Asset Publisher

Giornata della Biodiversità: l'impegno del CREA Viticoltura ed Enologia

#conservazionegermoplasmaviticolo #vitigni autoctoni #miglioramentogeneticovite #biodiversitaeterroirviticolo

Scopriamo progetti, attività e iniziative del centro di ricerca: la conservazione del germoplasma viticolo, i vitigni autoctoni, il miglioramento genetico della vite e biodiversità e terroir viticolo.

Condividi

CONSERVAZIONE GERMOPLASMA VITICOLO

La maggior parte delle risorse genetiche viticole sono confinate nelle collezioni di germoplasma (collezioni uniche di materiale vegetale), dalla cui gestione efficace ed efficiente, dipendono la loro sopravvivenza e la disponibilità per ricercatori e agricoltori.

Tra le molte collezioni ampelografiche (ampelos = vite in greco antico) esistenti, una delle più storiche e ricche è quella presente presso il CREA Viticoltura ed Enologia che, grazie al grande impegno e alle risorse professionali ed economiche investite nella raccolta e nella caratterizzazione, è diventato senza dubbio uno tra i principali centri di conservazione delle risorse genetiche viticole a livello mondiale.

Attualmente l’insieme delle collezioni comprende circa 5600 accessioni di vitigni ad uva da vino, da tavola, ibridi di vecchia e nuova generazione, vitigni portinnesti, specie del genere Vitis e loro incroci. Buona parte delle accessioni è costituita da vitigni minori ed autoctoni di varie zone d’Italia.

I VITIGNI AUTOCTONI

Il recupero e la valorizzazione dei vitigni autoctoni è oggi fondamentale strumento per la conservazione del paesaggio e la tenuta degli agro-ecosistemi medesimi. Il recupero della biodiversità viticola per una diretta utilizzazione di tali materiali, oltre a garantire la possibilità di diversificazione delle produzioni, rafforza il legame con il territorio e, al contempo, promuove le specificità e i valori della agro-biodiversità, che sono aspetti essenziali dell’identità ambientale, culturale ed economica di un territorio. Allo stato attuale, il CREA Viticoltura ed Enologia possiede nelle proprie collezioni ampelografiche, dislocate fra le unità organizzative, una notevole quantità di vitigni riconosciuti e caratterizzati, fra i quali molti vitigni autoctoni e varietà locali minori che però necessitano di ulteriore ricerca e sperimentazione per poterli omologare e renderli disponibili all’uso produttivo.

Quindi, la valorizzazione delle varietà viticole autoctone riscoperte, sia da tavola che da vino, consiste in una serie di passaggi necessari per giungere il prima possibile alla loro registrazione e alla successiva distribuzione alle aziende per la produzione di prodotti innovativi da essi derivanti.

MIGLIORAMENTO GENETICO DELLA VITE

Il Crea Viticoltura ed Enologia sede di Turi (BA) è impegnato in un programma di miglioramento genetico su uve da tavola che prevede di riportare i viticoltori al centro del processo di selezione e valorizzazione dei nuovi ritrovati vegetali. Seguendo tale strategia, gli operatori della filiera dell’uva da tavola potranno riappropriarsi del controllo delle loro produzioni oggi in parte gestita da società estere che ne gestiscono la diffusione. Il programma, infatti, è realizzato tramite accordo pubblico-privato fra il CREA e il Consorzio Nuove Varietà di Uve da Tavola (NuVaUT) a cui afferiscono 24 imprese coinvolte nella filiera dell’uva da tavola (organizzazioni di produttori, aziende agricole, aziende di commercializzazione ed esportazione, ecc.).

In questo momento sono in fase avanzata di valutazione 36 nuovi incroci, selezionati per l’apirenia, la produttività, l’epoca di maturazione (precoce, media e tardiva), il colore dell’epidermide, la capacità di conservazione sulla pianta. Le attività proseguono, esplorando la biodiversità delle varietà disponibili, con l’obiettivo di migliorare le caratteristiche qualitative dei frutti e le caratteristiche di resistenza delle viti alle comuni patologie e fisiopatie delle uve da tavola. In contemporanea sono stati avviati programmi di breeding di uva da vino, in ognuna delle sedi con azienda annessa (Conegliano, Arezzo, Turi e Velletri) dove, ad oggi, si sono superate le 6.000 unità di semenzali resistenti ai maggiori patogeni fungini, in corso di analisi in campo.

BIODIVERSITA’ E TERROIR VITICOLO

Negli ultimi anni, diversi studi hanno introdotto il concetto di "terroir microbico", poiché la biodiversità dei microrganismi che coesistono con la vite può essere uno dei fattori chiave che influenzano qualità e unicità dei vini oltre ad avere la capacità di migliorare la gestione delle risorse idriche e nutrizionali. In quest’ottica, sono attivi diversi progetti nel nostro centro, volti a identificare e caratterizzare la biodiversità microbica per migliorare le performance fisiologiche della pianta, i tratti qualitativi delle uve e dei vini, e per ridurre gli input chimici oggi ampiamente utilizzati in vigneto nella difesa dai patogeni.

La ricerca scientifica del CREA Viticoltura ed Enologia è da tempo focalizzata sulla biodiversità. Numerosi sono gli studi condotti sulla valutazione delle varietà dei microorganismi presenti nel vino e sull’uva. L’indagine attuata su diverse specie e ceppi di lieviti e anche di batteri lattici è finalizzata alla selezione di starter per le fermentazioni alcolica e malolattica capaci di esaltare la tipicità dei vini e il loro legame con il territorio, poiché selezionati dalle stesse uve di provenienza. Parallelamente il lavoro svolto sulla conservazione dei microrganismi è fondamentale soprattutto in un contesto in cui i cambiamenti climatici tendono a diminuire la biodiversità esistente. Le collezioni e il loro mantenimento rappresentano una riserva di variabilità genetica dalla quale attingere in qualunque momento.

Per informazioni contattare:  

stampa@crea.gov.it