzo per una pioppicoltura sostenibile

Anno di pubblicazione: 2018

Centri di ricerca: Foreste e Legno

Questo documento propone modelli di gestione della pioppicoltura rispettosi dell’ambiente e con particolare riferimento a quella orientata prevalentemente alla produzione di assortimenti legnosi di qualità per l’industria del compensato ottenibili da piantagioni in coltura specializzata o da impianti misti che prevedono l’impiego di cloni di pioppo con latifoglie a ciclo medio-lungo (impianti policiclici o da filari alternati alle colture agrarie (agroselvicoltura). Sono integrati, in un quadro organico e in linea con una moderna visione di sostenibilità ecologica ed economica, i vari aspetti tecnico-gestionali coinvolti. Il documento è corredato da ampie bibliografia e sitografia, destinate a fungere da guida per quanti vogliano approfondire argomenti di dettaglio; l’organizzazione concettuale, semantica e contenutistica di quanto esposto può inoltre essere direttamente di stimolo per ulteriori avanzamenti operativi.

Linee guida per la selvicoltura dei cedui di castagno

Anno di pubblicazione: 2017

Centri di ricerca: Foreste e Legno

Definizione di regole gestionali da applicare al ceduo di castagno in funzione delle caratteristiche del soprassuolo, della configurazione delle aziende forestali, e della struttura economica e sociale locale. In particolare, vengono analizzate possibilità selvicolturali innovative per:

  1. la gestione del ceduo a turno breve;

  2. la gestione dei cedui a turno medio e lungo secondo due diversi approcci selvicolturali, la selvicoltura ad albero e la selvicoltura di popolamento;

  3. la gestione dei cedui con una rilevante presenza di altre specie

 

Maria Chiara Manetti
email: mariachiara.manetti@crea.gov.it

CFOR - Sistema di supporto alle decisioni per le foreste in Calabria

Anno di pubblicazione: 2017

Centri di ricerca: Foreste e Legno

CFOR (Calabrian FORests) è un Sistema di Supporto alle Decisioni spazialmente esplicito (Spatial Decision Support System - SDSS) messo a punto nell’ambito del progetto PON “Ambi.Tec.Fil.Legno” (ALForLab). L’obiettivo principale del prodotto è fornire al gestore forestale un utile e pratico supporto per valutare la fornitura di materiale legnoso in Calabria.

Per ulteriori informazioni si consiglia la lettura della pubblicazione apparsa su Forest@ o di contattare il ricercatore referente: Nicola Puletti

Cost Action FP1202 - Rafforzare la conservazione per l'adattamento delle popolazioni marginali / periferiche degli alberi forestali ai cambiamenti climatici in Europa (MaP-FGR)

Anno di pubblicazione: 2017

Centri di ricerca: Foreste e Legno

Le popolazioni di foreste definite marginali o periferiche (MaP) sono poste ai margini degli areali delle specie e possono contenere diversità genetica di particolare valore adattativo. È probabile che gli effetti dei cambiamenti climatici siano più forti e più rapidi nelle popolazioni MaP che altrove. Lo studio dei processi adattativi nelle popolazioni MaP è importante e di reciproco interesse per i paesi europei e non europei per comprendere l'evoluzione delle specie e lo sviluppo della conservazione del pool genico (FGR), formulare strategie di gestione e creare reti per far fronte ai cambiamenti globali. Queste popolazioni non sono solo minacciate dai cambiamenti climatici ma anche da altri disturbi derivanti da attività umane e possono rivelarsi preziose per l'adattamento del settore forestale europeo. Queste popolazioni MaP non sono solo minacciate dai continui cambiamenti climatici ma anche da altri disturbi derivanti dalle attività umane.

RESILFOR (REstoring SILver-fir FORest), LIFE08 NAT /IT/00037

Anno di pubblicazione: 2016

Centri di ricerca: Foreste e Legno

Il progetto LIFE Resilfor vuole aprire la strada d un'azione finalizzata ad individuare misure di mitigazione o ad individuare i territori di ridiffusione in modo da avviare un programma di salvaguardia di questa specie e degli habitat d'interesse europeo che sono ad essa connessi.

Gestione delle risorse genetiche della douglasia in Italia in relazione agli scenari dei cambiamenti globali

Anno di pubblicazione: 2016

Centri di ricerca: Foreste e Legno

Il genere Pseudotsuga ha un areale esteso a tutto il Nord Ovest americano caratterizzato da grande variabilità ambientale. Si riconoscono 3 varietà principali di douglasia, differenziatesi in relazione a diversi gradi di continentalità del clima: Pseudotsuga menziesii a) v. menziesii; b) v. cesia; c) v. glauca. Sperimentazioni condotte per oltre 70 anni nel nostro Paese, hanno evidenziato che la douglasia verde (P. menziesii var. menziesii) ha fornito i migliori risultati per le aree appenniniche a matrice silicea e che le provenienze migliori sono quelle originarie delle zone costiere di bassa quota dell’Oregon, della California settentrionale e di alta quota della California meridionale. Va sottolineato però, come le provenienze cosiddette “italiane” di seconda generazione, Mercurella (Calabria) e Acquerino (Appennino tosco-emiliano), introdotte da Pavari negli anni ’20, siano superiori a tutte per produttività e capacità adattativa. Questi risultati sono confermati dalle sperimentazioni di Morandini degli anni ‘50/’60 e dalla sperimentazione internazionale IUFRO 1969/70. Il rapido evolversi dei cambiamenti climatici e i loro effetti rendono tuttavia necessario continuare gli studi per monitorare la capacità adattativa delle migliori popolazioni.

Gestione delle risorse genetiche forestali

Anno di pubblicazione: 2010

Centri di ricerca: Foreste e Legno

E’ pubblicato il registro nazionale CREA delle Risorse genetiche forestali italiane (Boschi da seme) realizzato con la collaborazione delle Regioni.