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Conclusione del Progetto TUSCANY-FAD ‒ FISHING AGGREGATIVE DEVICE

TUSCANY-FAD ‒ FISHING AGGREGATIVE DEVICE, il progetto di “Definizione di una proposta di Piano di gestione ed utilizzo delle strutture FAD per la diversificazione delle attività di pesca”, dopo due anni di attività giunge alla conclusione, con la pubblicazione di un Report omonimo. 

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Conclusione del Progetto TUSCANY-FAD ‒ FISHING AGGREGATIVE DEVICE

Nel corso del 2021/2022 sono state installate, nel tratto di mare antistante la costa del Comune di Grosseto, delle strutture galleggianti FAD - dall’inglese Fish Aggregative Devices - di diversa forma e materiale che, rimanendo in mare per lungo tempo, creano le condizioni ideali per attirare gli organismi marini (pesci, molluschi, etc.) e sono per questo utilizzate come strumento per la pesca, considerata la naturale tendenza dei pesci ad aggregarsi sotto tronchi di legno o altri oggetti galleggianti. Proprio da questa tecnica di pesca è nata l’idea di utilizzare i FAD non più solo ai fini dello sfruttamento della risorsa ittica, ma anche per creare zone ideali allo sviluppo della flora e fauna ittica e al ripopolamento delle aree costiere. I FAD consentono azioni di ripopolamento ittico, diversificazione delle attività dei pescatori di stanza nei porti limitrofi e una nuova proposta turistico ricreativa, finalizzata alla fruizione ecosostenibile dell’ambiente marino.

Per raggiungere gli obiettivi del Progetto, è stato effettuato un monitoraggio intensivo delle strutture, realizzate con attrezzi da pesca e con rilevazioni video subacquee, per determinare la risposta biologica all’installazione dei FAD, da un punto di vista quantitativo, ma soprattutto qualitativo in termini di biodiversità delle specie ittiche presenti nelle aree di posizionamento delle stesse strutture.

L’operazione, infatti, ha inteso fornire un contributo per una migliore gestione e conservazione delle risorse biologiche. Tali azioni favoriscono la biodiversità e i servizi ecosistemici di un ambiente marino che, durante le fasi di progettazione dei FAD, è risultato altamente impoverito e scarsamente popolato, a causa delle caratteristiche dei fondali, sabbiosi/fangosi, della scarsissima presenza di vegetazione e totale assenza di afferrature se non quelle, legate ad un precedente intervento nel medesimo areale, molto ampio, di barriere sommerse sempre finalizzate al ripopolamento ittico.

Il progetto TUSCANY-FAD è stato finanziato dal FLAG “Costa degli Etruschi” nell’ambito del PO FEAMP 2014/2020 Misura 4.63, Bando Misura 1.40, con un contributo pubblico di 65.632 euro.

TUSCANY-FAD, realizzato dal CREA-Politiche e Bioeconomia, è nato con l’intento di coinvolgere i principali stakeholder attraverso un approccio partecipativo - articolato in due tavoli di discussione -  volto a definire una proposta di Piano di gestione delle strutture, ma anche sensibilizzare e rendere i pescatori parte attiva nella custodia ambientale e tutela della biodiversità marina per diventare, al tempo stesso, gestori e fruitori delle strutture FAD.

I soggetti pubblici e privati coinvolti, direttamente e/o indirettamente, nella realizzazione del Progetto e nella successiva fase di gestione sono: pescatori professionali, centri immersioni (Diving center), Amministrazioni pubbliche, Capitaneria di Porto, Associazioni di Categoria.

Costoro hanno partecipato alla programmazione di attività con finalità diverse da quelle della pesca quali, ad esempio, l’accompagnamento di turisti nell’area dei FAD per pratiche di pesca, anche e soprattutto catch and release, oppure, come già avviene in Adriatico ed in altre località in cui i FAD sono stati installati, lo snorkeling o le immersioni.