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Agricoltura e Ambiente

Briciole di pane

Attività di ricerca

Attività di ricerca

Il Centro offre consulenza al MiPAAF relativamente ai suoli contaminati o inquinati (es. terra dei fuochi); partecipa a tavoli tecnici per il trasferimento dell’innovazione nel biologico mediante approccio partecipativo (ricercatori, MiPAAF, Federbio, Firab, AIAB,...); dà supporto agli Uffici PQAI e DISR V - MiPAAF per la stesura di position papers tecnico-scientifici da presentarsi in ambito nazionale ed Europeo in risposta alle azioni di ricerca attivate. 

Sistemi agricoli

L’analisi spazio-temporale delle dinamiche dei sistemi colturali è basilare per una pianificazione che ottimizzi produttività e uso delle risorse. Diversi metodi di ricerca (sperimentazioni in campo, indicatori agro-ecologici, modelli di simulazione) sono integrati per fornire informazioni agli stakeholder su rischio climatico, impatto ambientale, servizi ecosistemici. Importanti output sono lo sviluppo di itinerari agrotecnici, orientati a mitigazione e resilienza climatiche, e la definizione di strategie per valorizzare la frazione biodegradabile di sottoprodotti delle attività agricole, industriali e urbane in un'ottica di economie circolari.

Sostenibilità dei suoli

Molti suoli agricoli italiani sono a rischio desertificazione e la variazione del regime pluviometrico espone a pericoli idrologici. La perdita di biodiversità e biomassa dei suoli porta al declino produttivo delle colture con impatti gravi su prodotti agricoli ad alto reddito. Obiettivi della ricerca sono: miglioramento della funzione idraulica dei suoli, aumento di contenuto di sostanza organica e incremento di sequestro del carbonio. È valutata l’efficacia di diverse strategie di incremento della fertilità dei suoli nei sistemi specializzati: biofertilizzazione, promotori di crescita, antagonisti dei patogeni radicali, meccanismi biologici del suolo per la crescita ottimale delle piante.

Cambiamenti climatici

Il cambiamento climatico condiziona gli agro-ecosistemi fino a rendere impossibile il mantenimento e il recupero della loro funzionalità. La vulnerabilità dei sistemi agricoli alla maggiore frequenza di eventi estremi (con conseguenti attacchi di parassiti) dipenderà dalla loro resilienza e adattabilità. Occorrono studi specifici di possibile impatto, adattamento e mitigazione per aree produttive ed elementi che permettano di supportare politiche nazionali. L’agrometeorologia e la modellistica svolgono un ruolo chiave nella definizione di metodologie di analisi robuste per la messa a punto di Sistemi di Supporto alle Decisioni sia a livello nazionale che regionale.

Indicatori agro-ambientali

La ricerca mira a sviluppare un portafoglio innovativo di analisi e servizi di monitoraggio in agricoltura, anche avvalendosi delle nuove opportunità fornite dal programma Copernicus che permettono di catturare la dinamica dei processi d’interesse grazie a una migliore copertura spaziale e risoluzione temporale. Tra gli obiettivi principali: miglioramento delle stime, a livello nazionale, delle emissioni di ammoniaca (il 95% in Italia proviene dall’agricoltura) e di gas serra in agricoltura, necessarie per rispondere alle richieste UE, e valutazione del rischio di fenomeni biologici dannosi mediante uno studio multivariato basato su indicatori chimici, biologici e microbici, agro-climatici.

Servizi, analisi, dati e modelli

L’obiettivo è di mettere a disposizione dei diversi portatori d’interesse i database (suolo, clima, microrganismi) e i modelli (statici e di simulazione) del CREA, utili per la gestione agricola, che generalmente non sono accessibili agli utenti finali. Nel processo verranno rispettati gli standard di metadati e il paradigma di accesso open data e si favorirà l’interoperabilità tra i database CREA e quelli disponibili sul territorio nazionale, promuovendone la standardizzazione e l’omogeneizzazione. L'utilizzo di open data da telerilevamento garantisce continuità temporale e spaziale e l'accessibilità a piattaforme free di cloud-computing consente di lavorare a scala globale.

Piano Triennale di ricerca 2018/2020 - Obiettivi del centro

Piano Triennale di ricerca 2018/2020 - Obiettivi del centro

Laboratorio di analisi del miele e dei prodotti apistici
AnaEE - Analysis and Experimentation on Ecosystems

La storia del centro definitivo AA

AGRICOLTURA E AMBIENTE

La storia del centro

Il Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente nasce formalmente nel giugno 2017, a seguito della riorganizzazione del CREA (già C.R.A), dall'accorpamento dei Centri e Unità di ricerca CREA di Roma, Bari, Firenze e Bologna di seguito specificati.

La sede amministrativa del CREA-AA è a Roma, in via della Navicella, già sede del Centro di ricerca per lo studio delle relazioni tra pianta e suolo (CREA-RPS) e dell’Unità di ricerca per la climatologia e la meteorologia applicate all'agricoltura (CREA-CMA), trasferita dalla sua sede storica di via del Caravita; l’accorpamento ha coinvolto anche il personale di ricerca proveniente dall'ex INEA che opera su tematiche analoghe e coerenti con la mission del Centro.

Per quanto riguarda la sede di Firenze, il Centro di ricerca per l’agrobiologia e la pedologia (CREA-ABP) è stato trasferito dalla sede di Piazza Massimo D’Azeglio alla sede di Cascine del Riccio, integrandosi amministrativamente con il nucleo di zoologia agraria e forestale che afferisce al Centro di Ricerca di Difesa e Certificazione, pur mantenendo l’afferenza scientifica al CREA-AA.

Al medesimo Centro di Ricerca afferiscono l’Unità di ricerca di apicoltura e bachicoltura (CREA-API) e il personale che nel Centro di ricerca per le colture industriali (CREA-CIN) di Bologna si occupa di modellistica.

Il CREA-AA ha anche inglobato l’Unità di ricerca per i sistemi colturali degli ambienti caldo umidi (CREA-SCA), con sede a Bari.

 

 

Fonte: Fondo fotografico della Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura Mipaaf (album 85 stampa 51)