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Briciole di pane

Attività di ricerca

Attività di ricerca

Le attività di ricerca del Centro sono orientate a:

  • cogliere le opportunità derivanti dalle scienze emergenti (genomica, biotecnologie, sistemi di osservazione della terra dallo spazio) e la mole di informazioni disponibili da tali scienze (Big data) per favorire l’implementazione e l’integrazione delle innovazioni derivanti dalle tecnologie di informazione e comunicazione (Information and Communication Technologies - ICT) nel settore forestale, nell'ambito della cosiddetta Precision forestry;
  • favorire il trasferimento dell’innovazione e il coinvolgimento degli stakeholders per l’aumento della competitività dei vari settori produttivi della filiera foresta-legno.

Queste esigenze sono incluse nel piano triennale del Centro tramite la definizione di obiettivi specifici (v., a es., obiettivo n. 1), la valorizzazione di una ampia e qualificata attività di “Terza missione” (principalmente ma non esclusivamente nell'ambito della Rete Rurale Nazionale e dell’Inventario Forestale Nazionale) e il potenziamento delle capacità di ricerca e innovazione mediante la proposta di acquisizione di nuovo personale e nuova strumentazione.

Miglioramento genetico forestale e biodiversità

Le risorse genetiche vegetali di specie di interesse forestale, medicinale, aromatico e alimentare sono esposte agli effetti dei cambiamenti ambientali. In questa ottica è necessario monitorare a lungo termine le strutture genetiche di popolazioni forestali, soprattutto quelle di margine o a rischio. Sostenere e migliorare la produzione legnosa è un tema di grande attualità della ricerca forestale, con particolare riferimento agli approcci innovativi in genetica vegetale. Altrettanto importante è il supporto scientifico al rilancio della vivaistica forestale in Italia, di nuovo al centro dell’attenzione per l’adattamento al cambiamento climatico delle specie arboree forestali e per il recupero del patrimonio boschivo dopo gli eventi catastrofici, tra cui gli incendi boschivi e gli uragani, soprattutto negli ultimi anni.

Monitoraggio degli ecosistemi forestali

Una moderna gestione forestale sostenibile non può prescindere da una solida base di evidenze scientifiche, garantita anche da un monitoraggio intensivo e continuativo dell’estensione, struttura, funzionamento degli ecosistemi forestali e delle utilità ecosistemiche fornite, a varie scale spaziali e temporali. Serie storiche affidabili e dettagliate di dati bioecologici, dendroauxometrici e sullo stato di salute delle foreste permettono di orientare correttamente le scelte gestionali e aumentano l’efficienza delle strategie forestali nazionali anche ai fini dell’adattamento delle risorse forestali e del verde urbano ai cambiamenti climatici e alla mitigazione degli effetti dell’inquinamento.

Gestione forestale sostenibile

Eventi meteorologici estremi, eventi di disturbo di natura abiotica e biotica sempre più frequenti e intensi richiedono una quantificazione puntuale della risposta delle formazioni forestali ai disturbi esogeni, anche al fine di sviluppare idonee strategie di ripristino delle superfici forestali danneggiate. In questa ottica è importante poter pianificare una gestione di medio-lungo termine che tenga conto dei possibili scenari futuri, creando condizioni sia per l’adattamento delle specie forestali che per la mitigazione dei cambiamenti attesi, e valorizzi i servizi ecosistemici delle foreste a scala territoriale.

Arboricoltura da legno

L’impatto dei cambiamenti ambientali minaccia, nel medio termine, gli ecosistemi agro-forestali e limita l’efficienza del sistema produttivo nazionale. Gli obiettivi della ricerca riguardano lo sviluppo di sistemi agro-forestali sostenibili per l'ambiente, economia e società; lo studio della resilienza di impianti di arboricoltura da legno e per fini energetici ai cambiamenti ambientali, incluse nuove fitopatologie; lo sviluppo di biotecnologie innovative per il miglioramento genetico di specie per la produzione legnosa.

Pioppicoltura

Gli studi sono rivolti all’ottenimento di nuovi cloni di pioppo caratterizzati da rapido accrescimento, resistenza alle avversità e capacità di produrre legno di buona qualità, adattandosi ai vari ambienti edafici. Si indagano tecniche di coltivazione intensiva, in piantagione tradizionale o da biomassa, e modelli selvicolturali estensivi o semiestensivi che rispondano meglio alle esigenze dettate da un'arboricoltura ecologicamente sostenibile, così come vengono studiate le tipologie colturali più idonee per programmi di recupero di aree degradate e di rinaturalizzazione di ambienti fluviali.

Precision forestry

L’ottimizzazione della filiera foresta-legno (produrre di più con meno input) è favorita dall’implementazione e dall’integrazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, quali elementi di innovazione funzionali a: (i) effettuare analisi complesse di dati forestali, ambientali e territoriali; (ii) supportare le decisioni pianificatorie e progettuali delle operazioni forestali ; (iii) favorire l’automazione delle utilizzazioni forestali; (iv) favorire l’integrazione operativa tra tecnici, operatori del settore, policy makers, comunità locali e più in generale, utilizzatori finali; (vi) potenziare e favorire la filiera corta e la competitività delle aziende agro-forestali italiane per produzioni di pregio, anche attraverso una completa tracciabilità, dal bosco all'utente finale.

Piano Triennale di Attività 2018/2020 - Obiettivi del Centro

Piano Triennale di Attività 2018/2020 - Obiettivi del Centro

Risorse genetiche forestali - Arezzo
Geomatica forestale - Arezzo
Dendroecologia - Arezzo
Selvicoltura e ecologia forestale - Arezzo
Pianificazione forestale - Trento
Piante officinali - Trento
Biometria forestale e dendrocronologia - Trento
Inventari forestali - Trento
Ecologia del paesaggio e dei sistemi forestali - Casale Monferrato
Economia forestale - Casale Monferrato
Difesa dalle avversità delle piantagioni da legno - Casale Monferrato
Colture in vitro e biotecnologie per le piantagioni da legno - Casale Monferrato
Qualità e tecnologia del legno - Casale Monferrato
Arboricoltura da legno e biomassa - Casale Monferrato
Biometeorologia - Roma
Gestione faunistica e biodiversità forestale - Rende
Aree permanenti di ricerca e sperimentazione
Rete italiana monitoraggio delle condizioni dei boschi
Rete di stazioni meteorologiche ed eco-fisiologiche
Parcelle sperimentali di conifere e latifoglie mediterranee
Sito permanente presso la Tenuta Presidenziale di Castelporziano
Parcelle sperimentali ex ISS-CS
Collezioni di germoplasma di salicacee

La storia del centro definitivo FL

FORESTE E LEGNO

La storia del centro

Il Centro riunisce le attività di ricerca svolte nelle sedi di Arezzo, Casale Monferrato e Trento. Le attività iniziano con la Regia Stazione Sperimentale di Selvicoltura fondata da Aldo Pavari a Firenze nel 1922 e primo centro di ricerca applicata sulle foreste in Italia.

Nel 1967, la Stazione Sperimentale diventa Istituto Sperimentale per la Selvicoltura con sede centrale ad Arezzo e sedi operative periferiche di Firenze, San Pietro Avellana (Isernia) e Cosenza. Con la creazione del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA) nel 2007 viene istituito il Centro di Ricerca per la Selvicoltura con sede unica Arezzo.

La sede storica di Firenze viene chiusa e le sedi di Isernia e Cosenza diventano unità autonome (rispettivamente, Unità di ricerca per la gestione dei sistemi forestali dell'Appennino e Unità di ricerca per la selvicoltura in ambiente mediterraneo). Con la riorganizzazione del 2017, queste ultime restano attive solo come azienda sperimentale (Isernia) e gruppo di ricerca (a Rende, presso Cosenza).

La sede di Casale Monferrato deriva dall’Unità di ricerca per le Produzioni Legnose fuori Foresta, già Istituto di Sperimentazione per la Pioppicoltura (ISP), edificato su terreni della Società Cartiere Burgo e inaugurato il 1° ottobre 1939. Ceduto nel 1952 all'Ente Nazionale per la Cellulosa e per la Carta (ENCC) e gestito dal 1999 dalla Società Agricola e Forestale per le Piante da Cellulosa e da Carta (SAF), nel 2001 fu devoluto al Ministero per le Politiche Agricole e Forestali e dal 1° ottobre 2004 ha fatto parte del CRA assieme alla sede distaccata di Roma, oggi azienda sperimentale (Azienda Ovile).

La sede di Trento eredita il patrimonio e la tradizione scientifica dell’Unità di Ricerca per il Monitoraggio e la Pianificazione Forestale (CRA-MPF), già Istituto Sperimentale per l'Assestamento Forestale e per l'Alpicoltura (ISAFA) formalmente istituito nel 1967 ed inaugurato nel 1969.