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Dalla Camelina, "Gold of Pleasure", un aiuto per il controllo del dolore neuropatico

Pubblicato sull'INTERNATIONAL JOURNAL OF MOLECULAR SCIENCES il lavoro che spiega come farine di brassiche selezionate possano potenziare gli effetti analgesici della morfina

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Dalla Camelina,

La tolleranza al dolore neuropatico ha ancora oggi come farmaci di elezione, in accordo con le linee guida della World Health Organization, gli oppioidi. Il trattamento con queste molecole richiede però un progressivo aumento della dose per il mantenimento dell’efficacia, con aumento del rischio di effetti collaterali. Fra questi, soprattutto nella popolazione anziana, il dolore addominale è quello con la massima incidenza. I glucosinolati e i loro prodotti di idrolisi sono risultati di recente utili nel modulare l’espressione e l’attività di alcuni recettori coinvolti nella regolazione del dolore e nel potenziare gli effetti analgesici della morfina.

 
I ricercatori del CREA (Eleonora Pagnotta, Roberto Matteo e Laura Righetti), in collaborazione con il Dipartimento Neurofarba dell’Università di Firenze e il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa, hanno appena pubblicato lo studio “Benefits of Camelina sativa Supplementation in Morphine Treatment: Enhanced Analgesia, Delayed Tolerance and Reduced Gut Side Effects Through PPAR-α Receptor Engagement” sulla prestigiosa rivista INTERNATIONAL JOURNAL OF MOLECULAR SCIENCES. La ricerca svela che la farina disoleata di C. sativa, contenente circa un terzo dei glucosinolati di farine da altre specie testate in precedenti lavori come Eruca sativa, non ha di per sé attività anti-nocicettiva nemmeno dopo bioattivazione con l’enzima mirosinasi, ma può aumentare l’effetto analgesico della morfina e prolungarne l’efficacia.


I risultati implicano che una co-somministrazione di farine disoleate di C. sativa può portare, a livello terapeutico, ad una riduzione della dose di morfina e del numero di somministrazioni giornaliere necessarie per mantenere l’effetto di sollievo dal dolore nelle 24 ore. La diminuzione della dose porta poi ad un ritardo dell’instaurarsi dell’effetto tolleranza e chiaramente ad avere minori effetti collaterali. 


Le ricadute per i produttori - a partire dalle dosi risultate efficaci negli animali è auspicabile poter ottenere un effetto benefico nell’uomo utilizzando una dose di 5 – 6 g/uomo/giorno per le farine disoleate di camelina e ancora meno quando si prendono in considerazione altre specie di Brassicaceae come E. sativa. Questo vuol dire che il materiale alla base di tali integrazioni è una materia seconda derivante dal riutilizzo dello scarto di disoleazione del quale sono necessari quantitativi estremamente limitati. 


Le ricadute per l’ambiente - oltre a poter essere inserita in virtuosi processi di produzione a zero-scarti, la Camelina sativa sta emergendo come coltivazione interessante vista la sua resistenza climatica. Può essere inserita ad esempio in cropping system a doppia coltivazione, in cui una precoce raccolta di camelina a semina autunnale può precedere colture più redditizie, come mais e soia, migliorando la produzione complessiva del sistema e la biodiversità agricola. 


Eventuali Prospettive future - per traslare su uomo gli interessanti risultati evidenziati nel manoscritto sono necessari studi di verifica anche in uomo di assenza di effetti collaterali alle dosi previste, quali allergie alla componente proteica delle farine e/o effetti allergizzanti verso altre molecole e l’assenza di effetti collaterali dovuti a trattamenti prolungati in presenza di minime quantità di antinutrizionali tipici dei semi. Un’attenta valutazione di questi temi può a sua volta portare a studi di formulati ottenuti semplicemente da associazioni di farine selezionate o formulati che minimizzino il rischio di effetti collaterali al momento non evidenziati dagli studi in vivo.


Fonte in open access:  https://www.mdpi.com/1422-0067/26/6/2519#:~:text=Co%2Dadministering%20Camelina%20sativa%20DSM,to%20the%20morphine%20analgesic%20effect 

 

Per informazioni contattare:  

daniela.pacifico@crea.gov.it