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Zootecnia e Acquacoltura

Briciole di pane

Attività di ricerca

Attività di ricerca

Le attività proposte rispondono ad alcune esigenze istituzionali finalizzate al miglioramento della qualità e dell’individuazione dell’origine dei prodotti. Inoltre, le ricerche sugli aspetti sanitari sono anche utilizzabili dagli Assessorati alla Sanità e dal sistema veterinario.
In via prioritaria, le attività proposte rispondono ai fabbisogni delle imprese della filiera zootecnica (imprese agro-zootecniche, imprese mangimistiche, imprese della trasformazione) e del sistema dei servizi (associazioni allevatori, centri di assistenza tecnica, imprese di fornitura di mezzi tecnici).

Acquacultura

Sede di Monterotondo - La sede si occupa di studiare diversi aspetti del settore dell’acquacultura quali: nuovi sistemi produttivi di allevamento di pesci, molluschi e crostacei; l’identificazione e l’uso di nuove fonti proteiche per i mangimi; il miglioramento genetico e la qualità finale dei prodotti compreso il loro impatto ambientale, al fine di migliorare la sostenibilità dell’acquacoltura italiana.

Alimentazione e sostenibilità

Sede di Monterotondo - Per la sostenibilità delle produzioni zootecniche rivestono grande interesse le logiche di economia circolare e la produzione di alimenti caratterizzati da una bassa impronta di carbonio. Le ricerche attuali riguardano lo studio di alimenti zootecnici innovativi e alternativi che riducano la competizione uomo/animale per le risorse, la valorizzazione dei sottoprodotti, la misurazione individuale su larga scala delle emissioni di metano degli animali in produzione, le strategie per la riduzione della metanogenesi e delle fermentazioni enteriche, il risparmio idrico e la riduzione degli input esterni per la produzione di foraggi e concentrati. Nell’ambito della Zootecnia sostenibile il Centro si è lungamente occupato di sistemi di allevamento dei bovini al pascolo.

Allevamento Statale del Cavallo Lipizzano (ASCAL)

Sede di Monterotondo - Dal 15 febbraio 1955 il Centro gestisce l’allevamento di conservazione della razza equina Lipizzana, nucleo derivante da riproduttori delle linee “classiche” tenute nell’allevamento imperiale asburgico di Lipizza prima del 1915 e originate da riproduttori nati tra il 1738 ed il 1900. Oltre a garantire la conservazione della biodiversità, l’allevamento offre un importante campo di indagine per studi di genetica di popolazione e di genomica, in particolare sul DNA mitocondriale. I cavalli dell’ASCAL vengono anche addestrati a sella e al tiro leggero.

Avicoltura e cunicoltura biologica

Sede di Monterotondo - Le attività di ricerca per l’avicoltura biologica riguardano in gran parte la sperimentazione di materie prime proteiche innovative e fonti alternative di vitamine da utilizzare nei mangimi nonché l’individuazione di linee di linee genetiche adatte al sistema biologico, attraverso indici di adattabilità. E’ in corso di allestimento un pollaio sperimentale che si avvale di tecniche digitali e remote control. Vi verranno condotte sperimentazioni di management orientato ad evitare lo stress, il “feather pecking” e a prevenire le malattie del pollame. In materia di allevamento del coniglio biologico si sta mettendo a punto una tecnica di allevamento che aiuti a superare le criticità legate alle patologie ricorrenti in questo allevamento.

Biologia Cellulare e Citofluorimetria

Sede di Monterotondo - L’attività di ricerca svolta dal gruppo di Biologia Cellulare e citofluorimetria ha come obiettivo quello di individuare e studiare su sangue e su latte di bovini e bufali dei nuovi marcatori immunologici (marcatori cellulari o solubili) indicatori di benessere e salute dell’animale con un approccio “animal-based”, che mira a determinare lo stato effettivo del benessere dell’animale, comprendendo sia gli effetti dell’ambiente che la sua capacità a reagire a stressori di tipo infettivo e non infettivo. La piattaforma citofluorimetrica consente la valutazione delle caratteristiche immunofenotipiche e funzionali dei leucociti da sangue periferico e la valutazione dello stato di salute della ghiandola mammaria. La citofluorimetria applicata al latte si sta rivelando un approccio particolarmente utile perché consente la caratterizzazione delle cellule somatiche del latte (DCC) e la valutazione di nuovi markers di infiammazione.

Fitoestratti ed antimicrobicoresistenza

Sede di Monterotondo - L’attività di ricerca riguarda la selezione, caratterizzazione, valutazione e validazione di estratti da piante e/o sottoprodotti agro-industriali come alimenti, additivi per mangimi ed antimicrobici per la produzione animale, inclusi estratti attivi nei confronti di vettori di malattie di interesse animale e umano, e anche come preservanti per alimenti zootecnici e destinati al consumo umano.

Genetica, genomica, trascrittomica

Sede di Monterotondo - Il gruppo di genetica si occupa di genetica quantitativa e molecolare, genomica, trascrittomica e bioinformatica, in ricerche applicative su varie specie di interesse zootecnico. Le attività di ricerca sono indirizzate al miglioramento di caratteri funzionali e riproduttivi quali ad esempio, longevità, resistenza alle malattie, e fertilità; all’aumento di componenti nutraceutici nel latte e carne per proporre un prodotto in linea con le richieste del consumatore; allo sviluppo di allevamenti sostenibili mediante aumento del tasso di gemellarità nei bovini da carne ed incrocio nei bovini da latte. Le attività riguardano le specie bovina, caprina, ovina, suina, avicola, bufalina. Il gruppo di genetica si occupa da anni anche dello studio, mantenimento e valorizzazione della biodiversità animale. Attualmente si stanno sviluppando competenze nella metagenomica applicata allo studio di comunità microbiche dell’ambiente ruminale animale.

Microbiologia anaerobia

Sede di Monterotondo - Il laboratorio di microbiologia anaerobia si occupa di ecologia microbica ed in particolare dello studio dell’ecosistema ruminale nelle specie bovina e bufalina, avvalendosi sia di tecniche classiche che molecolari (anche avanzate) quali la metagenomica. Le attività di ricerca riguardano sia l’alimentazione, al fine di migliorare le produzioni zootecniche aumentando al contempo la sostenibilità ambientale (riduzione delle emissioni di nitrati e di gas serra) che lo studio dei consorzi microbici coinvolti nella produzione di biogas (idrogeno e metano) da scarti agro-zootecnici.

Qualità degli alimenti (latte e carne)

Sede di Monterotondo - L’attività di ricerca sulla filiera lattiero-casearia è incentrata sullo studio degli effetti dei trattamenti praticati prima e durante la trasformazione del latte sulle caratteristiche chimiche e funzionali dei formaggi prodotti. Conoscere il “sistema latte” sia attraverso gli effetti sui componenti maggiori che tramite il ruolo dei componenti minori è la base per evidenziare e migliorare alcune proprietà del latte e dei suoi derivati. E’ anche oggetto di studio la tracciabilità della materia prima utilizzata nella produzione dei formaggi, in particolare della mozzarella di bufala. Le attività di ricerca sulla filiera carne riguardano il miglioramento e la valorizzazione della qualità organolettica e nutrizionale della carne e dei prodotti/trasformati a base di carne attraverso lo studio di tecnologie di allevamento e diete “innovative” per gli animali nel rispetto sia del benessere animale che dell’ambientale; processi post macellazione e trasformazione come per esempio il miglioramento delle tecnologie di intenerimento; nuovi sistemi di packaging attivo e intelligente; ed indici predittivi di qualità e tracciabilità.

Chimica del latte e dei prodotti lattiero caseari

Sede di Lodi - Sviluppo di metodi chimico-fisici per la definizione di parametri atti a caratterizzare e descrivere i prodotti lattiero caseari; valutazione della shelf-life nei prodotti lattieri mediante indicatori chimici e fisici; studio dei biochimismi della maturazione dei formaggi; valutazione di modificazioni indotte dai trattamenti termici; studio di costituenti biofunzionali, di particolare significato nutrizionale, nel latte e nei derivati; sviluppo di metodi analitici per la caratterizzazione di componenti del latte e dei derivati per la rilevazione di frodi, la verifica dell’autenticità e la individuazione delle materie prime; applicazione di tecniche ottiche: spettroscopia, diffrazione laser, analisi dell’immagine; valutazione della precisione e accuratezza nello sviluppo di metodi ufficiali di analisi.

Colture foraggere e piante di interesse agronomico

Sede di Lodi - Il centro studia il miglioramento genetico di colture foraggere e colture proteiche da granella e i sistemi agro-zootecnici in un’ottica di incremento quanti-quantitativo delle produzioni, più efficiente uso delle risorse e adattamento al cambiamento climatico. Colture in vitro, selezione in vitro per tolleranza a stress abiotici, studio della biosintesi di metaboliti secondari di interesse industriale e miglioramento della qualità nutrizionale in specie foraggere mediante approcci genomici innovativi. Valutazione di parametri nutrizionali in specie vegetali destinate all’alimentazione animale.

Microbiologia degli alimenti e tecnologia casearia

Sede di Lodi - Analisi microbiologica di alimenti. Ecologia microbica di prodotti e processi. Isolamento, identificazione e caratterizzazione di batteri e batteriofagi. Sviluppo di colture starter per prodotti lattiero-caseari e alimenti funzionali. Trasformazione di latte aziendale per la realizzazione di formaggi tradizionali e industriali. Sviluppo di nuovi prodotti (colture, coagulanti) e processi mediante mini-lavorazioni su scala di laboratorio e validazione su scala pilota (caseificio sperimentale).

Sostenibilità delle produzioni animali e produzione latte biologico

Sede di Lodi - Viene studiata la sostenibilità ambientale dei diversi sistemi di produzione animale, con approccio Life Cycle Assessment riguardante diversi aspetti, quali cambiamenti climatici, eutrofizzazione, acidificazione, consumo di risorse non rinnovabili e risorse idriche. Vengono studiate le strategie per lo sviluppo sostenibile ed economico della produzione di latte secondo il metodo biologico.

Zootecnia sperimentale e di precisione

Sede di Lodi - Il gruppo di ricerca si occupa della introduzione in allevamento delle tecniche di zootecnia di precisione. Particolare attenzione è dedicata alla valorizzazione di questo approccio ai fini del rispetto del benessere animale, della qualità delle produzioni e della sostenibilità ambientale e economica dell’attività zootecnica. Il Gruppo di ricerca opera sia in progetti di ricerca e sperimentazione, sia in progetti di dimostrazione e informazione rivolti agli allevatori, con particolare attenzione alla razionalizzazione delle scelte delle fonti dati e alla loro integrazione attraverso implementazione di database relazionali.

Sistemi di allevamento e qualità delle produzioni negli ovi-caprini

Sede di Bella - Le attività di ricerca riguardano in particolare il ruolo dei sistemi estensivi e dell’alimentazione sulla qualità aromatica, nutrizionale e salutistica dei prodotti. Il centro si occupa, inoltre, di innovazioni di processo e di prodotto per lo sviluppo della filiera lattiero-casearia e di leguminose foraggere e proteiche per l’alimentazione animale. La sede svolge anche attività di conservazione della biodiversità zootecnica: a Bella vengono mantenuti nuclei delle principali razze ovine (Gentile di Puglia, Altamurana, Leccese, Merinizzata) e caprine (Maltese, Derivata di Siria, Girgentana, Garganica e Ionica) autoctone del Mezzogiorno d’Italia.

Sistemi di allevamento nei suini e valorizzazione degli effluenti zootecnici

Sede di Modena - L’attività di ricerca della sede di Modena riguarda l’alimentazione del suino e la valorizzazione degli effluenti zootecnici, con particolare riferimento a: individuazione di diete idonee a ridurre l’impatto ambientale e migliorare la salute e il benessere del suino, durante tutte le fasi di crescita; allevamento del suino al pascolo e con metodo biologico; riduzione dell’uso di antibiotici nelle fasi critiche dell’allevamento del giovane suino; valorizzazione degli effluenti zootecnici per usi agricoli e non agricoli: biologia del biogas, idrogeno e metano da effluenti, sottoprodotti e scarti; inoculi per digestori anaerobici.

Piano Triennale di ricerca 2018/2020 - Obiettivi del centro

Piano Triennale di ricerca 2018/2020 - Obiettivi del centro

Laboratorio di analisi degli alimenti per animali (sede di Monterotondo)
Laboratorio di Biologia Cellulare e Citofluorimetria (sede di Monterotondo)
Laboratorio di Chimica Clinica Veterinaria (sede di Monterotondo)
Laboratorio di Chimica e Microbiologia Anaerobia (sede di Monterotondo)
Laboratorio di Genetica, Trascrittomica, Proteomica (sede di Monterotondo)
Laboratorio di Biochimica e Microbiologia Aerobia (sede di Monterotondo)
Laboratorio Qualità dei prodotti di origine animale (sede di Monterotondo)
Laboratorio Chimico Fisico (sede di Bella)
Laboratorio di Analisi Alimenti e Mangimi (sede di Modena)
Laboratorio di Biologia del Biogas (sede di Modena)
Laboratorio Tecnico Sementi (sede di Lodi)
Laboratorio di Biologia Generale e Molecolare (sede di Lodi)
Laboratorio di Colture in vitro e Biotecnologie Vegetali (sede di Lodi)
Laboratorio di Biochimica, Bromatologia e Spettrometria NIR (sede di Lodi)
Laboratorio di Chimica e Chimico Fisica del latte e dei derivati (sede di Lodi)
Laboratorio di Tecniche Strumentali e NIR (sede di Lodi)
Laboratorio di Microbiologia con Patogeni e Biologia Molecolare (sede di Lodi)
Laboratorio di Tecnologia Lattiero Casearia (sede di Lodi)
Laboratorio di Chimica Biologica e Clinica Animale (sede di Lodi)
Prototipo di Digestore Anaerobico bi-fase e bi-stadio per la produzione di idrogeno e metano (sede di Monterotondo)
Caseificio sperimentale (sede di Bella)
Centro di formazione “Collegamento Ricerca-Divulgazione” (sede di Bella)
Porcilaie sperimentali (sede di Modena)
Mangimificio (sede di Modena)
Caseificio sperimentale (sede di Lodi)
Piattaforme di fenotipizzazione vegetale (sede di Lodi)
Serre (sede di Lodi)

Storia del centro ZA definitivo

ZOOTECNIA E ACQUACOLTURA

La storia del centro

 

La sede di Bella del CREA nasceva nel 1911 come Regio Istituto Zootecnico, per espressa volontà del lucano Francesco Saverio Nitti, Ministro dell’Agricoltura. Si deve ad Alberto Romolotti, primo direttore del Regio Istituto Zootecnico per la Lucania, la trasformazione di un podere quasi abbandonato in un centro per l’attività dimostrativa e di trasferimento di tecnologie e mezzi tecnici. Nel 1967 l’Istituto Zootecnico per la Lucania entra a far parte dell’Istituto Sperimentale per la Zootecnia di Roma. Nel 2014 la sede entra a far parte del CREA e confluisce nel Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura (CREA-ZA).

L’esistenza dell’azienda di “Tor mancina” è ben documentata fin dall’anno 1600, ed è stata proprietà delle più importanti famiglie nobiliari romane (Barberini, Grillo e Boncompagni) fino al 1922, quando la tenuta fu venduta da S.E. Don Francesco Antonio Boncompagni Ludovisi principe di Piombino e deputato al parlamento italiano all’Istituto Lattifero Agrario e Zootecnico.
L’anno successivo quest’ultimo prese il nome di Istituto Sperimentale Zootecnico di Roma, diventato nel 1967 Istituto Sperimentale per la Zootecnia e nel 2014 sede di Monterotondo del Centro di Ricerca Zootecnia e Acquacoltura del CREA.

 


L’Istituto sperimentale di Zootecnia di Modena venne istituito nel 1925 col compito di allevare, a scopo di ricerca e selezione, le razze animali locali, nazionali ed estere e di promuovere la zootecnia modenese e regionale. Nel 1967 confluì nell’Istituto sperimentale per la zootecnia, con sede a Roma. Dal 2006 è divenuto Unità di ricerca per la Suinicoltura del CREA. Fino agli anni ’80 le ricerche hanno riguardato razze bovine da latte e da carne, suine, avicole, nonché la produzione del Parmigiano Reggiano. L’attività di ricerca attuale è incentrata sui rapporti fra alimentazione e qualità delle carni suine in funzione dei prodotti DOP, sulla riduzione dell’impatto ambientale dell’allevamento, sull’utilizzazione a fini agricoli ed energetici dei reflui zootecnici e sull’allevamento del suino con metodo biologico. 

La sede di Lodi del Centro di ricerca Zootecnia ed Acquacoltura (CREA-ZA) deriva essenzialmente dall’ex Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e Lattiero-casearie di Lodi (CRA-FLC). Le diverse strutture si sono aggregate in un unico organismo che racchiude le competenze scientifiche e tecniche nel settore caseario. Nel 1923 l'Istituto Sperimentale per la Zootecnia dei bovini da latte acquistò un’azienda agraria per condurre ricerche nella filiera casearia. Nel 2017 il CREA-FLC è diventata la sede di Lodi del CREA-ZA, sede finalizzata allo studio e valorizzazione della filiera bovina lattiero casearia.