Briciole di pane

Aggregatore Risorse

Contributo decisivo della ricerca CREA nella scelta della FAO di inserire la fascia olivata Assisi-Spoleto tra i patrimoni agricoli di rilevanza mondiale

Una ricerca del CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura è stata il fattore decisivo nella scelta della fascia olivata Assisi Spoleto come il primo sito GIAHS (Globally Important Agricultural Heritage Systems) italiano della FAO.

Condividi
Contributo decisivo della ricerca CREA nella scelta della FAO di inserire la fascia olivata Assisi-Spoleto tra i patrimoni agricoli di rilevanza mondiale

La scorsa estate la FAO ha inserito la fascia olivata Assisi Spoleto tra i sistemi del patrimonio agricolo di rilevanza mondiale, (programma GIAHS: Globally Important Agricultural Heritage Systems). A convincere i commissari FAO ad accettare la candidatura di questa fascia olivata di 40 km non è stata solo la storia e la bellezza del territorio, fatto di oliveti, spesso terrazzati, che tappezzano il fianco della montagna e fanno da cornice ai bellissimi ed antichissimi borghi, ma anche la vivacità delle aziende e le innovazioni che in questo territorio sono state messe a punto. A colpire i commissari è stata in particolare una ricerca promossa dal CREA e realizzata insieme all'Università di Perugia, al Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria e ad aziende del territorio, che prevede la coltivazione consociata all'olivo dell'asparago selvatico (una specie spontanea locale, da millenni apprezzata in cucina ma sinora mai coltivata) e l'allevamento del pollo al pascolo (free-range). In questo modo i polli diserbano e concimano entrambe le colture (olivo e asparago) risparmiando concimi e combustibili, e relativi costi e impatto ambientale, mentre la produzione vendibile per ettaro si moltiplica da uno (l'olio) a tre (olio, asparago e pollo). Questa consociazione è particolarmente adatta proprio agli oliveti terrazzati dove è difficile o spesso impossibile accedere con le macchine per effettuare la pulizia dei campi e dove i polli, animali di piccola taglia, non danneggiano i muri a secco, al contrario di animali di taglia superiore. I commissari FAO hanno trovato questa innovazione, descritta a pagina 41 della proposta di candidatura, come un perfetto modello di sviluppo che coniuga la conservazione del territorio con la sostenibilità, sia economica che ambientale.

GUARDA IL VIDEO

Per informazioni contattare:  

stampa@crea.gov.it