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CREA: torna a risplendere a Roma la facciata medioevale della Sede centrale
Dopo un accurato restauro operato, a tempo di record, il CREA è lieto di restituire alla Città di Roma la Facciata monumentale del Complesso di San Tommaso in Formis, sede centrale del CREA.

Dopo un accurato restauro operato, a tempo di record, il CREA è lieto di restituire alla Città di Roma la Facciata monumentale del Complesso di San Tommaso in Formis, sede centrale del CREA.
Il restauro del prezioso muro e dello straordinario mosaico del 1207 sono stati finanziati dal CREA e condotti dalla Soprintendenza speciale di Roma del Ministero della Cultura. “E’ stata – commenta Stefano Vaccari, Direttore generale del CREA - un’operazione di significativa efficienza e rigore nella tutela del patrimonio artistico romano di cui siamo veramente fieri.”
Il Complesso di San Tommaso in Formis, nel cuore della Roma antica, sulla sommità del Colle Celio e all’interno di Villa Celimontana, ha un interesse storico straordinario. Donato da Papa Innocenzo III al Prete francese San Giovanni de Matha nel 1207, che lì fondò l‘Ordine religioso dei Trinitari, il sito ospitò nel 1209 San Francesco d’Assisi che vi soggiornò ripetutamente in attesa di essere ricevuto dallo stesso Papa Innocenzo III.
Il mosaico, splendida opera del Maestro Iacopo e di suo figlio Cosma, come rivela la bellissima iscrizione, ora ben leggibile, sul portale “Magister iacobus cum filio suo cosmato fecit hoc opus”, illustra il sogno di San Giovanni de Matha, che guidò la sua missione religiosa: Gesù Cristo Pantocratore, cioè Onnipotente, che attira a sé, liberandoli, due schiavi, uno di pelle bianca e l’altro di pelle nera, in un messaggio di salvezza universale.
Il CREA invita cittadini e turisti a soffermarsi di fronte allo straordinario muro restaurato, che termina alla sua sinistra con l’Arco di Dolabella e Silano, del 10 d.C., il più antico Arco romano ancora visibile, sormontato dalle arcate di mattoni dell’Acquedotto neroniano che portava l’acqua alla Domus Aurea.
Insomma, circa 200 metri di ricchezza storica inestimabile, che il CREA e la Soprintendenza speciale di Roma hanno riportato al loro splendore.
A cura di Micaela Conterio 3358458589