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ZOOTECNIA 4.0: DALLA RICERCA CREA NUOVI SISTEMI DI ALIMENTAZIONE AUTOMATIZZATI E SOSTENIBILI

Presentati i risultati intermedi del progetto Autofeed alla Fiera del bovino da latte di Cremona.

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ZOOTECNIA 4.0: DALLA RICERCA CREA NUOVI SISTEMI DI ALIMENTAZIONE AUTOMATIZZATI E SOSTENIBILI

Adottare sistemi robotizzati e automatici di nutrizione degli animali in allevamento per abbattere le emissioni inquinanti e migliorare la qualità e quantità delle produzioni, rendendo meno gravoso il lavoro umano. Questo l’obiettivo principale del progetto AUTOFEED, coordinato dal CREA Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari di Treviglio (BG), in collaborazione con la Fondazione CRPA di Reggio Emilia, l’Università di Milano, Zootecnica Lombarda srl, Panoramic e cinque aziende zootecniche lombarde.
Le azioni condotte: il progetto prevede di analizzare la capacità di sistemi automatici di gestire le razioni unifeed a diversi livelli e la possibilità di introdurli all’interno degli edifici zootecnici, sia in caso di ristrutturazione sia in caso di nuovi progetti. I sistemi automatici analizzati sono classificabili in tre livelli. Nel livello 1 vi sono sensori ottici che automatizzano l’analisi dei singoli alimenti e il successivo processo di trinciatura e miscelazione, in modo da ridurre l’errore umano e favorire l’efficienza del razionamento. Al livello 2 invece troviamo robot che riavvicinano la razione distribuita in mangiatoia e gradualmente allontanata dagli animali nella loro azione di ingestione e selezione degli alimenti, che possono essere impostati su frequenze di lavoro impensabili se eseguite manualmente, con ripercussioni positive su alimentazione, riduzione degli sprechi e comportamento degli animali. Infine, il livello 3, prevede robot che automatizzano tutto il processo di preparazione e distribuzione delle razioni. 
I risultati finora ottenuti sono stati presentati oggi al Convegno intermedio presso la Fiera di Cremona.  Si tratta di un’indagine nazionale sulla diffusione dei sistemi robotizzati per l’unifeed, sull’interesse riscontrato da parte degli allevatori e sugli aspetti edilizi derivanti dall’introduzione di diverse tipologie di robot in azienda. Inoltre, vengono evidenziati gli output dell’analisi energetica, svolta in diverse condizioni operative, per mettere in risalto l’eventuale maggiore efficienza dei sistemi automatici e saranno illustrate le esperienze biennali di cinque aziende nell’utilizzo di sistemi robotizzati o di sensori per migliorare l’efficienza alimentare delle mandrie.
Le ricadute per i produttori Adottando sistemi automatizzati si avrà maggiore flessibilità del tempo di lavoro in quanto meno vincolato dagli orari fissi e stringenti del razionamento, riducendo il carico del lavoro fisico ed eliminando problemi di reperimento della manodopera. Inoltre, i sistemi automatici possono attrarre i giovani che potrebbero essere motivati a continuare l’attività produttiva con modalità e tecnologie innovative. 
Le ricadute per l’ambiente Durante le sperimentazioni sono stati registrati minori consumi energetici con un conseguente minore utilizzo di fonti fossili non rinnovabili e più basse emissioni in atmosfera. L’energia elettrica, infatti, può essere autoprodotta dagli stessi allevamenti (con impianti a biogas, eolici, solari, idraulici), determinando anche una circolarità sempre più capillare per i produttori europei. Si è registrato un minore spreco di alimenti e un loro miglior utilizzo, riducendo le emissioni in atmosfera e in falda di elementi azotati indesiderati. 
Eventuali prospettive future La progettazione integrale olistica delle nuove stalle è una sfida già avviata in cui l’edificio non è solo il contenitore di più elementi tecnologici assemblati e un riparo per gli animali, ma diventa un progetto complesso al cui interno sono previste non solo le tecnologie necessarie per la mungitura, l’alimentazione, la climatizzazione, la pulizia, l’illuminazione, ma anche tutte le possibili interazioni con il bestiame, potenziando l’efficienza del sistema e migliorando il benessere degli animali, che rappresenta la condizione base per incrementare la qualità e la quantità delle produzioni.  

Il CREA Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari ha effettuato un’indagine presso i costruttori dei sistemi in questione e ha compiuto delle valutazioni operative nei cinque allevamenti partner del progetto. 
La Fondazione CRPA analizzato gli aspetti edilizi e di comportamento degli animali al fine di evidenziare le ricadute che caratterizzano l’introduzione di un robot in azienda, non solo dal punto di vista economico, ma anche delle ripercussioni sul benessere degli animali e sull’efficiente utilizzo degli spazi. 
L’Università di Milano ha studiato i risparmi energetici ottenibili con i robot per l’alimentazione, soprattutto in caso di autoproduzione dell’energia elettrica necessaria, verificando come preparare gli stessi quantitativi di alimenti con apporti energetici significativamente minori. 
La società Zootecnica Lombarda di Piubega (MN) ha fornito un supporto tecnico sulla possibilità di ottenere e gestire i “big data” generati dai sistemi robotizzati al fine di individuare i punti critici e di miglioramento della gestione aziendale. 
Infine, la ditta Panoramic di Milano ha curato la comunicazione attraverso canali social e mediante un sito internet appositamente progettato e gestito, amplificando la divulgazione dei risultati specifici attraverso modalità tecnologiche sempre più richieste anche al mondo della ricerca.       

Contatto stampa: Giulio Viggiani 3384089972 

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Danilo Giovanni Festa

CREA - Amministrazione centrale

Extreme act of awarding the assignment: Decreto del Direttore Generale n. 705 del 27/11/2020
Date START assignment: 15/12/2020
Date END assignment: 27/07/2021
Type of assignment: Incarico occasionale
Gross compensation: 1.990,00
Object of the assignment and activity: Componente della commissione esaminatrice del concorso pubblico per titoli ed esami per 04 Funzionari di Amministrazione V livello, tempo pieno e indeterminato presso il CREA. Codice bando 04FA-CREA GB/CI/VE/OF- 2019

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Dich art 15 Festa.pdf (Version 1.0)

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Maria Flavia Cascia

CREA - Amministrazione centrale

Extreme act of awarding the assignment: Decreto del Direttore Generale n. 705 del 27/11/2020
Date START assignment: 15/12/2020
Date END assignment: 27/07/2021
Type of assignment: Incarico occasionale
Gross compensation: 1.810,00
Object of the assignment and activity: Componente della commissione esaminatrice del concorso pubblico per titoli ed esami per 04 Funzionari di Amministrazione V livello, tempo pieno e indeterminato presso il CREA. Codice bando 04FA-CREA GB/CI/VE/OF- 2019

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Paolo Di Girolamo

CREA - Amministrazione centrale

Extreme act of awarding the assignment: Decreto del Direttore Generale n. 0111451 del 25/11/2021
Date START assignment: 25/11/2021
Date END assignment: 24/05/2022
Type of assignment: Incarico occasionale
Gross compensation: 1.849,00
Object of the assignment and activity: Componente della Commissione esaminatrice del concorso pubblico per titoli ed esami per 2 posti di Funzionario di Amministrazione, V livello, a tempo pieno e indeterminato presso il CREA. Codice Bando 02FA-CREA AC 2021

Art 53 Dlgs165 Di Girolamo.pdf (Version 1.0)

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RISO: ECCELLENZA TRA PASSATO E FUTURO ANCHE CON LA RICERCA

Il CREA ha partecipato all'evento conclusivo del Festival Cereali con il saluto istituzionale del Presidente, Carlo Gaudio, con l'intervento di Elisabetta Lupotto, Direttore del Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione, e con la presentazione della pubblicazione Il riso - un cereale che viene da lontano

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RISO: ECCELLENZA TRA PASSATO E FUTURO ANCHE CON LA RICERCA

Il CREA ha partecipato all'evento conclusivo del Festival Cereali con il saluto istituzionale del Presidente, Carlo Gaudio, con l'intervento di Elisabetta Lupotto, Direttore del Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione, e con la presentazione della pubblicazione Il riso - un cereale che viene da lontano

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RISO: ECCELLENZA TRA PASSATO E FUTURO, ANCHE CON IL CONTRIBUTO DELLA RICERCA CREA

Convegno conclusivo oggi, ore 15.30, al Festival Cerealia, con la partecipazione del Presidente CREA Carlo Gaudio: «Il nostro riso conta oltre 200 varietà: si tratta di una ricchezza unica al mondo, legata alla storia alimentare, sociale e produttiva del nostro Paese. Siamo leader in Europa (52%), con una produzione che supera annualmente le 900mila tonnellate, oltre 4mila aziende agricole impegnate, un centinaio di riserie che trasformano il risone in riso lavorato e 217mila ettari coltivati...» LEGGI IL RESTO ALL'INTERNO 

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RISO: ECCELLENZA TRA PASSATO E FUTURO, ANCHE CON IL CONTRIBUTO DELLA RICERCA CREA

«Il nostro riso conta oltre 200 varietà: si tratta di una ricchezza unica al mondo, legata alla storia alimentare, sociale e produttiva del nostro Paese. Siamo leader in Europa (52%), con una produzione che supera annualmente le 900mila tonnellate, oltre 4mila aziende agricole impegnate, un centinaio di riserie che trasformano il risone in riso lavorato e 217mila ettari coltivati. Il rendimento unitario e la resa alla lavorazione ne fanno la specie che, a parità superficie coltivata, è stata capace, più del mais e della patata, di alimentare il maggior numero di persone. Come CREA, siamo orgogliosi di aver contribuito alla storia e alla evoluzione di questo cereale, grazie all’attività svolta dalla Stazione sperimentale della Risicultura e delle Coltivazioni irrigue, una delle prime stazioni sperimentali nata a Vercelli nel 1908 che, 60 anni dopo, diventerà la Sezione specializzata per la Risicoltura di Vercelli dell’Istituto sperimentale per la Cerealicoltura, oggi confluito nel Centro di Ricerca del CREA di Cerealicolture e Colture Industriali.» Così Carlo Gaudio, Presidente del CREA, in occasione del convegno di oggi 25 novembre “Il mondo in un chicco di riso: storia, scienza, nutrizione ed economia del secondo cereale più consumato”, che chiude il Festival Cerealia, quest’anno dedicato al riso.


Il CREA partecipa, oltre che con il saluto istituzionale del Presidente, con l’intervento introduttivo di Elisabetta Lupotto, Direttore del Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione,  Il riso, un cereale che viene da lontano – un viaggio nella genetica, in cui viene ripercorsa la storia del riso, da sempre elemento fondamentale dell’agricoltura del nostro Paese, che ha percorso nei secoli un lungo viaggio nel bacino mediterraneo, generando un sistema produttivo unico, e plasmando paesaggi e territori che fanno parte del patrimonio mediterraneo.

Intervengono inoltre il Sottosegretario di Stato MiPAAF Gian Marco Centinaio, Filippo Schiavone, componente della Giunta Nazionale Confagricoltura, Andrea Sonnino, Presidente FIDAF, Roberto Ambrogi, Presidente ARGA Lazio e Paola Sarcina, direttrice e fondatrice del Festival Cerealia.

Al termine del convegno sarà presentata in anteprima la pubblicazione divulgativa Il riso – un cereale che viene da lontano a cura di Elisabetta Lupotto, edita dal CREA, per i 10 anni del Festival Cerealia, che sarà disponibile per il download sul sito del CREA nel pomeriggio.

L’incontro è organizzato dall’INSOR (Istituto Nazionale di Sociologia Rurale) in collaborazione con il CREA, con la FIDAF (Federazione Italiana dei Dottori in Scienze Agrarie e Scienze Forestali), ISMEO-Associazione internazionale di studi sul Mediterraneo e l'Oriente, Confagricoltura, FOSAN ed ARGA Lazio, con il patrocinio dell’Ente Nazionale Risi.

Link per seguire l’evento: https://attendee.gotowebinar.com/register/3030031263800403468

 

Contatto stampa: Micaela Conterio 335 84584589

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Olio extravergine d'oliva nello spazio: accordo CREA, ASI, Coldiretti e Unaprol per valorizzare un patrimonio nazionale, lanciato in occasione della Giornata Mondiale dell’Ulivo

L’olivicoltura ha bisogno di ricerca e innovazione: il CREA sta investendo fortemente per fornire soluzioni che rendano sempre più competitivo e apprezzato l’olio extravergine di oliva italiano. L’Accordo tra CREA, ASI, Coldiretti e Unaprol è scientificamente molto importante per verificare la conservabilità e la gradevolezza dell’olio extravergine d’oliva in determinate condizioni e per confermare le straordinarie proprietà organolettiche dell’olio stesso. Il progetto verrà seguito dal Centro CREA Olivicoltura Frutticoltura e Agrumicoltura, sede di Rende, in Calabria, che già si è distinto per il recentissimo completamento della mappatura genomica del cultivar Leccino” così Stefano Vaccari, Direttore Generale del CREA, in occasione della sigla dell'accordo con ASI, Coldiretti e Unaprol, promosso per la Giornata Mondiale dell’Ulivo

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Olio extravergine d'oliva nello spazio: accordo CREA, ASI, Coldiretti e Unaprol per valorizzare un patrimonio nazionale, lanciato in occasione della Giornata Mondiale dell’Ulivo

Giornata dell’Ulivo - Grazie a un tesoro di biodiversità e qualità composto da 533 varietà di olive e 250 milioni di piante l’olio Made in Italy vola anche nello spazio come “bonus food” degli astronauti della stazione internazionale orbitante attorno alla Terra. E’ quanto annuncia Coldiretti che, insieme ad Unaprol, ha collaborato al progetto realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana nel quadro di un accordo con il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA).

Un progetto lanciato in occasione della “Giornata Mondiale dell’Ulivo” per sottolineare l’importanza di valorizzare un patrimonio dell’export nazionale e della Dieta Mediterranea messo a rischio dal batterio della Xylella e dalle etichette a colori Nutriscore.

Gli oli Made in Italy che nella primavera del 2022 andranno in orbita saranno a disposizione degli astronauti per abbinamenti con diverse pietanze: carne, pesce, verdure e per esaltare i sapori più intensi. Alcuni campioni di olio saranno anche destinati a un esperimento sugli effetti della permanenza nello spazio di questo fondamentale alimento della Dieta Mediterranea.

Sostenuti da numerosi studi scientifici sugli effetti positivi sulla salute associati all’olio di oliva, i consumi mondiali sono raddoppiati in trent’anni, con l’Italia che vanta il maggior numero di oli extravergine a denominazione in Europa (43 Dop e 4 Igp) e una produzione nazionale di oltre 300 milioni di chili nel 2021 grazie a una filiera che conta oltre 400 mila aziende agricole specializzate.

L’Italia, con una media negli ultimi 5 anni di 504 milioni di chili, è seguita dalla Spagna con 483 milioni di chili e dagli Stati Uniti con ben 320 milioni di chili. Purtroppo negli ultimi trent’anni l’Italia ha perso il 46% del proprio potenziale produttivo a causa del clima pazzo, che ha alterato l’ecosistema tradizionale, ma anche dell’abbandono degli uliveti.

“Per conservare il primato di qualità del Made in Italy non sono più rinviabili interventi strutturali di rinnovamento degli impianti e recupero degli uliveti abbandonati per consentire alla produzione di tornare sui livelli di eccellenza di dieci anni fa” afferma il presidente di Unaprol David Granieri.

“Per sostenere e incrementare la produzione nazionale di extravergine Coldiretti ha presentato nell’ambito del Recovery Plan un progetto specifico legato alle reti d’impresa per il futuro dell’olio d’oliva” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini  nel sottolineare che “l’obiettivo è rilanciare la produzione nazionale dell’olio d’oliva per confermare il primato di qualità del Made in Italy attraverso la realizzazione di nuovi uliveti, di impianti di irrigazione e costruzione di pozzi o laghetti, anche in maniera consorziata, favorendo la raccolta meccanizzata delle olive con macchinari che riducano i tempi e costi di raccolta”.

Secondo il direttore generale del Crea, Stefano Vaccari: “L’olivicoltura ha bisogno di ricerca e innovazione: il CREA sta investendo fortemente per fornire soluzioni che rendano sempre più competitivo e apprezzato l’olio extravergine di oliva italiano. L’Accordo tra CREA, ASI, Coldiretti e Unaprol è scientificamente molto importante per verificare la conservabilità e la gradevolezza dell’olio extravergine d’oliva in determinate condizioni e per confermare le straordinarie proprietà organolettiche dell’olio stesso. Il progetto verrà seguito dal Centro CREA OFA, sede di Rende, in Calabria, che già si è distinto per il recentissimo completamento della mappatura genomica del cultivar Leccino”

In Italia 9 famiglie su 10 consumano olio extravergine d’oliva tutti i giorni, con una crescente attenzione verso la qualità, che ha favorito la nascita di corsi e iniziative. Il consiglio della Coldiretti è quello diffidare dei prezzi troppo bassi, acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100% da olive italiane o di comperare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica.

Per maggiori info:
COLDIRETTI - 335 8245417 - 06 4682487 - relazioniesterne@coldiretti.it - www.coldiretti.it

CREA - 3450451707 - stampa@crea.gov.itwww.crea.gov.it

 

Agenzia Spaziale Italiana - 06 8567 431 / 887 / 655 - stampa@asi.it

Unaprol - +393282849428 - unaprolpress@unaprol.it

 

Credit foto: ESA

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