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CREA: ricerca e innovazione per la sostenibilità della filiera agroalimentare
La ricerca agroalimentare come motore della competitività, della sostenibilità e della resilienza delle filiere italiane. È questo il messaggio emerso durante l’evento “Dal grano al biscotto: 70 anni di valore industriale, filiera e cultura alimentare italiana”, organizzato da Mondelēz Italia, su iniziativa del senatore Giorgio Maria Bergesio, che ha visto l’intervento di Maria Chiara Zaganelli, Direttore Generale del CREA.

La ricerca agroalimentare come motore della competitività, della sostenibilità e della resilienza delle filiere italiane. È questo il messaggio emerso durante l’evento “Dal grano al biscotto: 70 anni di valore industriale, filiera e cultura alimentare italiana”, organizzato da Mondelēz Italia, su iniziativa del senatore Giorgio Maria Bergesio, che ha visto l’intervento di Maria Chiara Zaganelli, Direttore Generale del CREA.
Nel suo intervento, la DG ha sottolineato come dietro ogni prodotto agroalimentare italiano non ci sia soltanto una filiera produttiva, ma un importante lavoro di ricerca scientifica. Dalla genetica delle varietà alla fertilità del suolo, dalle pratiche agronomiche sostenibili alla qualità delle materie prime fino alla sicurezza alimentare, la ricerca rappresenta oggi uno strumento essenziale per accompagnare il sistema agricolo nelle trasformazioni climatiche, economiche e sociali.
Secondo il CREA, è necessario rafforzare un cambio di prospettiva: la ricerca non deve essere considerata solo una risposta alle emergenze, ma una leva strutturale per sostenere innovazione, competitività e sviluppo del comparto agroalimentare.
Un ulteriore ambito strategico riguarda la certificazione delle sementi, elemento essenziale per garantire qualità, identità varietale e tracciabilità lungo tutta la filiera. Il sistema si basa su controlli ufficiali che includono ispezioni in campo, verifiche varietali e analisi di laboratorio su purezza, germinabilità e sanità del seme. Nel comparto cerealicolo, la certificazione consente di immettere sul mercato sementi affidabili e tracciabili, a supporto della qualità produttiva e dell’industria di trasformazione, rafforzando al tempo stesso innovazione e competitività della filiera.
In questo quadro si inserisce anche il contributo del CREA al programma Harmony di Mondelēz International, dedicato alla sostenibilità e alla transizione agroecologica delle filiere cerealicole europee. Dal 2024, infatti, Patrizia Vaccino, esperta di genetica del frumento e sistemi colturali cerealicoli, è membro dell’Harmony Council, il tavolo internazionale che riunisce esperti scientifici, rappresentanti della filiera e stakeholder europei per guidare il programma verso gli obiettivi dell’ambizione 2030.
L’attività del Council punta a rendere le pratiche di agricoltura rigenerativa scientificamente solide, misurabili e applicabili nei diversi contesti agricoli, affrontando temi strategici come la fertilità e la biodiversità del suolo, le rotazioni colturali, gli indicatori ambientali e socioeconomici e gli strumenti di supporto agli agricoltori.
Significativa anche la partecipazione del CREA all’Harmony Tour Italia 2025, durante il quale Patrizia Vaccino ha moderato il confronto tra agricoltori e operatori della filiera cerealicola sui temi dell’agricoltura rigenerativa e della salute del suolo, considerata elemento chiave per la resilienza dei territori agricoli.
Un percorso che conferma come la sostenibilità delle filiere agroalimentari passi sempre più dall’integrazione tra scienza, innovazione e collaborazione tra tutti gli attori del sistema.