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CREAthon 2026: la comunità scientifica CREA si confronta per la prima volta sul futuro dell’agricoltura italiana
Dodici Centri – sei trasversali e sei di filiera -, distribuiti in tutta Italia, oltre 1500 tra ricercatori, tecnologi e tecnici, una visione lungimirante del nostro agroalimentare, multi ed interdisciplinare, un approccio olistico e sistemico, in grado di integrare ambiente, economia, società e salute: tutto questo è CREAthon 2026, il primo grande appuntamento partecipato organizzato dal CREA, che ha riunito la sua intera comunità scientifica per confrontarsi sul futuro dell’agricoltura italiana.

Dodici Centri – sei trasversali e sei di filiera -, distribuiti in tutta Italia, oltre 1500 tra ricercatori, tecnologi e tecnici, una visione lungimirante del nostro agroalimentare, multi ed interdisciplinare, un approccio olistico e sistemico, in grado di integrare ambiente, economia, società e salute: tutto questo è CREAthon 2026, il primo grande appuntamento partecipato organizzato dal CREA, che ha riunito la sua intera comunità scientifica per confrontarsi sul futuro dell’agricoltura italiana.
Non un convegno tradizionale, ma uno spazio dinamico e aperto di confronto in cui le differenti competenze, le molteplici esperienze territoriali e le diverse anime dell’Ente si incontrano per definire insieme le nuove traiettorie della ricerca delineate dal Documento di Visione Strategica 2025-2034 . L’obiettivo è chiaro: far crescere l’ innovazione per aiutare il sistema agroalimentare nazionale a rafforzare la sua competitività e la sua capacità di generare valore in uno scenario globale sempre più complesso.
CREAthon 2026 nasce da un percorso partecipativo fin dalle prime fasi, grazie al coinvolgimento diretto della comunità scientifica del CREA, al supporto del Consiglio Scientifico e all’attivazione del network tematico “CREA Networking Activity: le traiettorie della ricerca nei prossimi 10 anni” nell’ambito dell’Osservatorio Innovazione Ricerca e Sviluppo, appositamente istituito per favorire il confronto e l’integrazione delle attività dei Centri, il trasferimento dei risultati e il dialogo con il mondo produttivo, gli stakeholder e le istituzioni.
La giornata è articolata in cinque tavoli tematici ,che riprendono le grandi Sfide del Documento di Visione Strategica:
- La sfida economica: confronto sulle dinamiche economiche del sistema agroalimentare, in particolare competitività, resilienza delle filiere, modelli di sviluppo e strumenti per sostenere la crescita del sistema agroalimentare.
- La sfida della produttività e della sovranità alimentare: focus su aumento sostenibile della produttività, innovazione tecnologica e genetica, sicurezza degli approvvigionamenti e capacità del sistema nazionale di garantire cibo di qualità, accessibile e sicuro.
- La sfida della sostenibilità: analisi integrata delle dimensioni ambientale, economica e sociale della sostenibilità: uso efficiente delle risorse, tutela della biodiversità, riduzione degli impatti e promozione di modelli circolari.
- La sfida della complessità e della tutela della qualità: analisi integrata dei processi agroalimentari e delle filiere, per garantire eccellenza, sicurezza e trasparenza dei prodotti lungo tutta la catena del valore.
- La sfida dell’adattamento ai cambiamenti climatici: strategie di mitigazione e adattamento, gestione del rischio e resilienza dei sistemi agricoli e dei territori.
“CREAthon – spiega il Presidente del CREA, Andrea Rocchi - intende essere un evento di sistema, che vede insieme ricerca di base, applicata e trasferimento tecnologico, declinati sul territorio e in campo con quella diversità di approcci che ci caratterizza. Dobbiamo esserne consapevoli, rafforzare la nostra identità e guardare avanti, a genomica, robotica, big data, spazio. Ricordando sempre che alla base di tutto c'è la nostra alimentazione, sana e di qualità, elemento valoriale e identitario che ha trovato il suo coronamento nel riconoscimento UNESCO della cucina italiana”.
A cura di Micaela Conterio 3358458589