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Il florovivaismo mediterraneo: un sistema interagente per migliorare il posizionamento sui mercati

È online la pubblicazione La floricoltura mediterranea verso il futuro contenente le risultanze emerse dal Progetto Interreg Marittimo “Flore 3.0”,  di cui Regione Liguria è stata Capofila e che ha visto la partecipazione del CREA-Centri di ricerca Orticoltura e Florovivaismo e Politiche e Bioeconomia. Il progetto, triennale, dal titolo “Il florovivaismo mediterraneo: un sistema interagente per migliorare il posizionamento sui mercati” ha sviluppato uno studio sulle diverse problematiche riguardanti la floricoltura di quella che rappresenta l’area più significativa del comparto in Italia e in Francia, ovvero tutta l’area del Ponente Ligure, quella del sud della Francia e la Sardegna, coinvolgendo allo scopo, secondo un approccio interdisciplinare, le diverse Istituzioni tecnico-scientifiche e di supporto al settore operanti nelle aree indicate.

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Il florovivaismo mediterraneo: un sistema interagente per migliorare il posizionamento sui mercati

Il CREA ha focalizzando le principali problematiche commerciali, sia con indagini sui mercati alla produzione, con particolare riferimento alle specie mediterranee, sia con individuazione ed analisi di strategie per migliorare l’approccio al mercato delle aziende produttrici (CREA-Orticoltura e Florovivaismo). La regione Liguria e il Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia si sono poi occupati delle attività di organizzazione, rilievo ed elaborazione dati aziendali al fine di determinare i bilanci aziendali e i conti colturali di specie importanti.

Sebbene la floricoltura del Ponente ligure conservi tutt’ora un’importanza preminente nel panorama nazionale, risulta, però, perdere sempre più quote di mercato rispetto ai suoi maggiori competitors a livello internazionale. Per anni leader soprattutto nelle esportazioni italiane di fiori recisi, e oggi rilevante contributore netto nel saldo import-export delle fronde recise e piante in vaso da esterno, il settore accusa sempre maggiori difficoltà a mantenere il suo posizionamento di mercato. Indicatore di tali difficoltà è la continua e sempre più accentuata diminuzione nel numero delle aziende produttrici che comporta, inevitabilmente, anche una riduzione, sia quantitativa che di gamma, nell’offerta.

Le analisi puntuali e i numerosi dati e grafici presentati confermano l’urgenza di mettere in campo programmi e azioni per garantire la persistenza di quello che è ancora oggi il settore più importante dell’agricoltura ligure, sostenendo la resilienza delle aziende e il loro sviluppo sul piano e produttivo e commerciale.

Per informazioni contattare:  

alberto.sturla@crea.gov.it