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Viticoltura e Enologia
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Viticoltura ed Enologia
Il Centro si occupa di viticoltura con riferimento all'uva da tavola e da vino, inclusa la trasformazione enologica. Svolge attività di conservazione e valorizzazione del germoplasma viticolo nazionale. Promuove tecniche colturali innovative volte a favorire la sostenibilità ambientale, ivi compreso il rapporto suolo-paesaggio-viticoltura, e alla sicurezza alimentare. È attivo negli studi chimici, biologici e sensoriali relativi alla trasformazione delle uve anche attraverso la valorizzazione della biodiversità dei microorganismi fermentativi.
Applicazioni nidificate
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Alla salute! Online CREAFuturo Speciale Vinitaly 2026. La qualità in campo
"Alla salute… del vino italiano!”: è questo il titolo che accende lo speciale Vinitaly di CREAFuturo, la testata giornalistica online del CREA, per un’edizione che accompagna il lettore lungo tutto il percorso della qualità, dal suolo al calice, esplorando innovazione, sostenibilità e prospettive del settore.
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Vinitaly, firmato l’accordo, nasce ViteLab Network
A Vinitaly Official 2026 è stato siglato un importante Accordo Quadro che segna un nuovo passo avanti per la ricerca applicata nel settore vitivinicolo. Undici centri, in rappresentanza di 8 regioni del Nord Italia, uniscono competenze, infrastrutture e visione per promuovere progettualità condivise. Nasce così Vitelab Network
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CREA e Donne del Vino: con la viticoltura in rosa più innovazione e meno gap di genere
La ricerca del CREA presentata al Vinitaly evidenzia come il comparto vitivinicolo stia riducendo il divario di genere in agricoltura, con imprese guidate da donne che registrano redditi medi superiori del 5% rispetto a quelle maschili. Questo settore si configura come un laboratorio di innovazione e parità, offrendo un modello da replicare per l’intero comparto agricolo
Kick-Off Meeting progetto PRIMA REVINE - 15 Luglio 2021
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21
apr 2026
ore 10:30
Incontro tecnico su "Miscugli per vigneto"
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Direttore del Centro
Riccardo Velasco
Direttore
ORCID: 0000-0002-8760-5031Aggregatore Risorse
Piano Triennale della Ricerca 2026-28
Piano Triennale della Ricerca 2026-28
Il Piano triennale di attività del CREA contiene la visione strategica decennale e la pianificazione operativa sia dell’Ente in generale sia dei singoli Centri di Ricerca in particolare e viene aggiornato annualmente.
E’ elaborato dal Consiglio Scientifico, adottato dal Consiglio di Amministrazione ed approvato dal Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo.
Scopri il Piano Triennale del CREA
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Stiamo lavorando con
Stiamo lavorando con
Progetto CEL NU LAT - FEASR PSR 2014-2020 Regione Piemonte – Misura 16.2.1
Storia del centro v.1 VE
VITICOLTURA ED ENOLOGIA
La storia del centro
La viticoltura italiana che risale ai tempi dell’Enotria e della Magna Grecia ha nobili ed antiche origini e, pur a fasi alterne, ha sempre rappresentato un punto di riferimento mondiale. Gli ultimi 150 anni hanno visto il rifiorire della vitienologia italica ed hanno stimolato la dedizione e la genialità di numerosi studiosi che hanno contribuito fortemente alla straordinaria produzione e qualità moderne. In questo scenario un ruolo molto importante lo hanno giocato gli Istituti Sperimentali, già Regie Stazioni Sperimentali costituite a fine ‘800.
Tra il 1872, con la nascita della Regia Stazione Enologica Sperimentale di Asti, ed il 1875, nascita della Scuola Enologica di Conegliano da una cui costola ebbe i natali la Stazione Sperimentale nel 1923 sotto una comune direzione dei prof. Giunti e poi Dalmasso, al 1891 anno in cui il figlio di Giuseppe Garibaldi, Menotti-Garibaldi fondò la Regia Cantina Sperimentale nel comune di Velletri, fiorirono Istituti Sperimentali, riordinati con il D.P.R. 23 novembre 1967, n. 1318, che, con storie tra loro intrecciate ed alterne fortune, costituiscono attualmente la struttura del Centro di Viticoltura ed Enologia con le sedi di Conegliano, Asti, Arezzo, Turi e Velletri a cui si aggiunge oggi Gorizia proveniente dalla Nutrizione delle Piante.
Con il citato decreto del 1967 all’Istituto sperimentale per la Viticoltura di Conegliano e le sue Sezioni Operative Periferiche di Asti (oggi soppressa), Turi ed Arezzo fu demandato di provvedere agli studi ampelografici sui vitigni e loro portinnesti, al miglioramento per via genetica della vite secondo le esigenze poste dallo sviluppo dell’economia agricola nel contesto dei mercati interni ed internazionali, nonché agli studi ed alle ricerche sulle tecniche di coltivazione e sui connessi problemi di fisiologia viticola, mentre all’Istituto sperimentale per l’Enologia di Asti con le sezioni di Velletri, Barletta e Gaiole in Chianti (queste ultime due soppresse nell’ultima riorganizzazione) fu assegnata l’operatività scientifica-sperimentale nella chimica, la microbiologia e le tecnologie enologiche.
A venerabili scienziati del calibro di Ravizza, Mensio, De Astis, Martinotti, Cosmo, Dalmasso, Manzoni, Usseglio-Tomasset, Di Stefano, si debbono tecnologie viticole ed enologiche dell’importanza della diffusione dei portainnesti americani per combattere la fillossera, dei sali di rame per difendere la vite dalla peronospora, gli studi sulle sostanze aromatiche e polifenoliche delle uve, dei mosti e dei vini, il metodo Charmat, la stabilità del vino legata alla diminuzione della disponibilità di azoto assimilabile per i lieviti, la degradazione biologica malolattica, che hanno valso agli istituti sperimentali una parificazione a sedi universitarie alle quali a vario titolo hanno fornito docenti e competenze tali da determinarne il successo negli anni.