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Florovivaismo: una nuova stagione per il settore, tra la Legge Quadro e Ricerca
La Pietra, sottosegretario MASAF: «Una riforma che riconosce il peso economico della filiera e apre nuove prospettive, anche sull'innovazione»

«Con la legge quadro restituiamo piena dignità a un settore che ha un peso rilevante nell’economia agricola italiana e gli diamo prospettive di sviluppo certe. Ora occorre completare rapidamente l’attuazione della riforma, a partire dal Piano nazionale, dal Tavolo di filiera e dagli altri strumenti previsti dal decreto, perché non dobbiamo pensare di essere giunti ad un punto di arrivo, ma ad un punto di svolta per il settore. Dobbiamo lavorare insieme, tutti i soggetti interessati, confrontandoci, ad esempio, sugli aspetti fitosanitari, sul sistema assicurativo e su come affrontare le diverse criticità derivanti dalla situazione internazionale, con le conseguenti ricadute sul mercato».
Così il Sottosegretario al MASAF Patrizio Giacomo La Pietra, intervenendo in collegamento all’evento “Florovivaismo: le sfide dell’innovazione e le prospettive della Legge Quadro”, organizzato da CREA e MASAF nell’ambito di Greenitaly, il Salone internazionale del Florovivaismo e del Paesaggio a Parma.
Al centro dell’incontro il futuro di un comparto che vale oltre 3 miliardi di euro, con circa 27 mila imprese e più di 100 mila addetti, e che con il decreto legislativo 30 luglio 2026, n. 151 dispone per la prima volta di una disciplina organica: dalla definizione della filiera alla formazione, dalla logistica alla governance, fino alla programmazione e al monitoraggio dei mercati.
Tre relazioni hanno tracciato le principali direttrici. Daniele Massa, direttore del CREA Orticoltura e Florovivaismo, ha fatto il punto sulle tecnologie per una gestione più efficiente e sostenibile del vivaismo ornamentale, dall’agricoltura di precisione alle TEA. Francesco Ferrini, Università di Firenze, ha affrontato il tema della selezione delle piante per città più resilienti, legando qualità del materiale vivaistico, clima e servizi ecosistemici. Alessandra D’Arrigo, MASAF, ha illustrato l’architettura della riforma e i prossimi passaggi attuativi, dal Piano nazionale al Tavolo tecnico permanente, fino agli strumenti per competitività, formazione e valorizzazione della filiera.
Il confronto è quindi proseguito con la tavola rotonda “Dalla ricerca alla realtà operativa”, che ha visto stakeholder delle istituzioni e del mondo produttivo - Assoverde, Assofloro Consulta Florovivaismo Coldiretti, Associazione Florovivaisti Italiani Cia, CONAF, AIDPTG- confrontarsi sui fabbisogni delle imprese e sull’applicazione concreta della nuova normativa.
«La ricerca deve tradursi in soluzioni concrete per le imprese. Innovazione e trasferimento delle conoscenze sono decisivi per produrre meglio, con meno risorse, accelerare la transizione tecnologica e rendere il florovivaismo italiano più sostenibile e competitivo sui mercati globali. È su questo terreno che il CREA mette a disposizione del settore le proprie competenze», ha dichiarato Andrea Rocchi, Presidente CREA.
A cura di Giulio Viggiani 3384089972