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GIRASOLE: PERCHE' COLTIVARLO?

Anche se molto coltivata in Italia, il fabbisogno in questa oleaginosa viene soddisfatto solo in parte dalla nostra produzione. Tra pochi giorni torna la Giornata del Girasole ad Osimo.

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GIRASOLE: PERCHE' COLTIVARLO?

Il girasole è una delle colture oleaginose più coltivate in Italia.


Il suo fabbisogno in granella e olio viene soddisfatto solo in parte dalla nostra produzione, per cui si continua a far fronte al fabbisogno nazionale attraverso l’importazione da paesi orientali del continente europeo, come Romania e Ucraina.  L’Italia però avrebbe un grosso potenziale per incrementare la capacità di autoapprovvigionamento al fine di alimentare quella che è la nostra industria nazionale. Il girasole fino a qualche decennio fa si estendeva su una superficie 2, 5 volte più ampia di quella attuale e, considerato che è coltivabile in quasi tutto il territorio nazionale senza la necessità di grandi investimenti, ci sono indubbiamente molti margini di miglioramento.


L’interesse di costitutori e ditte sementiere è molto vivo: ogni anno vengono proposte molte varietà. Nel 2024 sono state proposte al registro nazionale per l’iscrizione 113 varietà al primo anno di prova e 89 al secondo. Inoltre, il ritmo di ricambio nel mercato è molto intenso, anche se va considerato che ibridi provengono quasi esclusivamente da parentali di provenienza estera e questo pone perciò problemi di collaudo e valutazione.  Anche perché spesso le varietà immesse nella rete commerciale italiana non risultano testate se non attraverso le stesse prove del registro nazionale.


Fino dalla sua introduzione negli anni 70 negli ordinamenti colturali italiani, si era avvertita come urgente la necessità di una valutazione dell’adattabilità e delle potenzialità produttive delle cultivar che venivano immesse nel circuito commerciale italiano e questo al fine di supportare le esigenze dei vari soggetti della filiera, soprattutto dei produttori agricoli, per le sempre impegnative decisioni di scelta varietale. La necessità di fornire agli operatori della filiera un’informazione tecnica attendibile, aggiornata e imparziale ha portato il CREA Cerealicoltura e Colture Industriali di Osimo a proporre una sperimentazione (insieme ad altri enti) finalizzata a realizzare una rete nazionale di valutazione.

Il CREA è l’ente che storicamente si occupa della valutazione nazionale indipendente degli ibridi più diffusi dalle principali ditte sementire che occupano il territorio nazionale. Questa sperimentazione, oltre che l’iscrizione al registro nuove varietà, è oggetto di discussione alla giornata ad Osimo prevista per il 9 luglio.


Referente delle attività: dr. Andrea Del gatto
 

In allegato il programma e alcuni approfondimenti sul tema

Per informazioni contattare:  

daniela.pacifico@crea.gov.it