Gli operai agricoli in Piemonte - Anno 2024 - Politiche e Bioeconomia

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Politiche e Bioeconomia

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Il Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia sviluppa analisi conoscitive e interpretative delle dinamiche economiche e sociali relative al settore agroalimentare, forestale e della pesca. Le analisi sull’andamento del sistema agroalimentare, gli approfondimenti di taglio settoriale e le analisi del funzionamento delle filiere costituiscono la principale attività istituzionale. Consulta la brochure istituzionale del Centro. 

È organo di collegamento tra l’Italia e l’UE per la Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA), che costituisce una raccolta di informazioni socioeconomiche originali e dettagliate, relative a un campione di aziende, classificate sulla base di una tipologia comune. Nata per esigenze conoscitive sul funzionamento economico delle imprese agricole, nel tempo, la RICA è divenuta un supporto indispensabile per la definizione e la gestione delle politiche agricole.

È soggetto attuatore del Programma Rete Rurale Nazionale (RRN) che accompagna l’attuazione della politica europea di sviluppo rurale attraverso azioni di sistema volte a migliorare la capacity building delle amministrazioni coinvolte, attività di animazione e informazione finalizzate alla partecipazione consapevole dei portatori di interesse sui temi della PAC, strumenti di comunicazione rivolti alla società civile e percorsi di networking per il confronto tra attori rilevanti a livello territoriale e settoriale.

Il Centro partecipa al Piano Operativo Agricoltura (POA) con attività di supporto tecnico-scientifico per la programmazione degli investimenti irrigui, il recepimento della normativa comunitaria in materia e l’integrazione sinergica con le politiche ambientali, politiche nazionali e regionali.

Il Centro di ricerca fornisce supporto tecnico e scientifico alle istituzioni pubbliche e private ed è impegnato in diversi filoni tematici di studio, che si articolano in numerosi progetti di ricerca, molti dei quali condotti tramite collaborazioni con altri soggetti istituzionali, università, istituti di ricerca nazionali ed internazionali, ed anche con soggetti privati.

Nello svolgimento delle sue attività il Centro si avvale del Comitato Scientifico. Per maggiori informazioni clicca qui.

Il Centro inoltre, è sede dell’Ufficio di Statistica dell’Ente (CREA-UdS).

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null Gli operai agricoli in Piemonte - Anno 2024

Gli operai agricoli in Piemonte - Anno 2024

È online "Gli operai agricoli in Piemonte - Anno 2024", a cura di Domenico Casella del CREA Politiche e Bioeconomia.

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Gli operai agricoli in Piemonte - Anno 2024

Il volume, analizzando ed elaborando i dati dell’INPS 2024 relativi agli operai agricoli attivi a Tempo Determinato (OTD) e indeterminato (OTI), delinea l'evoluzione del fenomeno, che tiene conto del numero di persone coinvolte, delle giornate di lavoro effettuate, della presenza femminile e della distribuzione a livello zonale.

Entrando nel dettaglio, nel 2024 gli operai agricoli impiegati in Piemonte hanno raggiunto quota 44.053, con un incremento di 1.500 unità rispetto al 2023 che ha interessato sia gli OTD sia gli OTI. Di questi, 24.708 sono lavoratori stranieri, pari al 56,1% del totale e in aumento di 2,1 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Tra gli stranieri, 4.355 sono cittadini comunitari, pari al 17,6% del totale e in diminuzione di 2,4 punti percentuali rispetto al 2023.

Anche il numero complessivo delle giornate lavorative è cresciuto, passando a 5.104.520 giornate, con un incremento di 220.302 unità rispetto all'anno precedente. Le giornate svolte da lavoratori stranieri sono state 2.758.960 - pari al 54% del totale e in aumento di 1,5 punti percentuali - di cui 530.069 riferibili a lavoratori comunitari, corrispondenti al 19,2% delle giornate effettuate dagli operai agricoli stranieri.

Diversa la dinamica per l'occupazione femminile. Nel 2024 le operaie agricole in Piemonte sono state 10.938, pari al 24,8% del totale degli occupati agricoli, con una lieve flessione di 88 unità rispetto al 2023. Le lavoratrici straniere sono 5.115, pari al 46,8% delle operaie agricole, mentre quelle comunitarie sono 1.488, corrispondenti al 29,1% delle straniere.

In controtendenza rispetto alla lieve diminuzione del numero di occupate, le giornate lavorative svolte dalle operaie agricole sono aumentate, raggiungendo quota 1.107.277, pari al 21,7% del totale regionale, con un incremento di 24.626 giornate rispetto al 2023. Di queste, 526.599 sono state effettuate da lavoratrici straniere, che rappresentano il 47,6% del totale, mentre 151.502 fanno riferimento alla componente comunitaria, pari al 28,8% delle giornate lavorative realizzate dalle operaie agricole straniere.

 

Lo studio, realizzato dall’Ufficio di Statistica del CREA nell’ambito del Programma Statistico Nazionale, secondo quanto stabilito nel Piano Triennale della Ricerca (PTR), si inserisce nel filone informativo iniziato dal Centro Politiche e Bioeconomia, con la realizzazione di documenti a carattere sia nazionale che regionale.

Nella pagina dedicata alla Collana "Gli operai agricoli secondo i dati INPS" possibile consultare i volumi nazionali e regionali relativi al 2024, 2023, 2022, 2021, 2020 e 2019.

Per informazioni contattare:  

domenico.casella@crea.gov.it

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L’innovazione a scuola, strumenti utili per una formazione sostenibile

Il CREA attivo per sinergia scuola ricerca impresa in agricoltura

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ERN 2026, Notte europea dei Ricercatori: dal CREA la scienza alla portata di tutti

Nella Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori di Bari “La notte che illumina la conoscenza”, la ricerca CREA si è svelata alla città. 


Mostre e laboratori, attività interattive, esperimenti scientifici, talk e spazi informativi, organizzati e proposti dai centri CREA Viticoltura ed Enologia e Politiche e Bioeconomia, hanno avvicinato grandi e piccoli al mondo della ricerca.

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Titolo Eventi

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07

ott 2026

ore 09:00

I sistemi agro-zoo-forestali per promuovere la salute del pollo e del suino

location_on Azienda agricola “AL Confin”| Camisano Vicentino (VI)

dal 07

ott 2026

ore 10:00

fino al 09 ott 2026

La Cultura Attiva

location_on La Fortezza di Sorano (GR)

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Piano triennale della ricerca 2026-28

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Piano triennale della ricerca 2026-28

Il Piano triennale di attività del CREA contiene la visione strategica decennale e la pianificazione operativa sia dell’Ente in generale sia dei singoli Centri di Ricerca in particolare e viene aggiornato annualmente. 

E’ elaborato dal Consiglio Scientifico, adottato dal Consiglio di Amministrazione ed approvato dal Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

Scopri il Piano Triennale del CREA

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Stiamo lavorando con

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La storia del centro definitivo PB

POLITICHE E BIOECONOMIA

La storia del centro

Il CREA-Centro di ricerche Politiche e Bio-economia nasce dall’ingresso dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) nel nuovo Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. L’INEA è stato fondato da Arrigo Serpieri nel 1928 con il Regio Decreto n. 1418 del 10 maggio 1928., con l’obiettivo di svolgere indagini e studi di economia agraria e forestale, seguendo le trasformazioni del nascente sistema agroindustriale italiano.
La testimonianza della poliedricità dell’Istituto è fornita, negli anni trenta in poi, da una serie di grandi inchieste, i primi passi delle scienze sociali applicate nel nostro Paese nel dopoguerra, il momento della riforma agraria e, negli anni sessanta, dalla partecipazione attiva alla costituzione degli strumenti conoscitivi della Politica Agricola Comunitaria (PAC).

L’Istituto, articolato territorialmente in sedi presenti in tutte le regioni italiane, ha concorso in modo determinante alla formazione di una cultura della contabilità agraria nel nostro Paese, in quanto liaison tra lo Stato Italiano e la Commissione Europea nella creazione e nella gestione della Rete d’Informazione Agricola Contabile Agricola (RICA).
Negli anni settanta ha risentito della crisi dell’intero settore agricolo, ma tra la fine degli anni ottanta e l’inizio del decennio successivo ha vissuto una rinnovata centralità per la capacità di interpretare lo spirito della nuova PAC ed assimilare, nella ricerca economico-agraria, i grandi temi dell’ambiente, della sostenibilità, delle risorse naturali e dello sviluppo locale, recepite poi nel nuovo statuto del 2005 e nei regolamenti seguiti.

L’Istituto, in questa fase, ha acquisito una sempre maggiore visibilità presso le istituzioni comunitarie, nazionali e regionali, grazie all'intensa attività di supporto alle decisioni politiche e di analisi dei contesti economico-sociali dello sviluppo del settore primario e del sistema agroalimentare. Con il suo ricco bagaglio culturale e professionale, l’INEA entra, a partire dal 2015, nella grande famiglia CREA, che oggi è il più grande ente di ricerca per l’agricoltura in Italia ed uno dei maggiori in Europa.