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Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura

Biblioteche

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La biblioteca del Centro di ricerca CREA - Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, sede di Acireale, contiene oltre quarantamila volumi, di cui circa seimila editi fra il 1585 ed il 1900, d’inestimabile valore storico, culturale, iconografico e scientifico.
Alcuni preziosi esempi di libri antichi sono:

  • M.P.Andrea Matthioli, “Il Dioscoride”. 1548, Bottega D'Erasmo Vincenzo Valgrisi, Venezia.
  • Gulielmum Rovillium, “Historia generalis plantarum”. 1° vol. 1585, 2°vol.1586, Lugduni, Lione.
  • Emanuelis Swertii, “Florilegium”. 1612, Ex Officina Typografica Erasmi Kempsseri, Francofurti.
  • Giorgio Gallesio. “Pomona Italiana, ossia trattato degli alberi fruttiferi. 1817, 2° Volume: 1839, Niccolo' Capurro. Pisa.

Il patrimonio librario afferisce a diverse materie nell’ambito delle scienze e tecnologie agrarie, tra le quali: genetica e miglioramento genetico, patologia vegetale, entomologia, fitoiatria, chimica e tecniche colturali. Contiene inoltre manuali e monografie. Sono 137 i titoli di riviste nazionali e internazionali tutte catalogate in ACNP.

Sede di Forlì:
Il primo nucleo della biblioteca è individuato nella dotazione della Stazione sperimentale agraria (poi Laboratorio agrario), istituita a Forlì nel 1872, specializzata in chimica. Nel corso degli anni la biblioteca fu arricchita di numerosi testi e riviste, fra cui molte straniere. Nel 1967, quando il Laboratorio venne trasformato in Sezione Operativa periferica dell’Istituto Sperimentale per la Frutticoltura di Roma, anche la biblioteca, per adattarsi ai nuovi indirizzi, si ampliò con numerose nuove pubblicazioni di argomento prettamente frutticolo. In seguito, con la chiusura della sezione di Trento dell’Istituto Sperimentale per la Frutticoltura, anche questa biblioteca è confluita in quella di Forlì.

Indicativamente sono circa 3000 i volumi presenti, e oltre 100 le riviste, di cui 75 già inserite in ACNP. Nel corso degli ultimi anni l’attenzione per il mantenimento del patrimonio bibliografico si è modificato, rinunciando, secondo gli indirizzi dell’Amministrazione, a riviste cartacee preferendo la consultazione on-line. Attualmente è in corso una fase di riorganizzazione, con ricognizione del materiale posseduto e revisione completa del catalogo.

Sede di Caserta:
​​​​​​​La Biblioteca “Leonardo Angeloni” è costituita da un nucleo storico proveniente dalla sede dell’ex CRA-Unità di ricerca per le Colture Alternative al Tabacco di Scafati ed è stata istituita nel 1895 con l’allora Regio Istituto Sperimentale per la Coltivazione del Tabacco. All’atto del trasferimento a Caserta dell’Istituto di Scafati, la Biblioteca “Angeloni” ha inglobato il nucleo della biblioteca esistente presso l’Unità di ricerca per la Frutticoltura (CRA). La Biblioteca è associata al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN: codice NAP33) e fa riferimento al Polo Napoli coordinato dalla Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III e supervisionato dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico (ICCU: codice ISIL, IT-SA0075). Circa 3.000 volumi (di cui 15 antichi, oltre 1000 editi dopo il 1834 e 2000 moderni) sono catalogati sulla banca dati open access di SBN. Inoltre, la biblioteca è aderente all’Archivio Collettivo Nazionale dei Periodici (ACNP, codice CE004) ove sono stati inseriti gli oltre 400 periodici nazionali e internazionali posseduti. Si tratta di oltre 10.000 volumi di riviste risalenti fino all’inizio del ‘900.

  • 250 carte topografiche con soggetti vari
  • Circa 315 manoscritti costituiti per lo più da fascicoli con informazioni sugli incroci di tabacco effettuati e la descrizione fenotipica delle piante.

Responsabile della gestione della Biblioteca è il Dott. Luigi Morra del laboratorio CREA - Cerealicoltura e Colture Industriali, ospitato nella sede di Caserta.

A Spoleto è presente una biblioteca con volumi antichi a partire dal 1500.

A Rende esiste una biblioteca con volumi tematici sull’olivicoltura e sulla bachicoltura alcuni risalenti ai due secoli precedenti. Esiste un’emeroteca con riviste e periodici di settore.

Presso la sede di Roma esiste una biblioteca con migliaia di volumi tematici sulla frutticoltura in tutti i suoi aspetti dall’inizio del ‘900 ad oggi. Esiste un’emeroteca con riviste e periodici di settore.

Storia del centro v.1 OFA

OLIVICOLTURA, FRUTTICOLTURA E AGRUMICOLTURA

La storia del centro

Il Centro di Ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura (CREA-OFA) è un Centro di ricerca appartenente al Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria. Il Centro accorpa i centri precedentemente denominati di frutticoltura (CREA-FRU Roma, CREA-FRC Caserta, CREA-FRF Forlì), di agrumicoltura (CREA-ACM Acireale) e di olivicoltura (CREA-OLI Rende/Spoleto).

Sede di Acireale
Nel 1866 è la sede del “Comizio Agrario del Circondario di Acireale” e poi sede della “Regia Stazione Sperimentale di Frutticoltura e Agrumicoltura”. Nel 1967 la Stazione diventa “Istituto Sperimentale per l’Agrumicoltura”. Dal 2007 l’Istituto diventa “Centro di Ricerca per l’Agrumicoltura e le Colture Mediterranee (ACM)” e infine dal 2017 sede del CREA-OFA

Sede di Rende
​​​​​​​Nel 1968 viene istituito a Cosenza l’Istituto Sperimentale per l’Olivicoltura, con sedi operative periferiche a Spoleto e a Palermo. Dal 1° ottobre 2004 l'Istituto sperimentale diventa Centro di Ricerca per l''Olivicoltura e l'Industria olearia con direzione non più a Cosenza ma a Rende e con sede periferica a Spoleto a cui in seguito fu aggiunta Città Sant' 'angelo (PE). Con tale riforma il neonato Centro ha potuto riacquisire in parte le attività che nel 1899 aveva ottenuto a seguito del trasferimento da Palmi, del Regio Frantoio Sperimentale.
Dal 2017 il Centro fa parte del CREA-OFA cui sono afferite le competenze di Rende che rimane la sede di elezione per gli studi sull'olivicoltura nonché sede amministrativa dell’intero Centro di Olivicoltura Frutticoltura e Agrumicoltura.

Sede di Roma
Il CREA-OFA di Roma nasce come Istituto di Frutticoltura e di Elettrogenetica nel 1927. Nel 1955 l’istituto diventa Istituto Sperimentale per la Frutticoltura di Roma, integrando le tre Sezioni periferiche di Trento, Forlì e Caserta. La riforma del 1999 ha istituito il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura (CRA) che ha trasformato l’Istituto in Centro di Ricerca per la Frutticoltura. La più recente riorganizzazione dell’Ente del 2017 ha dato vita al CREA-OFA al quale l’ex Centro di frutticoltura attualmente afferisce.

Sede di Caserta
Nel 1860 è sede dell’Istituto Agrario per la ricerca e lo studio della scienza agraria e l’Orto Agrario Sperimentale e nel 1939 dell’Istituto Caseario Zootecnico per il Mezzogiorno. Nel 1967 diventa una sezione operativa dell’Istituto Sperimentale per la Frutticoltura di Roma. Nel 2007 diviene Unità di Ricerca per la Frutticoltura, nel 2015 Unità di Ricerca di Frutticoltura di Caserta (CREA-FRC) e dal 2017 è una delle cinque sedi di CREA-OFA.

Sede di Forlì
​​​​​​​Nel 1872 è sede della Stazione Agraria Sperimentale di Forlì e nel 1910 del Laboratorio Autonomo di Chimica Agraria. Nel 1967 il Laboratorio viene trasformato in Sezione Operativa Periferica dell’Istituto Sperimentale per la Frutticoltura di Roma.
​​​​​​​Nel 2007 diviene Unità di Ricerca per la Frutticoltura, nel 2015 Unità di Ricerca di Frutticoltura di Forlì (CREA-FRF) e dal 2017 è una delle cinque sedi di CREA-OFA.