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COLTIVAITALIA, ROCCHI (CREA): «NUOVE COMPETENZE E INFRASTRUTTURE POTENZIATE PER UNA RICERCA PIÙ VICINA ALL’AGRICOLTURA»
50 assunzioni a tempo indeterminato e 10 milioni di euro per ammodernare aziende sperimentali e laboratori del CREA

«Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione di Coltivaitalia, che investe sul ricambio generazionale nella ricerca e sul potenziamento delle infrastrutture del CREA. L’ingresso di giovani e nuove competenze, insieme all’ammodernamento delle aziende sperimentali e dei laboratori, è indispensabile per una ricerca sempre più vicina alle esigenze dell’agricoltura, capace di tradurre l’innovazione in risposte concrete per le imprese. Ringrazio il Ministro Francesco Lollobrigida per aver riconosciuto il ruolo strategico della ricerca e per il sostegno al nostro Ente». Così Andrea Rocchi, Presidente del CREA, commenta l’approvazione del provvedimento, giunta oggi al Senato dopo il via libera della Camera.
Due gli interventi complementari con cui il provvedimento rafforza la ricerca agroalimentare del CREA: il ricambio generazionale del personale e l’ammodernamento delle strutture sperimentali. L’articolo 13 autorizza 50 ulteriori assunzioni mediante concorsi pubblici, a tempo pieno e indeterminato: 25 ricercatori e tecnologi, 10 collaboratori tecnici, 11 collaboratori di amministrazione e 4 operatori tecnici. L’affiancamento del nuovo personale a quello già impegnato nei progetti favorirà il trasferimento delle competenze e garantirà continuità alla ricerca, essenziale per innovare processi e produzioni, sostenere la competitività e adattare le colture ai cambiamenti climatici.
Alle nuove competenze si affiancano gli investimenti nelle infrastrutture: l’articolo 14 stanzia 10 milioni di euro per il 2026 per rinnovare e ammodernare le aziende agricole sperimentali e i laboratori del CREA, sostenendone anche la digitalizzazione e lo sviluppo di sistemi integrati di intelligenza artificiale. Potenziare questa rete significa rafforzare la capacità di sperimentare colture, tecniche e tecnologie nei diversi suoli e climi italiani e di trasferire i risultati alle imprese agroalimentari. L’investimento valorizza un patrimonio sperimentale che, per ampiezza e diversificazione, rende l’Ente unico nel panorama italiano della ricerca: Oltre 80 aziende distribuite in 17 regioni e 66 comuni, con 5.005 ettari di superficie catastale, 76 tipologie colturali e 2.000 capi di diverse razze animali.
A cura di Cristina Giannetti 3450451707