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Il Pnrr per l’agricoltura e le aree rurali: strategie e governance - Il saggio del CREA nell’AISRe E-Book

Lunedì 3 Luglio, presso la Sala Emeroteca del Palazzo del Collegio Romano, sarà presentato l’AISRe E-Book “PNRR Italia - Il difficile equilibrio tra i territori (2022)” che ospita il saggio “Il Pnrr per l’agricoltura e le aree rurali: strategie e governance” di Roberto Henke e Daniela Storti.

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Il Pnrr per l’agricoltura e le aree rurali: strategie e governance - Il saggio del CREA nell’AISRe E-Book

Il CREA-Politiche e Bioeconomia è socio collettivo dell’AISRe, l’Associazione scientifica che si propone di sviluppare attività di ricerca, formazione e divulgazione nelle discipline delle scienze regionali.

Le attività congiunte e i filoni di ricerca in comune sono riconducibili all’ambito di azione della Rete Rurale Nazionale e si concentrano principalmente sui temi della scheda 18.1 “Statistiche, analisi e azioni di supporto per la programmazione della politica agricola e la progettazione territoriale”.

Il saggio proposto dal Centro è parte integrante della sezione 3. Governance e implementazione del Piano e analizza l’azione prevista nel Pnrr per il settore dell’agricoltura e per le aree rurali, evidenziandone i principali ambiti di intervento, l’impostazione strategica e l’assetto di governance.  

I due Autori evidenziano come “sul fronte programmatico e attuativo, il Piano si appoggi sull’impianto di politiche settoriali e per le aree rurali preesistenti a livello nazionale, senza l’introduzione di novità sostanziali mirate in modo specifico alla realizzazione del Piano”, laddove invece sarebbe auspicabile un salto in termini di governance verso modelli genuinamente place-based.

Il Piano - sostengono Henke e Storti - in coerenza con il progetto del Green Deal europeo, punta prima di tutto alla sostenibilità ambientale, lasciando in seconda posizione la dimensione sociale e quella territoriale. Secondo gli Autori, la sostenibilità non è solo un fatto tecnologico e non si realizza solo mitigando gli effetti negativi dell’attività produttiva sull’ambiente ma: “È necessario equilibrare i tre pilastri della sostenibilità, contemperando le esigenze economiche e sociali con i vincoli di natura ambientale. Occorre, in altri termini, focalizzarsi sull’empatia tra uomo ed ecosistemi, recuperando una visione eco-centrica e ricreando la fondamentale connessione tra la produzione di cibo e i processi sociali ed ecologici, senza trascurare le condizioni economiche della produzione e della creazione di reddito per gli operatori del settore primario e del sistema nel suo complesso”.

C’è poi una prospettiva territoriale di cui tenere conto, che rimane però sostanzialmente inesplorata, a dispetto della grande rilevanza che gli interventi del Piano potrebbero assumere rispetto a una rigenerazione delle comunità agricole nelle aree rurali. E anche la promessa di concentrazione nel Mezzogiorno di importanti risorse per l’innovazione dell’agroalimentare e per il miglioramento delle dotazioni infrastrutturali in agricoltura non appare una leva sufficiente a invertire le diseguaglianze territoriali tra Nord e Sud, in assenza di una politica di accompagnamento perché questa concentrazione di risorse abbia un buon esito.

È possibile partecipare in presenza, previa registrazione a questo link (i posti sono limitati).