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Agro-ecosistemi terrazzati: il CREA Difesa e Certificazione in Azione di sistema con 5 Parchi Nazionali (Cinque Terre, Majella, Pantelleria, Arcipelago Toscano, Vesuvio) nel progetto SCREENBIO-5Terre.

Dopo la tappa nel Parco della Majella, il CREA Difesa e Certificazione ha avviato una linea di ricerca sperimentale anche con il Parco dell’Isola di Pantelleria, per individuare metodi di monitoraggio della biodiversità adattabili al contesto locale terrazzato, attraverso un processo di collaborazione, approfondimento e conoscenza dell’agroecosistema caratterizzato da muri a secco.

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Il cappereto Bonomo é uno degli esempi di coltivazione eroica più importanti dell'agricoltura dell'isola di Pantelleria.

All’interno della Direttiva Biodiversità, il CREA Difesa e Certificazione partecipa al progetto SCREENBIO, finanziato dal MITE e coordinato dal Parco Cinque Terre, per una gestione integrata e sostenibile delle risorse naturali degli ecosistemi terrazzati. Un’attività di biomonitoraggio itinerante viene effettuata negli ecosistemi terrazzati delle aree protette del progetto, con l’intento di valorizzare gestioni colturali rispettose del patrimonio ambientale, della biodiversità e dei saperi tradizionali.
Fra le tasks in fase di realizzazione, i ricercatori Sauro Simoni con il gruppo di ricerca del CREA Difesa e Certificazione e Flavio Fornasier del CREA Viticoltrura ed Enologia, stanno applicando un set di indicatori, utili a definire il livello di biodiversità dell'agroecosistema terrazzato a supporto di una definizione di "buone pratiche agronomiche", per mantenere un elevato grado di servizi ecosistemici e per tutelare gli impollinatori selvatici.
Da rilievi fogliari sarà valutata la biodiversità delle comunità degli artropodi che vivono a livello epigeo, mentre l’ecotono suolo-aria viene caratterizzato da una serie di parametri chimico-fisici (tessitura, TOC, pH, ecc.) e da analisi biologiche (biodiversità degli artropodi del suolo indice QBSar, attività enzimatica microbiologica).

I dati raccolti stanno fornendo informazioni da integrare nella caratterizzazione delle diverse unità vocazionali e nella conoscenza della biodiversità funzionale in contesti sia naturali sia produttivi. I risultati potranno offrire utili spunti di riflessione in merito allo studio di criteri adeguati alla conservazione e il recupero delle criticità presenti, limitando i rischi legati alla dismissione funzionale delle sistemazioni agrarie, per una graduale e crescente presa di coscienza delle loro valenze economiche, ambientali e storico-culturali e un’assunzione di responsabilità verso la propria terra.

Per informazioni contattare:  

elena.gagnarli@crea.gov.it ; sauro.simoni@crea.gov.it