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Briciole di pane

Attività di ricerca

Attività di ricerca

Il Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia sviluppa analisi congiunturali e conoscitive sul sistema agroalimentare nazionale, gestisce la Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA), in qualità di organo di collegamento tra l’Italia e l’UE, partecipa al Programma Rete Rurale Nazionale (RRN), in veste di attuatore, al Programma Nazionale di Sviluppo Rurale (PSRN 2014/2020) e al Piano Operativo Agricoltura (POA).

Il Centro è altresì impegnato in diversi filoni tematici di studio, che si articolano in numerosi progetti di ricerca, molti dei quali condotti tramite collaborazioni con altri soggetti istituzionali, università, istituti di ricerca nazionali ed internazionali, ed anche con soggetti privati.

Politica agraria

La Politica Agricola Comunitaria è il principale quadro di riferimento a sostegno del settore primario e del modello di sviluppo agricolo europeo. Il suo impatto sul sistema agricolo è rilevante non solo rispetto agli obiettivi produttivi e di mercato, ma anche dal punto di vista dell’equilibrio territoriale, della valorizzazione della qualità e della tracciabilità dei prodotti e di processi produttivi, del mantenimento dell’attività agricola nelle aree rurali marginali e con svantaggi naturali. Il Centro supporta il MiPAAFT nell’analisi e monitoraggio della riforma della PAC per il periodo 2021-2027, fornendo il proprio contributo al raggiungimento di una posizione comune e condivisa con le Regioni e le Province autonome, per lo sviluppo di un settore agricolo nazionale intelligente, resiliente, sostenibile e competitivo, che assicuri al tempo stesso un sostegno equo e più mirato agli agricoltori. Alla vasta esperienza in campo nazionale e regionale si è aggiunta una ricca partecipazione a progetti di valutazione delle politiche dell’UE.

Aree rurali e studi territoriali

L'attenzione al territorio rurale e agli strumenti di politica a esso riservati sono da lungo tempo tra le principali attività del Centro. Attraverso le Rete Rurale Nazionale e grazie a numerosi progetti di ricerca, anche di carattere internazionale, si è consolidata una importante base conoscitiva sui principali fenomeni che caratterizzano i territori rurali e sulle politiche ad essi finalizzate. Ampia attenzione è riservata alla definizione di approcci metodologici innovativi, allo studio di fenomeni emergenti e alla definizione di modelli di utilizzazione delle risorse.

L'uso delle risorse naturali

L’uso sostenibile delle risorse naturali è uno dei temi dominanti nell’approccio contemporaneo al settore primario e al sistema alimentare, in ragione del ruolo degli agricoltori nella gestione e nella cura dell’ambiente e dei territori. La ricerca in questo campo punta, da un lato, a creare e validare indicatori agroambientali e socio-economici per la misurazione degli impatti prodotti sulle risorse naturali e sui territori; dall’altro, mira a rendere gli interventi in agricoltura più compatibili con le esigenze di tutela delle risorse naturali e attenti alla salute umana. Il Centro contribuisce alla definizione di traiettorie di sviluppo che combinino i tre pilastri della sostenibilità: economica, sociale e ambientale. Particolare attenzione è posta sulla Bioeconomia. L’ottica è posta sull'uso efficiente delle risorse e lo sviluppo di sistemi di produzione a ridotta emissione di gas a effetto serra, che si adattino e attenuino gli effetti negativi dei cambiamenti climatici. All'interno del Centro trova spazio un Osservatorio per le foreste, che opera in sinergia con le attività del Centro di ricerca Foreste e Legno, oltre a un’ampia attività di studio sull’uso sostenibile delle risorse idriche in agricoltura.

La competitività del sistema agroalimentare

Con i processi di globalizzazione sempre più spinti, lo scenario della competitività sui mercati internazionali sta rapidamente evolvendo. Il sistema agroalimentare italiano, che svolge un ruolo di primo piano all’interno della bilancia commerciale del Paese, è tradizionalmente molto aperto e si confronta su un mercato globale nel quale, da un lato, si affacciano nuovi attori, dall’altro, vengono stipulati importanti accordi multilaterali e bilaterali che ne regolano il funzionamento. In questo quadro, i temi legati alla competitività della produzione agroalimentare nazionale diventano di preminente rilevanza. Strategiche sono le attività di studio volte ad analizzare l’evoluzione del sistema agroalimentare italiano, in termini di: mutamenti della qualità dei prodotti e dei processi produttivi; quality competition vs. price competition dei prodotti italiani, con particolare riguardo al Made in Italy; lavoro, migrazioni e nuova imprenditorialità.

Conoscenza e innovazione

I temi della conoscenza e dell'innovazione sono centrali per l’agricoltura italiana, in quanto importanti fattori di crescita e di sviluppo per il superamento di alcuni vincoli strutturali della nostra agricoltura. Le analisi in corso riguardano la componente sia pubblica che privata, contemplando sia l’ambito nazionale e regionale che quello europeo. Attraverso la predisposizione di strumenti di analisi economica e sociale il Centro contribuisce a rendere evidente il fabbisogno di innovazione per insiemi omogenei di soggetti, così da fornire supporto alle istituzioni nella programmazione su larga scala degli interventi pubblici. Di analogo interesse sono le azioni di verifica dei risultati produttivi, economici e sociali derivanti dall’adozione di innovazioni, sia su scala micro che macro. L’obiettivo è quello di promuovere una verifica generale del fabbisogno e dell’impatto delle innovazioni nelle diverse realtà agricole e la messa a punto di metodiche di indagine quantitative e qualitative.

Agricoltura e società

Il filone di studio sui cambiamenti sociali e culturali legati al mondo agricolo si concentra sia sulla produzione di beni alimentari, sia sui servizi e i beni ambientali e sociali realizzati dalle aziende agricole. Rilevanti sono le attività di studio che riguardano il rapporto tra città e campagna, le nuove modalità di commercializzazione che riducono la distanza tra la società e il mondo produttivo, la produzione di cibo con valenza etica e sociale, le reti di relazioni tra i diversi attori del sistema agricolo e agro-alimentare, con particolare riferimento all’inclusione sociale e alla nascita di nuova imprenditorialità.

Piano Triennale di ricerca 2018/2020 - Obiettivi del centro

Piano Triennale di ricerca 2018/2020 - Obiettivi del centro

Agrinatura

La storia del centro definitivo PB

POLITICHE E BIOECONOMIA

La storia del centro

Il CREA-Centro di ricerche Politiche e Bio-economia nasce dall’ingresso dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) nel nuovo Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. L’INEA è stato fondato da Arrigo Serpieri nel 1928 con il Regio Decreto n. 1418 del 10 maggio 1928., con l’obiettivo di svolgere indagini e studi di economia agraria e forestale, seguendo le trasformazioni del nascente sistema agroindustriale italiano.
La testimonianza della poliedricità dell’Istituto è fornita, negli anni trenta in poi, da una serie di grandi inchieste, i primi passi delle scienze sociali applicate nel nostro Paese nel dopoguerra, il momento della riforma agraria e, negli anni sessanta, dalla partecipazione attiva alla costituzione degli strumenti conoscitivi della Politica Agricola Comunitaria (PAC).

L’Istituto, articolato territorialmente in sedi presenti in tutte le regioni italiane, ha concorso in modo determinante alla formazione di una cultura della contabilità agraria nel nostro Paese, in quanto liaison tra lo Stato Italiano e la Commissione Europea nella creazione e nella gestione della Rete d’Informazione Agricola Contabile Agricola (RICA).
Negli anni settanta ha risentito della crisi dell’intero settore agricolo, ma tra la fine degli anni ottanta e l’inizio del decennio successivo ha vissuto una rinnovata centralità per la capacità di interpretare lo spirito della nuova PAC ed assimilare, nella ricerca economico-agraria, i grandi temi dell’ambiente, della sostenibilità, delle risorse naturali e dello sviluppo locale, recepite poi nel nuovo statuto del 2005 e nei regolamenti seguiti.

L’Istituto, in questa fase, ha acquisito una sempre maggiore visibilità presso le istituzioni comunitarie, nazionali e regionali, grazie all'intensa attività di supporto alle decisioni politiche e di analisi dei contesti economico-sociali dello sviluppo del settore primario e del sistema agroalimentare. Con il suo ricco bagaglio culturale e professionale, l’INEA entra, a partire dal 2015, nella grande famiglia CREA, che oggi è il più grande ente di ricerca per l’agricoltura in Italia ed uno dei maggiori in Europa.