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Ottavio Munerati, dalla ricerca sulla barbabietola alle nuove sfide dell’agricoltura

Presentato a Venezia il documentario “La cattedra della dolcezza”, dedicato all’agronomo e genetista

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Ottavio Munerati, dalla ricerca sulla barbabietola alle nuove sfide dell’agricoltura

La figura di Ottavio Munerati, agronomo e genetista tra i protagonisti della ricerca sulla barbabietola da zucchero, è stata al centro dell’incontro organizzato sabato 12 settembre alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove è stato presentato il documentario “La cattedra della dolcezza”, realizzato da Marco Samiolo.

Munerati, nato nel 1875, dedicò la propria attività allo studio e al miglioramento genetico della barbabietola da zucchero, contribuendo allo sviluppo della bieticoltura e dell’industria saccarifera. La sua attività scientifica è strettamente legata alla storia della ricerca agricola che oggi fa capo al CREA, e in particolare alla sede di Rovigo.

A ricordare questo legame è stata Ilaria Alberti, responsabile della sede CREA di Rovigo, intervenuta alla presentazione del documentario nello Spazio della Regione del Veneto e della Veneto Film Commission, all’Hotel Excelsior del Lido.

Nel corso dell’incontro, il professor Piergiorgio Stevanato, docente di Biochimica agraria del Dipartimento DAFNAE dell’Università di Padova, ha approfondito una delle intuizioni scientifiche di Munerati: l’utilizzo della Beta maritima, pianta selvatica, come fonte di caratteristiche di resistenza da trasferire alla barbabietola coltivata.

Un’intuizione che mantiene una sorprendente attualità. Le ricerche condotte oggi sulla Beta maritima del Delta del Po e della laguna veneziana mirano infatti a individuare caratteristiche genetiche utili per rendere le colture più resilienti alle alte temperature e ai cambiamenti climatici.

La storia di Munerati diventa così un esempio concreto della continuità della ricerca agricola: dalle prime esperienze di miglioramento genetico della barbabietola alle moderne attività di ricerca sulla biodiversità e sulla resilienza delle colture, con il CREA come parte di un percorso scientifico che attraversa più di un secolo.

Per informazioni contattare:  

stampa@crea.gov.it