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Con il CREA in Uzbekistan il PEI-AGRI diventa realtà

In Uzbekistan con il supporto del CREA 18 Gruppi di Innovazione realizzano progetti per lo sviluppo rurale.

Il CREA ha concluso con successo la sua partecipazione al progetto EU-AGRIN, un’iniziativa finanziata dall’Unione Europea e realizzata in Uzbekistan insieme a UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo).

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Con il CREA in Uzbekistan il PEI-AGRI diventa realtà

Il risultato più rilevante è stata la creazione in Uzbekistan di 18 Gruppi di Innovazione, costituiti secondo il modello dei Gruppi Operativi del PEI-AGRI (Partenariato Europeo per l’Innovazione in Agricoltura). Per la prima volta, questo approccio interattivo è stato adottato al di fuori dell’Unione Europea, dando vita a progetti che hanno introdotto innovazioni tangibili nelle aziende agricole. Grazie a questa metodologia, gli agricoltori uzbeki non sono stati semplici destinatari dei risultati della ricerca, ma protagonisti attivi, in grado di orientare direttamente l’introduzione di nuove soluzioni e di sperimentarne i benefici.

Il CREA ha avuto un ruolo determinante nel processo, affiancando UNDP con un progetto di assistenza tecnica guidato dal CREA Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia. Una prima linea d’azione ha riguardato il rafforzamento delle capacità degli istituti di ricerca uzbeki attraverso missioni tecniche e linee guida contenenti raccomandazioni su governance, gestione delle risorse umane, proprietà intellettuale e progettazione, anche in vista di una possibile partecipazione ai programmi di ricerca europei, quali Horizon Europe. Parallelamente, il CREA ha curato le attività di training rivolte ai Gruppi di Innovazione, articolate in moduli su zootecnia, acquacoltura, breeding, sementi, protezione delle colture e nuove tecnologie, combinando seminari scientifici e attività pratiche sul campo per accrescere l’impatto dei progetti nelle aziende agricole.

Inoltre è stata sostenuta la trasformazione degli attuali laboratori di innovazione uzbeki in hub per il trasferimento tecnologico e la collaborazione tra ricerca, imprese e università, con particolare attenzione alla gestione sostenibile delle risorse idriche e del suolo.

Sul piano istituzionale, il CREA ha contribuito al processo di riforma elaborando raccomandazioni per un quadro normativo più favorevole all’innovazione e linee guida per l’istituzionalizzazione dei Gruppi, corredate da proposte legislative e misure di sviluppo rurale volte a creare un ecosistema dinamico di ricerca e trasferimento delle conoscenze. È stato inoltre sviluppato un sistema di valutazione dell’AKIS uzbeko e analizzata la nuova legge sulle cooperative agricole, con proposte di adeguamento ispirate alle migliori pratiche europee e italiane.

Il trasferimento di competenze si è consolidato attraverso due study visit in Italia. La prima, svoltasi tra Lombardia, Piemonte e Liguria (27–31 maggio 2024), ha coinvolto i centri CREA Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari di Treviglio, CREA Zootecnia e Acquacoltura di Lodi, CREA Difesa e Certificazione di Tavazzano, CREA Viticoltura e Enologia di Asti e CREA Orticoltura e Florovivaismo di Sanremo, insieme ad incontri con Gruppi Operativi del PEI-AGRI, aziende e cooperative attive nei settori dell’acquacoltura, della nocciola, delle produzioni certificate, dell’agricoltura biologica e del florovivaismo.

La seconda study visit, organizzata in Campania, Puglia e Basilicata (9–13 giugno 2025), è stata dedicata ai sistemi agroalimentari sostenibili, alle produzioni di qualità (DOP e IGP), alla diversificazione rurale e all’innovazione cerealicola, con una particolare attenzione anche alla creazione di valore aggiunto nelle produzioni animali, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Tra le tappe principali: la filiera della mozzarella di bufala campana DOP, i centri CREA-ZAZootecnia e Acquacoltura di Bella (Scuola del Casaro), CREA Orticoltura e Florovivaismo  di Pontecagnano, CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura di Caserta e CREA Cereacoltura e Colture Industriali di Foggia, oltre a cooperative agricole che hanno mostrato come la collaborazione tra piccoli produttori possa rafforzare la loro posizione nella filiera e valorizzare le varietà locali, come nel caso della melannurca campana.

Le attività scientifiche legate agli output del progetto si sono appena concluse agli inizi di ottobre. In Uzbekistan, l’evento finale si è svolto il 17 settembre a Tashkent, riunendo istituzioni nazionali, rappresentanti di UNDP, dell’Unione Europea, del CREA e membri dei Gruppi di Innovazione, in un’importante occasione di confronto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future.

Grazie alla collaborazione tra il CREA e UNDP, il progetto EU-AGRIN ha dunque lasciato in Uzbekistan un’eredità concreta: 18 Gruppi di Innovazione attivi che riuniscono agricoltori, consulenti e ricercatori, un quadro normativo più solido e istituti di ricerca con competenze rafforzate. Un patrimonio che pone le basi, nel contesto uzbeko, per lo sviluppo di un’agricoltura moderna, competitiva e resiliente, capace di adattare con successo le migliori pratiche europee e di consolidare il dialogo con la ricerca italiana.

Per informazioni contattare:  

Riccardo Passero, coordinatore del Progetto EU-AGRIN in Uzbekistan