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Riconoscimento UNESCO del Codice Forestale Camaldolese: le radici della sostenibilità

Le esperienze e gli insegnamenti del passato devono essere fondamento per un futuro migliore.

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I saluti del Direttore del Centro di Ricerca Foreste e Legno, Piermaria Corona e del rappresentante dei carabinieri Forestali vigilanti il Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, Tenente Colonnello Mencucci, hanno aperto gli interventi relativi agli studi sul Codice Forestale Camaldolese e sulla lunga tradizione di gestione forestale in esso sintetizzata.

“La foresta non è solo un bene da custodire ma da condividere” e “Custodire e Coltivare” gli slogan ribaditi da Dom Salvatore Frigerio, presidente del “Collegium Scriptorum Fontis Avellanae”, nel suo attento excursus sugli 850 anni di gestione ambientale costante, continua e dettagliata ad opera dei monaci camaldolesi. Così la Comunità eremitica nata nel cuore della foresta appenninica del casentino dava fondamento, con la sua prima regola scritta, alla propria vita vissuta in rapporto con l’ambiente che la circondava e la custodiva.

Raoul Romano (CREA Politiche e Bioeconomia) ha, poi, presentato l’attività dei tre anni di lavoro in collaborazione tra l'INEA (oggi CREA Politiche e Bioeconomia) e il “Collegium Scriptorum Fontis Avellanae” necessari per la ricostruzione e digitalizzazione del materiale storico sul Codice Forestale Camaldolese. Ne emerge che la  gestione forestale sostenibile è un concetto che trova le sue origini nel lontano passato e che ha prodotto quella complessità di rapporti uomo/ambiente sapientemente riportati nel Codice Camaldolese, chiara espressione di idee innovative.

Attenzione e gratitudine alla storia e alla memoria di monaci, uomini e donne che hanno vissuto nelle foreste appenniniche, da Camaldoli a Fonte Avellana, sono oggetto dell’iniziativa UNESCO di riconoscimento di quelle regole di vita, espresse dal Codice Forestale Camaldolese,  che hanno plasmato in quei luoghi,  l’ambiente che oggi viviamo.

 

un momento del convegno


Salvatore Frigerio, monaco camaldolese, Presidente del collegium Scriptorium Fontis Avellanae e Simone Borchi dottore forestale, profondo conoscitore delle Foreste Casentinesi
Per informazioni contattare:  

stampa@crea.gov.it