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Innovazione digitale e ambientale per la sostenibilità dei modelli di business nell’agroalimentare: il contributo del CREA al XXXI Convegno SIEA

Quali impatti strategici, organizzativi e operativi, avrà la transizione digitale e ambientale sulle imprese agroalimentari? E come queste influenzeranno le scelte e i comportamenti del consumatore? Quali tipologie e leve di policy saranno decisive per il comparto in Italia e per il potenziamento delle filiere?

Sono alcuni temi su cui la comunità dell’economia agroalimentare italiana, riunita a Venezia il 15-16 giugno 2023 per il XXXI Convegno SIEA, contribuirà a far avanzare il dibattito scientifico.

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Innovazione digitale e ambientale per la sostenibilità dei modelli di business nell’agroalimentare: il contributo del CREA al XXXI Convegno SIEA

Dati industriali e letteratura accademica sembrano associare le due transizioni a prestazioni economiche e sociali superiori, tuttavia molto rimane da comprendere rispetto alle loro implicazioni per un settore dalle molteplici peculiarità come l’agroalimentare.

L'innovazione digitale e ambientale sembra essere di cruciale importanza per il settore e è centrale nella concezione di tutte le politiche, continentali e nazionali, a supporto dell’uscita dall’attuale impasse (Recovery Plan, Farm to Fork, Green new deal e altre).

Da una parte, il digitale promette incrementi di efficacia ed efficienza nelle catene del valore e nei processi produttivi (es: Smart agriculture, industry 4.0), maggiore capacità di adattamento e di previsione (es.: Big data e business intelligence), interazione con i consumatori finali (tecnologie web e market intelligence). Migliorando i processi lungo intere filiere e valorizzando i dati generati in ogni singola area della catena del valore, il digitale promette di ridurre l’impronta ecologica del comparto.

Dall’altra parte, la transizione “verde” appare urgente per almeno tre motivi: l’indifferibilità della riduzione degli effetti delle attività umane sul clima, tra cui quelle inerenti all’agricoltura e alla trasformazione dei suoi prodotti; la crescente attenzione dei consumatori alla sostenibilità ambientale e sociale delle imprese a cui si rivolgono per soddisfare i propri bisogni; il deciso orientamento del sistema finanziario (pubblico e privato) a collegare finanziabilità e sostenibilità, ritenendo meno rischiosi i profili di impresa più avanzati nei criteri ESG.

Il CREA - che ha siglato con SIEA un protocollo di intesa, finalizzato a favorire la ricerca e la diffusione dell’innovazione e l’integrazione delle conoscenze scientifiche nei settori di interesse reciproco -  partecipa in sede congressuale con due comunicazioni.

Alla sessione parallela su Le implicazioni della twin transition sulle strategie e sulla gestione delle imprese agroalimentari - prendono la parola F. Cisilino, A. Giampaolo, F. Licciardo, M. Orlando, S. Tarangioli, del Centro Politiche e Bioeconomia con una relazione dal titolo “I Progetti Integrati di Filiera (PIF) in Regione Toscana 2014–2022: Un nuovo percorso a sostegno dell'industria agroalimentare”.  Considerata la scarsa letteratura scientifica sui PIF, è stato analizzato il caso della Toscana, una delle regioni italiane che ne ha maggiormente implementato lo sviluppo. L’intervento intende dare evidenza delle positive performance strutturali, economiche e patrimoniali riscontrate tra aziende aderenti e non. Le variabili utilizzate per l’analisi sono state elaborate dal database della Rete Rurale Nazionale e della Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA) . I risultati indicano come le aziende agricole aderenti ai PIF migliorino il proprio processo produttivo e remunerativo. I PIF potrebbero essere, pertanto, una buona opportunità per sostenere il settore nelle comunità rurali.

Alla sessione dedicata al Comportamento del consumatore nel contesto della twin transition interviene N. Palmieri, del Centro Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari con il contributo “Digital channels and green transition: consumer behaviour”. La ricerca del Centro si focalizza sull’importanza che le due transizioni possono avere sul consumatore nel favorire un comportamento di acquisto sostenibile, soprattutto in un mercato in continua evoluzione. In generale, i risultati evidenziano come gli atteggiamenti verso la doppia transizione abbiano un effetto positivo sia sul comportamento di acquisto che sul consumo green.