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Imma: risultati del progetto in un convegno finale

Il convegno finale del progetto IMMA, svoltosi presso il Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura del CREA di Monterotondo, ha visto una grande partecipazione di esperti del settore. Erano presenti rappresentanti dell’Università, degli Istituti Zooprofilattici, dell’industria del comparto zootecnico, delle associazioni di razza e inoltre medici veterinari, allevatori e divulgatori scientifici.

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Il convegno finale del progetto IMMA, svoltosi presso il Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura del CREA di Monterotondo, ha visto una grande partecipazione di esperti del settore: rappresentanti dell’Università, degli Istituti Zooprofilattici, dell’industria del comparto zootecnico, delle associazioni di razza e inoltre medici veterinari, allevatori e divulgatori scientifici.

Il convegno si è aperto con le relazioni del Prof. Erminio Trevisi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, del Prof. Gianfranco Gabai dell’Università degli Studi di Padova e del Dott. Massimo Amadori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna. I relatori hanno illustrato la relazione tra gli aspetti metabolici e l’immunità e l’influenza dello stress ossidativo nelle performance delle bovine da latte nel periparto.

Giovanna De Matteis del CREA, coordinatrice del progetto, ha illustrato le tematiche e l’obiettivo del progetto, ovvero lo studio di nuovi marcatori immunologici e fisiologici indicatori di benessere nelle razze Frisona, Pezzata Rossa e relativo incrocio, e insieme ai colleghi Maria Carmela Scatà e Francesco Grandoni ha presentato i risultati principali.

Il progetto ha apportato un notevole contributo alle conoscenze sui meccanismi di difesa immunitaria nella bovina da latte, utili per descrivere ed identificare meglio gli animali con potenziate capacità immunitarie, più resistenti e più adatti a condizioni di allevamento intensivo. I fenotipi studiati, fornendo nuove informazioni sullo stato di salute e di benessere dell’animale, potrebbero in futuro essere utilizzati nell’ambito di un servizio di assistenza agli allevatori dei bovini da latte e in prospettiva come marker fenotipici da utilizzare nei programmi di miglioramento genetico.

Il convegno è stato un momento di confronto tra allevatori, veterinari e zootecnici dando spunto a nuove prospettive di ricerca. Dalla discussione finale è emerso che il convegno è stato interessante e stimolante per il carattere innovativo nello studio dei tratti immunitari nei ruminanti e per l'impiego della citometria di flusso che si sta rivelando una valida piattaforma tecnologica anche in ambito zootecnico.

Per informazioni contattare:  

stampa@crea.gov.it