Briciole di pane
Aggregatore Risorse
Pubblicato su "New Phytologist" uno studio internazionale, che ha visto la partecipazione del CREA-Agricoltura e Ambiente di Roma
I cambiamenti climatici possono rallentare fino al 75% la crescita delle pinete mediterranee

I cambiamenti climatici possono rallentare la crescita delle foreste costiere del Pino d’Aleppo (Pinus halepensis) fino al 75% da oggi fino alla fine del XXI secolo. Lo afferma uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale New Phytologist a cui ha partecipato Giovanni Di Matteo, ricercatore del Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente di Roma in collaborazione con prestigiosi istituti internazionali di ricerca dislocati in USA, Spagna, Israele, Grecia, Marocco e Svizzera. Lo studio ha analizzato i dati biometrici, climatici ed ecologici di 157 popolamenti di Pino d’Aleppo, esemplare specie forestale termofila caratterizzata dalla sua ampia diffusione nel bacino del Mediterraneo e ritenuta di fondamentale importanza per i servizi ecosistemici offerti alle popolazioni locali, per il contrasto dei processi di degradazione del suolo, per il valore estetico e paesaggistico e per il contributo alla mitigazione locale e globale dei cambiamenti climatici. Lo studio ha individuato ecotipi di Pino d’Aleppo in relazione alle similarità climatiche dei popolamenti analizzati ed elaborato modelli statistici per la selezione di ecotipi di Pino d’Aleppo con una maggiore possibilità di crescita e di adattamento alle future condizioni climatiche, previste per il periodo 2071 – 2100 da quattro modelli di circolazione climatica (general circulation models (GCMs)). In particolare, lo studio ha rilevato una inibizione della crescita degli ecotipi di Pino d’Aleppo cresciuti negli ambienti più umidi dell’areale quando comparati con gli ecotipi cresciuti negli ambienti più aridi; in quest’ultima condizione è stata osservata una stimolazione dell’accrescimento (fenomeno denominato nell’articolo “nonintuitive warming impacts”), specialmente nei popolamenti presenti nelle zone aride dell’areale occidentale. Per la sopravvivenza alle future condizioni climatiche di questa strategica specie forestale lo studio suggerisce pratiche gestionali che prevedono tecniche con migrazione assistita, selezionando gli ecotipi che nelle proiezioni hanno mostrato un aumento dell’accrescimento per essere impiegati nelle zone dell’areale soggette a significative inibizioni.
Links dell’articolo: https://nph.onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/nph.16656
https://sciencex.com/news/2020-06-aleppo-population-responses-climate-reveal.html https://medforest.net/2020/07/06/how-do-dryland-species-adapt-to-climate-challenges/
https://www.udl.cat/ca/serveis/oficina/Noticies/El-canvi-climatic-pot-alentir-fins-un-75-el-creixement-dels- boscos-mediterranis-de-pi-blanc/
Ricerche simili: https://www.ilpost.it/2020/05/03/minnesota-alberi-esperimento-cambiamento-climatico/
giovanni.dimatteo@crea.gov.it