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La cicerchia di Aidone – risorsa agricola e gastronomica da rivalutare

Il CREA Cerealicoltura e Colture Industriale valorizza la cicerchia in un evento dedicato a questa coltura tradizionale.

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La cicerchia di Aidone – risorsa agricola e gastronomica da rivalutare

Il 4 ottobre, Alfio Spina, dirigente di ricerca CREA, interviene all'evento organizzato dal comune di Aidone, che intende promuovere iniziative volte alla maggiore diffusione in coltura, grazie alla messa a punto della tecnica colturale e di iniziative intese a promuoverne il consumo, anche fra i giovani, considerati i notevoli benefici per la salute.

La cicerchia di Aidone

è una popolazione locale di questa leguminosa minore che viene tuttora coltivata in provincia di Enna, principalmente nei comuni di Aidone e Nicosia. Lo scopo principale di questa iniziativa è quello di riscoprire e valorizzare la coltivazione di questa specie, incoraggiata dalla “riscoperta” da parte dei consumatori di prodotti alimentari tradizionalmente conosciuti, ma pressoché scomparsi dal mercato nel corso degli ultimi anni a seguito della modernizzazione dell’agricoltura.

Il Contesto

In Sicilia la cicerchia è coltivata da svariati secoli. Testimonianze documentali attestano la presenza di legumi sin dal 4° secolo nella città siculo-ellenica di Morgantina. In una delibera municipale del 1853 nel determinare le “mete”, cioè i valori di una determinata quantità di prodotti agricoli, di frumento, orzo, fave e ceci, veniva indicata anche la “meta” dei “circionoli”. Si può ipotizzare, sia per assonanza fonetica sia per esclusione degli altri prodotti agricoli già considerati, che si trattasse della cicerchia.  

In Sicilia, la cicerchia è conosciuta con diversi nomi: Ciciruòcculu, Rumanedda, Ianga ‘e vecchia (molare di anziana, per via della forma dei semi). Nell’Isola, la cicerchia è coltivata principalmente in due aree: nella parte sud-orientale, sull’altopiano Ibleo il territorio del comune di Licodia Eubea (CT), e nell’area interna della Sicilia, principalmente in due comuni dell’ennese: Aidone e Nicosia.

Le azioni condotte sono indirizzate alla caratterizzazione di germoplasma di cicerchia, leguminose da granella a rischio di erosione genetica nel territorio siciliano. 

I risultati ottenuti hanno evidenziato un elevato contenuto proteico (mediamente 27-28%), un elevato contenuto di fibre solubili ed insolubili (5-7%), un buon contenuto in minerali, un bassissimo contenuto in grassi e zuccheri semplici. 

Accanto ai prodotti tradizionali salati (crespelle, crepes, frittelle, torte salate, polpette, contorni) e dolci (crostate, torte, biscotti, chiacchiere, budino) preparati con farina di cicerchia, da parte del CREA-CI di Acireale è stato sviluppato un pane fortificato col 10% di farina di cicerchia ad alto contenuto in fibre.

Le ricadute per i consumatori sono molto importanti, in quanto la cicerchia  è uno dei legumi più antichi, riscoperta negli ultimi anni per il suo sapore delicato e gli alti valori proteici che la rendono una valida alternativa a fagioli e lenticchie. Come gran parte dei legumi, ha un elevato contenuto proteico (26 – 30%), è ricca di fibre (4 – 7%), calcio, fosforo, potassio, polifenoli e vitamine del gruppo B; ha un buon livello di carboidrati (48-55%) ed un contenuto di grassi veramente basso (0,5 – 2,5 %).

I benefici derivanti dal consumo della cicerchia interessano diversi distretti del nostro organismo:

• Digestione: il loro consumo favorisce la digestione ed il metabolismo.

• Intestino: le fibre contenute in questo legume aiutano a contrastare la stitichezza favorendo la peristalsi intestinale.

• Ossa, muscoli e denti: le cicerchie fortificano ossa e denti ed aiutano il tono muscolare.

• Ipocolesterolemizzante: grazie alla presenza di fibre, le cicerchie sono utili per ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Di conseguenza, apportano benefici al nostro sistema cardiovascolare. 

Le ricadute per i produttori sono importanti dal punto di vista economico, in quanto la farina di semi di cicerchia si vende a diversi euro/kg.

Le ricadute per l’ambiente sono molto positive, in quanto la cicerchia è una coltura miglioratrice ed è da considerare un’ottima precessione per la coltura che la segue nell’avvicendamento, in quanto lascia il terreno in ottime condizioni generali di fertilità. In particolare, come tutte le leguminose, a seguito dell’attività azotofissativa simbiotica, arricchisce il terreno di azoto in forme (minerale + organica a pronta mineralizzazione) che risultano direttamente utilizzabili dalla coltura successiva.

La quantità di azoto che una coltura di cicerchia lascia nel suolo è dell’ordine di 25-40 kg/ha, in funzione del maggiore o minore sviluppo vegetativo raggiunto; tale quantità può essere detratta dalla dose di concimazione azotata della coltura seguente.

Eventuali Prospettive future.

Si auspica una maggiore diffusione in coltura, soprattutto in aree marginali, considerato che non richiede terreni fertili.

IN ALLEGATO IL PROGRAMMA DELL'EVENTO

Per informazioni contattare:  

daniela.pacifico@crea.gov.it