Asset Publisher

Xylella fastidiosa, Rocchi: "La ricerca è la chiave per contenere il batterio, rilanciare la biodiversità e costruire l'olivicoltura del futuro"

Il Presidente del CREA all'incontro promosso da Confagricoltura: "Dalla biodiversità alle Tecnologie di Evoluzione Assistita, l'innovazione offre oggi strumenti sempre più efficaci per la resilienza delle nostre colture".

Condividi
Xylella fastidiosa, Rocchi:

"La diffusione di Xylella fastidiosa ha rappresentato una delle emergenze fitosanitarie più gravi che abbiano interessato l'agricoltura italiana, con conseguenze profonde sul patrimonio olivicolo, sull'economia e sul paesaggio di interi territori. Di fronte a questa sfida, la ricerca pubblica ha il compito non solo di ampliare le conoscenze scientifiche, ma di trasformarle in soluzioni concrete per il contenimento del batterio, il rilancio della biodiversità, la rigenerazione delle aree colpite e la competitività delle imprese agricole. È questo l'impegno che il CREA porta avanti, mettendo a disposizione competenze multidisciplinari, infrastrutture di ricerca e una stretta collaborazione con istituzioni e mondo produttivo. Ringrazio il Sottosegretario MASAF Patrizio La Pietra e il Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti per l'attenzione dedicata a questi temi e per aver promosso un confronto qualificato sulle prospettive della ricerca, dell'innovazione e del futuro dell'olivicoltura italiana". Lo ha dichiarato il presidente del CREA, Andrea Rocchi, intervenendo oggi all'incontro organizzato da Confagricoltura "Xylella fastidiosa. Resilienza, ricerca e innovazione in agricoltura", dedicato alle prospettive della ricerca e dell'innovazione per affrontare una delle principali emergenze fitosanitarie del Mediterraneo.

Da anni il CREA è impegnato in un'intensa attività di ricerca che integra genetica, miglioramento varietale, agronomia, microbiologia e valorizzazione della biodiversità, con l'obiettivo di sviluppare strumenti sempre più efficaci per la resilienza dell'olivicoltura italiana e il trasferimento dell'innovazione alle imprese.

"Guardando al futuro – continua - sarà determinante accelerare lo sviluppo di nuove cultivar capaci di coniugare resistenza o tolleranza alle fitopatie, qualità delle produzioni e adattamento ai cambiamenti climatici. In questo percorso, le Tecnologie di Evoluzione Assistita rappresentano una straordinaria opportunità per valorizzare il patrimonio genetico delle nostre varietà, intervenendo in modo preciso e mirato sui caratteri di interesse, con l'obiettivo di rendere più rapidi ed efficaci i processi di miglioramento genetico senza alterare l'identità delle varietà italiane. Le TEA possono contribuire a rafforzare la capacità dell'agricoltura di rispondere alle nuove sfide, dalla diffusione delle fitopatie agli effetti dei cambiamenti climatici, mettendo a disposizione strumenti innovativi per selezionare piante più resilienti, efficienti e sostenibili”

La ricerca condotta dal CREA ha permesso di approfondire la conoscenza delle risorse genetiche dell'olivo e delle risposte della pianta alle principali pressioni ambientali e fitosanitarie, fornendo basi scientifiche per il miglioramento varietale, la selezione di materiali più adattabili e la definizione di strategie sostenibili per il futuro dell'olivicoltura. La valorizzazione della biodiversità rappresenta un elemento centrale di questo percorso: il patrimonio genetico delle varietà italiane costituisce una risorsa strategica da tutelare e rilanciare, perché racchiude caratteristiche di adattamento, qualità e resilienza fondamentali per affrontare le sfide future. La ricerca consente oggi di studiare e valorizzare questa ricchezza, trasformandola in opportunità concrete per gli agricoltori e per i territori.

"La risposta alla Xylella – conclude - richiede una visione di lungo periodo. Investire in ricerca significa dare agli agricoltori strumenti sempre più efficaci per affrontare le emergenze fitosanitarie, ma anche costruire un modello di sviluppo fondato su innovazione, sostenibilità e valorizzazione della biodiversità. Le nuove tecnologie, insieme alla conoscenza del patrimonio genetico delle nostre colture, rappresentano una leva fondamentale per rilanciare l'olivicoltura italiana e accompagnarla verso il futuro. È una sfida che il CREA continuerà a sostenere con convinzione, affinché la ricerca pubblica continui a essere un motore di crescita per il sistema agroalimentare italiano."

 

A cura di Micaela Conterio 335 8458589

Per informazioni contattare:  

stampa@crea.crea.gov.it