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Life ADA – ADaptation in Agriculture. Evento conclusivo del progetto con CREA partner

Il clima cambia, l'agricoltura risponde. Life ADA: reagire ai cambiamenti climatici. Si è svolto a Roma martedì 29 ottobre il convegno conclusivo del progetto - che ha coinvolto, tra i partner, anche il CREA Politiche e Bio-economia.

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Life ADA – ADaptation in Agriculture. Evento conclusivo del progetto con CREA partner

Secondo programma, ad aprire i lavori Carlo Corazza, direttore Ufficio del Parlamento europeo in Italia. Poi, keynote speech: "Strategie per rafforzare la resilienza climatica e amplificare l’assicurazione sostenibile" a cura di Butch Bacani, responsabile del settore assicurazioni dell'UNEP; "Adattamento ai cambiamenti climatici nel settore agricolo in Europa" con Blaz Kurnik, Capo del Gruppo per gli Impatti dei Cambiamenti Climatici e l'Adattamento presso l'Agenzia Europea per l'Ambiente  e “Il settore assicurativo ed il modello ADA (la prevenzione e la gestione dei rischi legati al cambiamento climatico gli strumenti del progetto)” con Matteo Laterza, amministratore delegato UnipolSai Assicurazioni.

A seguire la Tavola Rotonda che ha chiamato a dibattito: Simona Caselli, Presidente dell’Areflh, di Granlatte Soc. Coop. e di CRPA, Cristiano Fini, Presidente CIA – Agricoltori Italiani, Cristian Maretti, Presidente Legacoop Agroalimentare Nord Italia, Giuseppina Felice, Responsabile Settore Competitività delle imprese e Sviluppo dell'innovazione della Regione Emilia-Romagna, Giancarlo Righini, Assessore Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste della Regione Lazio. Le conclusioni, alle 13, con l’onorevole Dario Nardella, Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo.

Il progetto Life ADA ha perseguito solidi obiettivi in termini di reazione ai cambiamenti climatici lungo tre filiere agroalimentari: Lattiero-casearia, Vitivinicola e Ortofrutticola. In particolare, ha mirato a:

  1. trasferire conoscenze sugli scenari climatici unitamente alla gestione dei rischi attuali e futuri. Con le varie iniziative, quali articoli, video, workshop, incontri istituzionali dei partner sono stati raggiunti, sul territorio nazionale e internazionale, circa 600.000 soggetti (tra cui agricoltori, consorzi, cooperative, agronomi, zootecnici, economisti agrari, istituzioni pubbliche, agrometeorologi, etc). Sono 38.000 i soggetti, tra agricoltori, consorzi, cooperative, agronomi, zootecnici, tecnici e studenti, che hanno usufruito del percorso formativo composto da 10 webinar (7 tecnici e 3 di scambi di buone pratiche), video-lezioni peer to peer e podcast della serie AgriFuturo, tutto fruibile sul sito di progetto www.lifeada.eu.

  2. definire una strategia politica coerente a livello regionale per sostenere la pianificazione adattiva degli agricoltori. In questo ambito, ARPAE Emilia-Romagna ha identificato e raccolto in una biblioteca le principali misure. La ricerca svolta dal Centro di ricerca Politiche e Bio-economia - presentata nel volume “I cambiamenti climatici in agricoltura. Una valutazione costi-benefici delle misure di adattamento” - ha poi consentito di mettere insieme e approfondire informazioni riguardanti i costi da sostenere per la loro adozione (raggruppandole in 8 gruppi omogenei per similitudine della pratica di adattamento) e valutare i conseguenti benefici derivanti dalla loro implementazione. Per ogni misura di ciascun gruppo è stata redatta una scheda informativo-analitica sulla base della metodologia sviluppata, con una valutazione qualitativa della convenienza a implementarla, tenendo in considerazione i dati della Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA) italiana;

  3. promuovere un approccio innovativo degli assicuratori per rafforzare la capacità di riduzione del rischio al fine di mantenere l'assicurabilità degli agricoltori a lungo termine, nonostante l'aumento dei rischi catastrofici e sistemici;

  4. costruire uno strumento informatico - web app ADA Tool, utilizzato da circa 1.600 utenti - a supporto delle decisioni, adeguato per la definizione di piani di adattamento efficienti a livello di azienda agricola e di filiera. Collegandosi attraverso il sito istituzionale del Progetto, è possibile geolocalizzare l’azienda agricola o la cooperativa o il consorzio. Il sistema consente di ottenere:

  • analisi del rischio all’interno della regione in cui è ubicata l’azienda: vento, grandine, siccità, gelate, in base alla zona selezionata e alla filiera di appartenenza;
  • analisi delle temperature estreme, massime e minime, e delle precipitazioni cumulate del luogo dove è stata geolocalizzata l’azienda;
  • consultazione delle buone pratiche per la redazione del piano di adattamento;
  • consultazione indice ESCI.

Il loro raggiungimento ha contato anche sull’implementazione di un modello innovativo di partenariato pubblico-privato: UnipolSai in qualità di capofila, CREA Politiche e Bio-economia, Arpae EmiliaRomagna, Cia–Agricoltori Italiani, Festambiente, Legacoop Agroalimentare Nord Italia, Leithà e Regione Emilia-Romagna.

Il progetto (2020-2024), con un budget totale di quasi 2 milioni di euro, co-finanziato dalla UE per circa la metà dell’importo, è stato implementato inizialmente in Emilia-Romagna e successivamente esteso a tutta l’Italia replicandolo prima in Veneto, Toscana e Lazio, e vedendo così un incremento degli agricoltori coinvolti.

Per partecipare è necessario registrarsi QUI.