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I dati raccolti durante il progetto LIFE ESC360, entrano a far parte del Network Nazionale della Biodiversità di ISPRA
I dati del progetto di scienza partecipata LIFE17 ESC/IT/001 (LIFE ESC360), portato avanti dai ricercatori di CREA Difesa e Certificazione, sono da poco entrati nel Network Nazionale della Biodiversità di ISPRA e sono, quindi, liberamente consultabili e scaricabili. Da poco è stato, inoltre, pubblicato un articolo scientifico che ne racconta la genesi e ne spiega la fruizione.

Il progetto LIFE17 ESC/IT/001 “360 Volunteers for monitoring forest biodiversity in the Italian Natura 2000 Network” (ESC360), coordinato dal Raggruppamento Biodiversità dell’Arma dei Carabinieri, con la partecipazione dei due beneficiari associati CREA Centro di ricerca Difesa e Certificazione e D.R.E.Am. Italia, aveva l’obiettivo di coinvolgere giovani volontari (tra i 18 e i 30 anni) per il monitoraggio di specie e habitat protetti all’interno dii siti Natura 2000 compresi in Riserve Naturali Statali
In quattro anni (2018-2022), i quasi 360 volontari reclutati hanno partecipato alla raccolta di più di 1.900 dati su 68 specie/habitat protetti. Nello specifico, le attività di monitoraggio hanno riguardato 57 specie animali (13 anfibi, 13 uccelli, 2 rettili, 22 mammiferi, 7 insetti), 3 specie vegetali e 8 habitat.
Durante la fase di After-LIFE di progetto (ancora in atto), tali dati sono entrati a far parte della piattaforma “Network Nazionale della Biodiversità”. Questa infrastruttura tecnica, gestita da ISPRA per conto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), è volta alla gestione, pubblicazione e condivisione dei dati sulla biodiversità del territorio nazionale e, recentemente, ha attivato un canale di diffusione dei dati provenienti dai monitoraggi effettuati da progetti di CS.
Proprio a questo proposito è stato pubblicato sul numero 33 della rivista Reticula un articolo dedicato al progetto LIFE ESC360, alla descrizione dei dati raccolti (i.e., gestione e svolgimento del progetto, protocolli utilizzati, ruolo dei volontari, principali risultati), alla loro condivisione con il Network Nazionale della Biodiversità che ne rende quindi libera la fruizione grazie a una sezione dedicata.
L’articolo è consultabile e scaricabile a questo link