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Genomica e Bioinformatica

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Il Centro studia il genoma delle piante coltivate e la sua l’interazione con l’ambiente al fine di comprendere i meccanismi molecolari che determinano lo sviluppo e la performance quantitativa e qualitativa delle piante e, conseguentemente, dei prodotti di origine vegetale. Le ricerche sono volte a comprendere come piccole variazioni nella sequenza del DNA e/o delle proteine causino modifiche importanti nelle caratteristiche delle piante coltivate e sono finalizzate ad applicare tali conoscenze al miglioramento genetico, alla sostenibilità delle colture, alla tracciabilità dei processi produttivi ed alla sicurezza alimentare.

Il Centro opera convinto che l’Italia abbia la necessità di riappropriarsi delle conoscenze genetiche e genomiche delle specie agricole alla base del made in Italy agro-alimentare, secondo una strategia che fa del know-how genomico un asset strategico dell’agricoltura nazionale.

Applicazioni nidificate

Titolo Notizie

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Oltre il genoma: quali opportunità per la filiera del frumento duro?

Il 01 luglio a partire dalle ore 14.00 alle ore 17.00 si svolgerà presso il Cnr, Aula Marconi Piazzale A. Moro, 7 Roma, l'incontro dedicato all'illustrazione delle conseguenze del sequenziamento del genoma del frumento duro sulla filiera e sulla pasta

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Oltre il genoma: quali opportunità per la filiera del frumento duro? Dall’innovazione all’applicazione: stakeholders e ricerca a confronto

Dopo il sequenziamento del genoma del grano duro, pubblicato ad aprile scorso su Nature Genetics, grazie ad un consorzio internazionale (60 autori di 7 Paesi) coordinato dal CREA, cui hanno partecipato anche CNR ed Università di Bologna, come tradurre l’innovazione in una applicazione concreta, a vantaggio della filiera? Proprio per illustrare le ricadute pratiche di queste nuove conoscenze e per favorire il dialogo tra ricerca e stakeholders, CNR, CREA e Università di Bologna hanno organizzato l’evento “Oltre il genoma: quali opportunità per la filiera del frumento duro?”, svoltosi oggi a Roma al CNR.

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Il CREA su RaiNews24

Luigi Cattivelli, Direttore di Genomica e Bioinformatica, intervistato da RaiNews24, spiega i meccanismi per selezionare varietà adatte ai futuri cambiamenti climatici

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Titolo Eventi

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28

giu 2019

Visita operatori agricoli, tecnici e studenti a prova pomodoro da industria

location_on Montanaso Lombardo (LO)

18

giu 2019

ore 08:30

Il CREA protagonista alla conferenza internazionale ARIMNet2

location_on INRA, 2 Place Pierre Viala, 34060 Montpellier

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Direttore del Centro

Luigi Cattivelli

Direttore

ORCID: 0000-0002-6067-4600
phone
+39 0523 983758
luigi.cattivelli
https://www.researchgate.net/profile/Luigi_Cattivelli

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Piano Triennale della Ricerca 2018-2020

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Piano Triennale della Ricerca 2018-2020

Il Piano triennale di attività del CREA contiene la visione strategica decennale e la pianificazione operativa sia dell’Ente in generale sia dei singoli Centri di Ricerca in particolare e viene aggiornato annualmente.

E’ elaborato dal Consiglio Scientifico, adottato dal Consiglio di Amministrazione ed approvato dal Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo.

Scopri il Piano Triennale del CREA

SCOPRI IL PIANO TRIENNALE PER QUESTO CENTRO  arrow_right_alt

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La storia del centro definitivo GB

GENOMICA E BIOINFORMATICA

La storia del centro

Il Centro nasce dall'unione di tre strutture, ciascuna con una lunga tradizione di ricerca genetica e genomica. La sede di Fiorenzuola d’Arda è istituita il 19 settembre 1942 dall'allora Istituto Nazionale di Genetica per la Cerealicoltura come Stazione Fitotecnica Piacentina. Inizialmente era localizzata a Gariga di Podenzano, solo nel 1958 venne trasferita a Fiorenzuola d'Arda.

Nel 1968 diventa parte dell’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura ed inizia il lavoro di miglioramento genetico dell’orzo. Nel 1990 viene inaugurata l’attuale sede con i moderni laboratori per la genetica molecolare e l’attività di ricerca si espande ad altre specie ed altre tematiche, principalmente molecolari. Nei decenni successivi la sede si arricchisce di nuovo personale, di strumentazione genomica avanzata e di nuove competenze sino a partecipare alle iniziative internazionali per il sequenziamento del genoma dei frumenti e a sviluppare la tecnologia del genome editing.

 

La sede di Montanaso Lombardo è istituita con Regio Decreto il 18 maggio 1922 come parte della Stazione Sperimentale di Orti-frutticoltura, nel 1962 la sede è ampliata con l’acquisizione del podere Sant’Alberto Magno e la costruzione dell’attuale edificio e serre, nel 1967 diventa parte dell’Istituto Sperimentale per l’Orticoltura. La sede si è sempre occupata di miglioramento genetico delle specie ortive, colture in vitro, marcatori molecolari e dell’introgressione di caratteri da specie selvatiche. Sono state selezionate numerose varietà ampiamente coltivate in Italia e all’estero.

La sede di Roma nasce come laboratorio dell'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione e dalla fine degli anni ’80 si occupa dei meccanismi che controllano la regolazione dei geni nelle piante. Nel 2012 entra a far parte del CREA e nel 2017 viene inclusa nel Centro di ricerca Genomica e Bioinformatica. Cura lo studio di fattori di trascrizione implicati nello sviluppo delle piante e nella risposta a stress e l’ingegneria metabolica finalizzata all'arricchimento di molecole bioattive.