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Viticoltura e Enologia
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Viticoltura ed Enologia
Il Centro si occupa di viticoltura con riferimento all'uva da tavola e da vino, inclusa la trasformazione enologica. Svolge attività di conservazione e valorizzazione del germoplasma viticolo nazionale. Promuove tecniche colturali innovative volte a favorire la sostenibilità ambientale, ivi compreso il rapporto suolo-paesaggio-viticoltura, e alla sicurezza alimentare. È attivo negli studi chimici, biologici e sensoriali relativi alla trasformazione delle uve anche attraverso la valorizzazione della biodiversità dei microorganismi fermentativi.
Applicazioni nidificate
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Il cordoglio del CREA per la scomparsa di Vittorio Frescobaldi
Il CREA esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Vittorio Frescobaldi, figura di riferimento della vitivinicoltura italiana e protagonista della sua crescita e affermazione internazionale.
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Il CREA a Vinitaly and the City a Sibari: giovani, ricerca e territori per il futuro di vino e olio italiani
Il vino parla ancora ai giovani, ma con linguaggi nuovi: qualità, esperienza, convivialità e scoperta dei territori. Lo conferma una recente indagine nazionale del CREA Politiche e Bioeconomia, condotta su oltre mille consumatori italiani: il 94,4% consuma vino almeno occasionalmente, il 56,5% almeno una volta alla settimana e, tra i 18-24enni, il consumo quotidiano riguarda circa il 10%. È da questo dato che parte l’iniziativa “Il vino è giovane. Ricerca, consumo consapevole e nuove generazioni per il futuro dei territori”, promossa dal CREA nell’ambito di Calabria in Wine – Vinitaly and the City, a Sibari.
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Le tre tecnologie per dealcolare il vino
Mentre cresce l'attenzione per i vini senza alcol, le aziende vitivinicole e le cantine sono alla ricerca delle migliori tecniche per eliminare l'etanolo senza stravolgere l'identità del vino. Ma quali sono oggi le tecnologie disponibili? Quanto sono efficienti nell'eliminare l'alcol mantenendo il profilo sensoriale del prodotto? E quanto è costoso, sia in termini economici che ambientali, procedere su questa strada? Ne parla Antonella Bosso, ricercatrice del CREA Viticoltura e Enologia di Asti, intervistata da “Agronotizie”.
Kick-Off Meeting progetto PRIMA REVINE - 15 Luglio 2021
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Direttore del Centro
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Piano Triennale della Ricerca 2026-28
Piano Triennale della Ricerca 2026-28
Il Piano triennale di attività del CREA contiene la visione strategica decennale e la pianificazione operativa sia dell’Ente in generale sia dei singoli Centri di Ricerca in particolare e viene aggiornato annualmente.
E’ elaborato dal Consiglio Scientifico, adottato dal Consiglio di Amministrazione ed approvato dal Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo.
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Link utili
QUALVIN – Metodi rapidi per la valorizzazione della qualità delle uve e del vino nel contesto del cambiamento climaticoIl progetto QUALVIN intende sviluppare e validare metodi rapidi e innovativi, basati in particolare sulla spettroscopia Raman e sull’impiego di strumentazione portatile, per la caratterizzazione della qualità delle uve a bacca nera.
Stiamo lavorando con
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Progetto CEL NU LAT - FEASR PSR 2014-2020 Regione Piemonte – Misura 16.2.1
Storia del centro v.1 VE
VITICOLTURA ED ENOLOGIA
La storia del centro
La viticoltura italiana che risale ai tempi dell’Enotria e della Magna Grecia ha nobili ed antiche origini e, pur a fasi alterne, ha sempre rappresentato un punto di riferimento mondiale. Gli ultimi 150 anni hanno visto il rifiorire della vitienologia italica ed hanno stimolato la dedizione e la genialità di numerosi studiosi che hanno contribuito fortemente alla straordinaria produzione e qualità moderne. In questo scenario un ruolo molto importante lo hanno giocato gli Istituti Sperimentali, già Regie Stazioni Sperimentali costituite a fine ‘800.
Tra il 1872, con la nascita della Regia Stazione Enologica Sperimentale di Asti, ed il 1875, nascita della Scuola Enologica di Conegliano da una cui costola ebbe i natali la Stazione Sperimentale nel 1923 sotto una comune direzione dei prof. Giunti e poi Dalmasso, al 1891 anno in cui il figlio di Giuseppe Garibaldi, Menotti-Garibaldi fondò la Regia Cantina Sperimentale nel comune di Velletri, fiorirono Istituti Sperimentali, riordinati con il D.P.R. 23 novembre 1967, n. 1318, che, con storie tra loro intrecciate ed alterne fortune, costituiscono attualmente la struttura del Centro di Viticoltura ed Enologia con le sedi di Conegliano, Asti, Arezzo, Turi e Velletri a cui si aggiunge oggi Gorizia proveniente dalla Nutrizione delle Piante.
Con il citato decreto del 1967 all’Istituto sperimentale per la Viticoltura di Conegliano e le sue Sezioni Operative Periferiche di Asti (oggi soppressa), Turi ed Arezzo fu demandato di provvedere agli studi ampelografici sui vitigni e loro portinnesti, al miglioramento per via genetica della vite secondo le esigenze poste dallo sviluppo dell’economia agricola nel contesto dei mercati interni ed internazionali, nonché agli studi ed alle ricerche sulle tecniche di coltivazione e sui connessi problemi di fisiologia viticola, mentre all’Istituto sperimentale per l’Enologia di Asti con le sezioni di Velletri, Barletta e Gaiole in Chianti (queste ultime due soppresse nell’ultima riorganizzazione) fu assegnata l’operatività scientifica-sperimentale nella chimica, la microbiologia e le tecnologie enologiche.
A venerabili scienziati del calibro di Ravizza, Mensio, De Astis, Martinotti, Cosmo, Dalmasso, Manzoni, Usseglio-Tomasset, Di Stefano, si debbono tecnologie viticole ed enologiche dell’importanza della diffusione dei portainnesti americani per combattere la fillossera, dei sali di rame per difendere la vite dalla peronospora, gli studi sulle sostanze aromatiche e polifenoliche delle uve, dei mosti e dei vini, il metodo Charmat, la stabilità del vino legata alla diminuzione della disponibilità di azoto assimilabile per i lieviti, la degradazione biologica malolattica, che hanno valso agli istituti sperimentali una parificazione a sedi universitarie alle quali a vario titolo hanno fornito docenti e competenze tali da determinarne il successo negli anni.