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Maiscoltura, il CREA: ricerca e innovazione chiave per il rilancio di una filiera strategica
Roma, 27 ottobre 2026 - Il rilancio della maiscoltura italiana deve tornare al centro delle politiche agricole nazionali per garantire la competitività delle filiere zootecniche e agroalimentari del Paese. È quanto emerso nel convegno “Il mais, coltura strategica per la filiera zootecnica e agroalimentare nazionale: analisi e strategie per il rilancio del settore”, promosso da Cibo per la Mente, Assalzoo, Origin Italia e AMI - Associazione Maiscoltori Italiani, ospitato presso il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Nel corso dell'incontro è stato evidenziato come la maiscoltura italiana stia attraversando una fase di forte difficoltà. Negli ultimi vent'anni le superfici coltivate e la produzione nazionale hanno registrato un significativo ridimensionamento, aumentando la dipendenza dalle importazioni e ponendo nuove sfide alle filiere del Made in Italy, in particolare a quelle zootecniche e alle produzioni DOP e IGP.
Tra le priorità individuate per il rilancio del settore figurano il rafforzamento degli strumenti di sostegno alla produzione, la promozione di accordi di filiera, il miglioramento della competitività delle aziende agricole e il potenziamento della ricerca e dell'innovazione per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e migliorare produttività e qualità delle produzioni.
In questo contesto, il CREA contribuisce con attività di ricerca, monitoraggio e miglioramento genetico finalizzate a sviluppare soluzioni innovative per una maiscoltura più resiliente e sostenibile.
"Il settore maidicolo sta attraversando da anni una situazione di grave crisi, aggravata dagli effetti dei cambiamenti climatici, sempre più estremi e repentini. La rete di monitoraggio del CREA ha evidenziato come la qualità sanitaria del mais non abbia registrato miglioramenti significativi nel tempo, confermando la necessità di individuare soluzioni innovative per affrontare le sfide della filiera. In questo contesto, il CREA svolge un ruolo fondamentale attraverso le attività di ricerca, monitoraggio e miglioramento genetico, mettendo a disposizione competenze scientifiche e strumenti innovativi a sostegno degli agricoltori e dell'industria di trasformazione, comparti strategici per l'agroalimentare italiano. La ricerca sta lavorando a nuove soluzioni, incluse le nuove tecnologie genomiche, che nel futuro potranno offrire soluzioni concrete".
Sabrina Monica Locatelli, Primo Ricercatore del CREA Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali di Bergamo.