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In arrivo la Giornata del Girasole: a Osimo il consueto appuntamento dedicato all'importante oleaginosa
Mai come ora è necessario fare chiarezza su una coltura che da oltre un decennio non sfrutta il proprio potenziale.

La Giornata del Girasole A Osimo, venerdi 10 luglio si terrà l’annuale evento che il CREA Cerealicoltura e Colture Industriali dedica al Girasole, oleaginosa estremamente importante in Italia ma la cui posizione rischia oggi di diventare critica. In allegato, il programma.
Il Contesto Il girasole rappresenta una pianta ormai perfettamente integrata negli ordinamenti colturali italiani, dove, specialmente negli areali di collina asciutta, risulta di difficile sostituzione. Purtroppo, però, nonostante le necessità, in granella e olio, che il nostro Paese manifesta e le potenzialità già dimostrate, non riesce a trovare lo spunto per un decollo che lo porti ad occupare l’importanza che gli competerebbe: la coltura da oltre un decennio, infatti, si è ormai assestata in una situazione che rischia la cronicizzazione, attestandosi su un investimento di poco superiore ai 100.000 ettari, manifestando lievi oscillazioni di anno in anno, frutto dell’emotività degli imprenditori agricoli, condizionati dall’andamento dei prezzi della campagna precedente le semine.
Il Mercato Il mercato evidenzia una grande situazione di incertezza che si traduce in una volatilità fortissima e l’assenza di un prezzo di riferimento certo al momento delle scelte che deve operare l’agricoltore, costituisce sicuramente un elemento di freno.
Il Contributo del CREA Allo scopo di fornire agli operatori un minimo di sicurezza dal punto di vista agronomico, pur nell’innegabile precarietà che l’operare “sotto il cielo” comporta in agricoltura, anche nel 2026 il Centro di ricerca Cerealicoltura e colture industriali sta coordinando, avvalendosi della collaborazione di alcune istituzioni pubbliche di ricerca innestate sul territorio, per il ventisettesimo anno consecutivo, una rete di valutazione varietale che prevede una serie di prove di confronto eseguite in ambienti rappresentativi della zona di produzione italiana per la valutazione delle varietà di girasole commercializzate in Italia con la finalità di testare adattabilità e produttività degli ibridi maggiormente diffusi nella rete commerciale italiana.
La sperimentazione coinvolge sei unità operative, partecipanti alla sperimentazione a titolo volontario, in sette località appartenenti a sei regioni italiane (Marche, Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia), rappresentative di storici ambienti elianticoli e di prospettiva, dove comunque si concentra la quasi totalità della produzione nazionale.
Nelle esperienze realizzate nel 2026 sono stati posti in valutazione venticinque ibridi, ventidue dei quali ad alto contenuto di acido oleico, a sottolineare le recenti inclinazioni del mercato, proposti da dieci ditte sementiere.
L’informazione risulta indispensabile, considerato che il margine economico nella coltivazione del girasole è sempre più ristretto e l’agricoltore non può permettersi errori nella scelta della varietà più idonea per il proprio areale di coltivazione.