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Viticoltura e Enologia

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Il Centro si occupa di viticoltura con riferimento all'uva da tavola e da vino, inclusa la trasformazione enologica. Svolge attività di conservazione e valorizzazione del germoplasma viticolo nazionale. Promuove tecniche colturali innovative volte a favorire la sostenibilità ambientale, ivi compreso il rapporto suolo-paesaggio-viticoltura, e alla sicurezza alimentare. È attivo negli studi chimici, biologici e sensoriali relativi alla trasformazione delle uve anche attraverso la valorizzazione della biodiversità dei microorganismi fermentativi.

Applicazioni nidificate

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RISORSE GENETICHE, TECNOLOGIE DIGITALI E SOSTENIBILITA’: l’innovazione a supporto del comparto produttivo vitivinicolo

Continuano il 7 giugno gli incontri tra CIA-Agricoltori Italiani, AGIA Associazione dei giovani imprenditori agricoli, AV Associazione Agricoltura è Vita, nell'ambito del protocollo d’intesa con il CREA. Il dodicesimo incontro, sulla filiera vitivinicola, si terrà a Conegliano. 

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Vinitaly, 8° Concorso Enologico Istituti Agrari Masaf-MiM-CREA-Renisa: Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida e Giuseppe Valditara premiano le classi vincitrici.

"Oggi è la giornata di chi è consapevole e orgoglioso di quel che rende grande il nome dell'Italia nel mondo: il nostro saper fare, il nostro produrre eccellenza, le nostre tradizioni, i nostri prodotti di inarrivabile qualità, la nostra identità e, soprattutto, il nostro futuro, rappresentato dai ragazzi degli Istituti Agrari presenti. Per questo la prima giornata del Made in Italy la festeggiamo così, insieme al Presidente Giorgia Meloni e al Ministro Giuseppe Valditara, tra gli studenti dei nostri straordinari istituti agrari. Il più alto simbolo della nostra Nazione che crede nelle proprie infinite potenzialità’. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, durante la cerimonia di premiazione dell’VIII Concorso Enologico per Istituti Agrari d’Italia, organizzato dal MASAF/CREA/MiM, in collaborazione con RENISA, che si è svolta al Vinitaly oggi 15 aprile, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, alla presenza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha premiato le scuole vincitrici.  

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Gli effetti dirompenti dei cambiamenti climatici sulla produzione di vino

Antonella Bosso, dirigente tecnologa e responsabile della sede di Asti del CREA Viticoltura ed Enologia, intervistata da "Repubblica", che cita il suo articolo nell'ultimo numero della rivista CREA Futuro, dichiara che il caldo anomalo rende i vini meno aromatici, più alcolici, più propensi all'invecchiamento e spiega che possibili rimedi sono anticipare la vendemmia e ricorrere all'editing genomico. 

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Kick-Off Meeting progetto PRIMA REVINE - 15 Luglio 2021

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Direttore del Centro

Riccardo Velasco

Direttore

ORCID: 0000-0002-8760-5031
phone
+39 0438 456725
riccardo.velasco63
https://www.researchgate.net/profile/Riccardo_Velasco

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Piano Triennale della Ricerca 2021-2023

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Piano Triennale della Ricerca 2021-2023

Il Piano triennale di attività del CREA contiene la visione strategica decennale e la pianificazione operativa sia dell’Ente in generale sia dei singoli Centri di Ricerca in particolare e viene aggiornato annualmente.

E’ elaborato dal Consiglio Scientifico, adottato dal Consiglio di Amministrazione ed approvato dal Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo.

Scopri il Piano Triennale del CREA

SCOPRI IL PIANO TRIENNALE PER QUESTO CENTRO  arrow_right_alt

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Stiamo lavorando con

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Storia del centro v.1 VE

VITICOLTURA ED ENOLOGIA

La storia del centro

La viticoltura italiana che risale ai tempi dell’Enotria e della Magna Grecia ha nobili ed antiche origini e, pur a fasi alterne, ha sempre rappresentato un punto di riferimento mondiale. Gli ultimi 150 anni hanno visto il rifiorire della vitienologia italica ed hanno stimolato la dedizione e la genialità di numerosi studiosi che hanno contribuito fortemente alla straordinaria produzione e qualità moderne. In questo scenario un ruolo molto importante lo hanno giocato gli Istituti Sperimentali, già Regie Stazioni Sperimentali costituite a fine ‘800.

Tra il 1872, con la nascita della Regia Stazione Enologica Sperimentale di Asti, ed il 1875, nascita della Scuola Enologica di Conegliano da una cui costola ebbe i natali la Stazione Sperimentale nel 1923 sotto una comune direzione dei prof. Giunti e poi Dalmasso, al 1891 anno in cui il figlio di Giuseppe Garibaldi, Menotti-Garibaldi fondò la Regia Cantina Sperimentale nel comune di Velletri, fiorirono Istituti Sperimentali, riordinati con il D.P.R. 23 novembre 1967, n. 1318, che, con storie tra loro intrecciate ed alterne fortune, costituiscono attualmente la struttura del Centro di Viticoltura ed Enologia con le sedi di Conegliano, Asti, Arezzo, Turi e Velletri a cui si aggiunge oggi Gorizia proveniente dalla Nutrizione delle Piante.

Con il citato decreto del 1967 all’Istituto sperimentale per la Viticoltura di Conegliano e le sue Sezioni Operative Periferiche di Asti (oggi soppressa), Turi ed Arezzo fu demandato di provvedere agli studi ampelografici sui vitigni e loro portinnesti, al miglioramento per via genetica della vite secondo le esigenze poste dallo sviluppo dell’economia agricola nel contesto dei mercati interni ed internazionali, nonché agli studi ed alle ricerche sulle tecniche di coltivazione e sui connessi problemi di fisiologia viticola, mentre all’Istituto sperimentale per l’Enologia di Asti con le sezioni di Velletri, Barletta e Gaiole in Chianti (queste ultime due soppresse nell’ultima riorganizzazione) fu assegnata l’operatività scientifica-sperimentale nella chimica, la microbiologia e le tecnologie enologiche.

​​​​​​​A venerabili scienziati del calibro di Ravizza, Mensio, De Astis, Martinotti, Cosmo, Dalmasso, Manzoni, Usseglio-Tomasset, Di Stefano, si debbono tecnologie viticole ed enologiche dell’importanza della diffusione dei portainnesti americani per combattere la fillossera, dei sali di rame per difendere la vite dalla peronospora, gli studi sulle sostanze aromatiche e polifenoliche delle uve, dei mosti e dei vini, il metodo Charmat, la stabilità del vino legata alla diminuzione della disponibilità di azoto assimilabile per i lieviti, la degradazione biologica malolattica, che hanno valso agli istituti sperimentali una parificazione a sedi universitarie alle quali a vario titolo hanno fornito docenti e competenze tali da determinarne il successo negli anni.